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LKRG – anche Linux, come Windows, si deve difendere con l’antivirus

LKRG-logo

LKRG, sta per Linux Kernel Runtime Guard

Questo progetto mira a realizzare un vero e proprio “antivirus” per Linux, o per meglio dire un modulo caricabile nel kernel e potenzialmente in grado di intercettare i possibili attacchi prima dell’arrivo delle patch. Si vuole creare un modulo accessorio da caricare direttamente all’interno del kernel per garantire a Linux misure di sicurezza limitate ma potenzialmente efficaci contro exploit e malware. I lavori su LKRG sono iniziati già nel 2011, anche se la prima versione utilizzabile – LKRG v0.0 – è stata rilasciata solo di recente. Il modulo esegue controlli sull’integrità in fase di runtime, alla ricerca di possibili vulnerabilità di sicurezza ed exploit “schierati” contro il kernel di Linux. Diversamente dai progetti alternativi come Additional Kernel Observer (AKO), pensati come patch per l’intero kernel, la natura modulare di LKRG dovrebbe migliorare in maniera sensibile la sicurezza, la stabilità e le performance del sistema. Non è un caso che esistano varianti del modulo specifiche per le principali distribuzioni Linux quali RHEL7, Ubuntu 16.04 ecc. ecc. LKRG funziona in maniera non dissimile a un antivirus per Windows, che agisce a livello di kernel per intercettare malware e attacchi; diversamente da un antivirus completo, però, LKRG può contare su dimensioni molto più compatte. Come un antivirus per Windows, suggeriscono poi gli sviluppatori, LKRG si può per sua natura bypassare se gli autori dell’attacco sanno precisamente a cosa mirare. Al momento il modulo impatta negativamente sulle prestazioni per il 6,5%, ma in futuro i risultati dovrebbero migliorare. Per quanto riguarda l’efficacia nel contrasto agli attacchi, infine, LKRG ha dimostrato efficacia nell’intercettare exploit per le vulnerabilità CVE-2014-9322 (BadIRET), CVE-2017-5123 (waitid(2) missing access_ok) e CVE-2017-6074 (use-after-free in DCCP protocol) ma non contro Dirty COW.

LKRG sito Ufficiale e download: LKRG

Fonte: il Punto Informatico

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WhatsApp Business

WhatsApp Business la nuova versione per le aziende della piattaforma di messaggistica più utilizzata al mondo. Una versione completamente gratuita rilasciata sul Play Store per Android e in arrivo anche su App Store per iOS e che potrà dunque essere utilizzata anche nel nostro paese per un uso completamente aziendale e professionale con funzionalità quali, ad esempio, messaggi automatici che possono servire proprio con attività lavorative. Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono tutte le novità.

Le differenze con WhatsApp “standard”

WhatsApp Business innanzitutto, come detto, è la versione professionale di WhatsApp pensata per chi possiede un esercizio commerciale o un’attività pubblica e dunque ha la necessità di separare la piattaforma di messaggistica personale con quella professionale. Oltretutto con le funzionalità implementate con la versione professionale, gli utenti, potranno avere nuovi strumenti per migliorare l’interazione con il proprio pubblico. A livello grafico come anche a livello concettuale però le cose non cambiano e WhatsApp Business rimane fedele a quanto fatto con la versione standard e dunque sono presenti le medesime chat per le conversazioni, è presente la pagina per gli stati ma anche quella per le chiamate e sarà possibile fare tutto quello che si faceva già con la versione standard ossia inviare messaggi di testo, foto, video o anche la posizione in tempo reale. Quali sono allora le novità che contraddistinguono la versione Business?

Le novità della versione Business

Tutto quello che abbiamo visto con WhatsApp funzionerà, come detto, anche su WhatsApp Business. Sarà dunque semplice attivare un account professionale visto che basterà associare un numero di telefono. In tal caso l’utente potrà associare lo stesso numero che utilizza anche su WhatsApp “standard” anche se la novità più importante arriva proprio dalla possibilità di associare un secondo numero alla versione Business in modo da poter utilizzare al meglio proprio questa seconda versione. Le funzionalità aggiuntive che l’utente potrà trovare su WhatsApp Business sono essenzialmente legate alla volontà di utilizzare il profilo per la propria attività ed ecco che sarà possibile ampliare le specifiche del proprio profilo con tutte le informazioni inerenti la propria attività come il sito web o anche l’indirizzo del proprio negozio o ufficio per un immediato contatto. Interessante poi la possibilità di creare delle risposte immediate ed automatiche da inviare al cliente che contatta proprio come avviene con i bot odiernamente. In caso dunque di assenza o chiusura del negozio, ad esempio, si potrà inviare ai propri clienti un messaggio informativo sulla chiusura o sull’assenza. Un modo comodo di tenere sempre aggiornati i propri clienti senza però avere la necessità di creare il tutto manualmente e ripetitivamente. Da sottolineare anche la presenza di una sezione dedicata per le statistiche che permetterà di capire meglio la propria utenza e tutto quello che ne deriva.

Dove si scarica e quanto costa WhatsApp Business

WhatsApp Business è completamente GRATUITO e può essere scaricato direttamente negli store delle applicazioni del proprio sistema operativo. In questo caso la versione professionale del sistema di messaggistica è stata al momento rilasciata solo per Android ma gli sviluppatori hanno fatto sapere che anche quella per iOS è in arrivo.

LINK DOWNLOAD WhatsApp Business ANDROID

Ricordiamo anche che per un utilizzo ancora più comodo è possibile scaricare WhatsApp Web, ossia la versione per PC e Mac che permette di replicare l’applicazione da smartphone sul proprio portatile o PC fisso proprio come avviene per la versione standard del sistema di messaggistica.

Fonte: Hardware Upgrade


WhatsApp Desktop ora disponibile

 

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WhatsApp Desktop è apparsa finalmente su Microsoft Store.

Fra le funzionalità presenti sull’app citiamo la condivisione di file con varie estensioni, la possibilità di modificare le informazioni del profilo, di inviare GIF ed Emoji, e di visualizzare gli aggiornamenti di stato degli utenti. Come tutte le varie versioni “non mobile” di WhatsApp, il software per PC Windows 10 non funziona in modalità stand-alone, ma ha bisogno di sincronizzarsi con l’app mobile installata su uno smartphone. L’accesso avviene mediante la voce WhatsApp Web, da selezionare sul client per il cellulare per poi eseguire l’autenticazione attraverso QR Code. Le stesse funzionalità, pertanto, possono essere sfruttate senza installare applicazioni sul desktop indirizzando il proprio browser verso web.whatsapp.com. WhatsApp Desktop arriva su Microsoft Store, inoltre, in seguito ad altre applicazioni di alto profilo come Microsoft Office e Spotify. Gli utenti interessati ad installarla possono lanciare il download partendo da questo indirizzo dello store italiano, con un peso di circa 250 MB sull’unità di archiviazione. L’app è già disponibile in Italia ma, in base ai commenti di alcuni utenti, pare non sia stata introdotta su tutti i mercati.

Fonte: Hardware Upgrade


Libre Office, siamo alla versione 6.0

LibreOffice 6

Tra le novità introdotte con la versione 6.0 si segnalano cambiamenti alla Notebookbar, versione riadattata della famosa interfaccia “Ribbon” di Microsoft Office, che portano due nuove modalità: “Grouped Bar” per Writer, Calc e Impress, e Tabbed Compact per Writer. Con il nuovo menù dei caratteri speciali è ora possibile visualizzare i caratteri recenti e impostare i caratteri preferiti. LibreOffice 6.0 offre la possibilità di accedere in maniera più semplice alla creazione di moduli PDF da compilare. È stato inoltre cambiato il formato predefinito di Impress, che ora è impostato su 16:9. Per favorire una migliore sicurezza, è possibile utilizzare le chiavi OpenPGP per firmare digitalmente i documenti ODF su tutti i sistemi operativi supportati. Questa funzionalità richiede l’installazione (a parte) del software OpenPGP necessario al funzionamento sul sistema operativo scelto. È anche stato migliorato il supporto ai formati OOXML, ovvero ai documenti Office (docx, xlsx, pptx…), con la possibilità di importare SmartArt e controlli ActiveX, supportare documenti e fogli di calcolo con testo integrato, esportare video integrati nelle presentazioni PPTX. Anche LibreOffice Viewer per Android vede numerosi cambiamenti, tra cui la possibilità di creare nuovi documenti, un’interfaccia organizzata in schede e la possibilità di inserire immagini tratte dalla galleria o scattate al momento. Il rilascio di LibreOffice Viewer per Android è previsto durante il trimestre attuale.

Fonti:

 


Due Robot iniziano a dialogare in autonomia e con un linguaggio sconosciuto…

 

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“Due robot hanno iniziato a dialogare in un linguaggio sconosciuto“. L’allarme circolato nel web, arriva da Menlo Park dove Facebook AI, esperimento di intelligenza artificiale, avrebbe dato segni di ‘linguaggio proprio’. Alice e Bob, due impianti artificiali, hanno conversato in una lingua non comprensibile sotto gli occhi sbalorditi dei ricercatori. “L’intelligenza robotica è pericolosa” asserisce un esperto sulle pagine online del Mirror dopo la notizia dello “sviluppo di una propria lingua” da parte dei dispositivi. La notizia ha fatto il giro del mondo, dal Sun, al Telegraph, fino all’Indipendent. I giornali parlano di scene di panico tra i ricercatori che hanno immediatamente staccato la corrente alle macchine. Kevin Warwick, professore britannico esperto in robotica, sul Sun parla di un “pietra miliare per la scienza ma chi dice che non costituisce un pericolo nasconde la testa sotto la sabbia”. E ancora: “Non sappiamo cosa volessero dirsi i due bot”. Bisogna preoccuparsi? Secondo il team Facebook AI no. Come ricostruito dalla Bbc, per capire la storia di Bob e Alice bisogna risalire a giugno 2017, quando sul blog di Facebook è comparso un post sulle ricerche in atto sui programmi di chatbot. Ovvero dei software progettato per simulare una conversazione con esseri umani o con altri bot tramite l’uso di voce o testo. La storia aveva interessato anche il New Scientist. Poco tempo dopo sono state riportate alcune conversazioni assurde tra i due bot. Alla proposta di Bob “I can can II everything else”, Alice ha risposto “Balls have zero to me to me to me to me to me to me to me to me to”. Da qui l’allarme secondo il quale le due entità avrebbero inventato un linguaggio per eludere la comprensione dei ricercatori. Una spiegazione più plausibile è che le reti neurali abbiano modificato il linguaggio umano ai fini di un’interazione più efficiente. Secondo il sito di tecnologie Gizmondo: “Nei loro tentativi di imparare l’uno dall’altro, i bot hanno iniziato a chiacchierare con abbreviazioni semplificate”. Può sembrare assurdo e far rimanere perplessi “ma non si tratta che di questo”. Il caso, tra l’altro non è isolato. Già Google aveva annunciato una simile dinamica nel suo software di traduzione. Di certo la storia entra nel vivo di una questione tutt’altro che risolta: l’Intelligenza Artificiale è risorsa o pericolo per l’umanità? La domanda non è nuova, ma la risposta è ancora divisiva. Tanto da spaccare anche il pantheon della Silicon Valley.  Solo qualche settimana fa si consumava lo scontro tra Elon Musk numero uno di Tesla e SpaceX e Mark Zuckerberg ideatore e capo di Facebook. Dove per il primo la più grande paura per il futuro era l’intelligenza artificiale, il secondo opponeva una ferma fiducia nella direzione presa della tecnologia: “Ho le idee chiare su questo, sono molto ottimista. Non capisco chi fa il bastian contrario e solleva scenari apocalittici, ritengo che sia abbastanza irresponsabile”, spiegava Zuckerberg, prevedendo che nell’arco dei prossimi cinque-dieci anni l’intelligenza artificiale sarà in grado di migliorare la qualità della vita. “Chi è contro l’intelligenza artificiale è contro auto più sicure che scongiurano incidenti”. Di sicuro il modo in cui è stata affrontata la storia di Alice e Bob è sintomatico delle riserve culturali sull’argomento. Facebook AI era solo un esperimento ancora in fase di rodaggio, non indirizzato al pubblico. Lo testimonia proprio la difficoltà nel capire come i bot producano le interazioni in contesti dove non è previsto l’intervento umano. Se è stato chiuso, riporta la Bbc, è perché esulava dall‘interesse dei ricercatori in un campo che resta tra i più ostici.

Comunque resta il fatto che quella tra Alice e Bob, i due Robot in questione, è la prima conversazione registrata tra due impianti artificiali della storia.

Fonte: varie testate giornalistiche e il fatto quotidiano.


GamesIndustry – i giochi Pc più venduti di quelli Console. 

Le vendite dei giochi per PC, in particolare, incidono per il 28% rispetto al totale del mercato, mentre tutte le console occupano una fetta pari al 29%. Dunque, se si confronta il PC con le singole console diventa evidente come il mercato PC sia in salute e particolarmente redditizio. Negli ultimi anni, d’altronde, sempre più produttori rilasciano le versioni PC dei giochi, anche nel caso di titoli storicamente legati al pubblico console, come i jrpg. Rimangono esclusi sostanzialmente solo i titoli first-party dei vari produttori di console.

Il PC gaming, secondo i dati di GamesIndustry, ha generato 32,3 miliardi di dollari nel 2017, con una crescita dell’1,4% rispetto allo scorso anno. Le vendite su PC avvengono soprattutto nel formato digitale (29,1 miliardi), lasciando le briciole alla controparte relativa al tradizionale formato scatolato. Naturalmente il mercato più grande è quello mobile, con una fetta del 43%.

Nel 2017, inoltre, nei soli Stati Uniti sono stati spesi 3,4 miliardi di dollari per l’acquisto di hardware legato ai videogiochi, con una crescita del 28% rispetto al 2016. La spesa per il software ammonta a 5,4 miliardi, con una crescita del 6%. Gli investimenti sui progetti di realtà virtuale sono di 893 milioni, per AR/MR di 808 milioni.

L’infografica sottolinea la crescita anche degli eSport, del Live Streaming, delle fiere di settore, di Tencent in Cina, oltre che il successo di altri giochi con 85 milioni di copie vendute.

Fonte: http://www.hwupgrade.it


Google Assistant ora parla italiano

Google Assistant Italia

Google Assistant è arrivato ufficialmente in Italia e, ovviamente, parla e capisce l’italiano. Se vorrete ad esempio interagire con lo smartphone e attivare il bluetooth mentre state guidando, potrete chiederlo all’assistente.  Potrete chiedergli, ad esempio, in quale pizzeria potrete andare a mangiare nelle vicinanze o in una determinata città, e vi restituirà alcune schede ritrovate tramite la ricerca Google.

 


​Windows 10 Fall Creators Update, Game Mode


Il prossimo major update arriverà il 17 ottobre, portando con sé un nuovo linguaggio stilistico su alcuni elementi dell’interfaccia grafica chiamato Fluent Design. Ci sono novità anche per il gaming, con la nuova Game Mode che concentrerà le risorse del sistema sui videogiochi in esecuzione, e miglioreranno anche le feature Windows Ink e OneDrive.


Steam combatte il ‘review bombing’ con i nuovi grafici per le recensioni


Steam combatte il ‘review bombing’ con i nuovi grafici per le recensioni. I grafici permettono di monitorare con precisione l’andamento delle recensioni da parte dei giocatori nel corso del tempo. Il ‘review bombing’ è l’ultimo dei problemi che Valve è chiamata ad affrontare su Steam. Nel recente periodo è, infatti, diventata marcata la tendenza per cui la community inizia ad affossare la valutazione di un gioco non sulla base degli effettivi meriti o demeriti del gioco ma per fattori esterni. Il che ovviamente non è corretto e rischia di compromettere il senso dello strumento delle recensioni su Steam. L’ultimo caso è quello di Firewatch, l’apprezzato gioco di mistero prodotto da Campo Santo che ha collezionato recensioni sempre mediamente molto positive fin quando la stessa Campo Santo non si è espressa pubblicamente contro il noto youtuber Felix “PewDiePie” Kjellberg. Non per la prima volta, infatti, PewDiePie ha usato parole razziste all’interno di un suo livestreaming, causando l’indignazione della community dei giocatori e l’intervento pubblico di alcune software house. PewDiePie è il più noto degli youtuber, un punto di riferimento ormai all’interno della community videoludica. Dopo il livestreaming incriminato, Campo Santo ha praticato un DMCA takedown, un’espressione che viene comunemente utilizzata quando un contenuto viene rimosso da una risorsa della rete in seguito alla richiesta del proprietario del contenuto (DMCA sta per Digital Millennium Copyright Act). Un video di gioco di PewDiePie con Firewatch veniva così eliminato da YouTube. In seguito alla rimozione la media delle valutazioni di Firewatch su Steam ha cominciato a scendere, con ripercussioni negative ovviamente per il gioco e per Campo Santo. Non è la prima volta, peraltro, che accade un fatto del genere, perché già Disney in passato aveva troncato i rapporti commerciali con PewDiePie dopo che quest’ultimo aveva usato delle affermazioni anti-semitiche in alcuni suoi video. La nuova strategia contro il ‘review bombing’ viene dettagliata da Alden Kroll qui. Kroll è colui che si occupa del design dell’interfaccia utente di Steam. I nuovi grafici consentono agli utenti di individuare in maniera immediata se i voti negativi o positivi si concentrano in un unico intervallo di tempo, contrastando in maniera troppo marcata rispetto alla media generale. “Quello che notiamo normalmente dopo un ‘review bombing’ è un lento recupero verso le posizioni antecedenti al bombing e in alcuni casi un riallineamento completo”, scrive Kroll. “Il ‘review bombing’ impedisce alle recensioni su Steam di adempiere al loro obiettivo, ovvero di rappresentare con precisione la probabilità che i giocatori possano rimanere soddisfatti dell’acquisto di un gioco. Abbiamo cercato di trovare un modo che non impedisse ai giocatori di esprimere liberamente la loro opinione sui giochi”. Valve ha valutato l’opportunità di togliere completamente il punteggio globale o inibire per un limitato periodo di tempo la possibilità di votare un gioco. Ma dopo attente valutazioni è giunta alla conclusione che non sarebbe stato giusto impedire ai giocatori di esprimere la loro opinione. Ha optato quindi per i grafici a istogramma che evidenziano l’andamento delle recensioni nel corso del tempo. Così che i giocatori possano verificare con immediatezza se un’ondata di cattive valutazioni ha colpito un gioco in un periodo di tempo circoscritto, il che evidenzia i fenomeni di ‘review bombing’.
“A partire da oggi, ogni game page contiene un istogramma che evidenzia il rapporto tra recensioni positive e negative nei vari intervalli di tempo”, spiega Kroll. “Cliccando su qualsiasi parte dell’istogramma è possibile leggere le recensioni inoltrate nel periodo di tempo a cui è associata quella parte dell’istogramma”. Un caso di ‘review bombing’ come quello descritto qui era capitato anche a Rockstar e a Grand Theft Auto V.

Fonte: http://www.hwupgrade.it, articolo rivisto da Upgrade It.


Mining, il Pc fonte inesauribile di possibilità.

Potenzialmente il Personal Computer può offrire più di quanto qualsiasi altra piattaforma/dispositivo possano realmente fare. Il mining, ad esempio, sfrutta a dovere una di queste potenzialità andando a sfruttare per l’appunto  le elevate potenzialità di calcolo dei Pc.

Cosa è il mining?

Il mining è il modo utilizzato dal sistema bitcoin e dalle criptovalute in generale per emettere moneta.
La rete bitcoin memorizza le transazioni all’interno di strutture di dati chiamate in gergo “blocchi“. Affinchè un blocco possa essere aggiunto alla catena dei blocchi, ovvero all’enorme database pubblico contenente tutte le transazioni in bitcoin, è necessario che un elaboratore lo “chiuda” trovando un particolare codice, che può essere unicamente azzeccato a furia di tentativi. Questa operazione cristallizza il blocco, impedendo qualsiasi modifica futura, e chi trova tale codice è ricompensato con una certa quantità di bitcoin (attualmente 25), più tutte le tasse delle transazioni da lui inserite nel blocco, come incentivo alla “donazione” di tempo macchina alla causa del bitcoin. Questa operazione è chiamata in gergo mining, nome che deriva dal parallelismo bitcoin-oro, nel quale il reciproco è costituito dai minatori che cercano strenuamente le pepite d’oro nella roccia.
Quando fu progettata la rete bitcon il suo creatore si trovò davanti al problema di come emettere nuova moneta. Tutti i sistemi monetari mondiali emettono moneta attraverso le banche centrali, ma la decentralizzazione del bitcoin richiede un metodo di generazione della moneta altrettanto decentralizzato. La soluzione fu di progettare il sistema affinchè elargisse bitcoin come premio ai componenti della rete che forniscono potenza elaborativa, necessaria a fortificare e strutturare la rete stessa, secondo un sistema casuale studiato in modo da restituire bitcoin in modo proporzionale alla potenza computazionale fornita. Inizialmente, l’unico modo per minare era utilizzare il client originale abilitando la funzione di “generazione monete”, permettendogli di usare tutto il tempo libero della CPU per cercare di chiudere i blocchi. Dal momento che il bitcoin era ancora agli albori e i partecipanti erano molto pochi, lasciando un PC 24h/24 ci si poteva ragionevolmente aspettare di generare migliaia di bitcoin al giorno. Non bisogna dimenticarsi, tuttavia, che in questa fase il bitcoin non aveva praticamente valore o utilità, il mining era poco più che una donazione a fondo perduto per il bene del progetto. Il sistema bitcoin è in grado di autoregolarsi: modifica la difficoltà del lavoro necessario a chiudere un blocco in modo tale che in tutta la rete si generi una media di 6 nuovi blocchi ogni ora (si veda “Cosa è la Difficoltà?”). Col tempo, sempre più persone si sono avvicinate al mondo bitcoin, e di conseguenza al mining, aggiungendo la loro potenza elaborativa alla rete. Questo ha causato l’aumento della difficoltà, diminuendo il guadagno medio giornaliero per singola macchina da migliaia di bitcoin al giorno a pochi centesimi, e portando inoltre  minatori a unirsi in “gilde”, le cosiddette “mining pool”, il cui scopo è garantire un afflusso di denaro più costante rispetto al mining in solo. L’aspetto positivo di questo aumento di difficoltà è stato il consentire la nascita di una certa domanda e di un mercato, fornendo quindi al bitcoin un valore tangibile e una certa liquidità. Questo a sua volta spinse la nascita del mining “professionale”, ovvero il costruire potenti macchine ad-hoc con il solo scopo di lasciarle accese 24h/24 7g/7 a minare (i cosiddetti “mining rig“) e rivenderne il ricavato sul mercato, o addirittura vendere contratti o azioni che consentono agli investitori di guadagnare dal mining senza dover costruire, configurare e gestire gli apparlati necessari. Nel frattempo il mining di bitcoin si è specializzato, passando da usare CPU a GPU (Schede grafiche), a FPGA (dispositivi logici programmabili) e infine ad ASIC (microprocessori costruiti su misura per un preciso compito). Al giorno d’oggi il mining di bitcoin è una processo che, per essere remunerativo, richiede competenza, hardware dedicato dal costo elevato e investimenti non trascurabili. D’altro canto la disponibilità di molti computer un tempo usati per minare bitcoin e improvvisamente restati senza lavoro ha portato alla fioritura di criptomonete alternative la cui peculiarità è quella di poter essere minate solo con hardware “casalingo”, almeno per ora. La criptomoneta di questo tipo più famosa è sicuramente il Litecoin. Tecnicamente, il mining di bitcoin è un’operazione di brute forcing in cui lo scopo è trovare il numero da inserire in un insieme di dati (l’header del blocco) tale per cui il doppio hash SHA-256 di tali dati sia un numero inferiore ad un certo target (obiettivo), target che viene calcolato sulla base del coefficiente di difficoltà: maggiore è la difficoltà, minore è il target e maggiori saranno i tentativi necessari per trovare il suddetto numero.
In pratica, il computer che sta facendo girare il programma di mining riceve l’header del blocco che si sta cercando di chiudere da un client opportunamente configurato (solo mining) o tramite internet da un server apposito (pool mining). All’interno di questa header viene aggiunto un numero, “nonce“, e viene calcolato l’hash doppio del tutto. se tale hash è numericamente minore del target, l’header viene mandato al server per l’approvazione, altrimenti la nonce viene incrementata di uno e il controllo si ripete. Questa operazione viene effettuata diversi milioni di volte al secondo, tanti quanti sono i MHash/sec riportati dal programma di mining.
Da notare che il mining è un processo basato sulla pura statistica: ogni tentativo di hashing ha la stessa probabilità di essere quello buono. Non ha senso dire che servono un certo numero di hash o di tempo per chiudere un blocco, si può esclusivamente parlare di media. Aumentano in modo esponenziale le attività commerciali che accettano come pagamento le criptovalute.
*Per gli appassionati dei VideoGames per Pc, Steam ad esempio le accetta.

 

 

 


Kaspersky Free x Pc ora disponibile

Come anticipato nel nostro articolo qui; Kaspersky Antivirus ha reso disponibile la sua versione Free x Pc:

Download kaspersky


Windows Mixed Reality – Pc

Windows Holographic diventa Windows Mixed Reality, un’unica piattaforma che unisce tutte le tecnologie di realtà virtuale, aumentata e mista di Microsoft.

Microsoft ha annunciato nelle scorse ore al Game Developers Conference 2017 (GDC) di San Francisco che il supporto alla “mixed reality” arriverà, oltre che su Pc, anche su tutte le versioni di Xbox One, con i primi kit di sviluppo che verranno spediti entro la fine del mese. È invece passato un po’ in sordina il cambiamento del nome della piattaforma, che passa da Windows Holographic a Windows Mixed Reality. A riportarlo il sito MSPowerUser, che segnala una nota ufficiale diramata da Microsoft:

“Microsoft ha cambiato il nome da Windows Holographic a Windows Mixed Reality per essere più coerente con la più ampia visione della compagnia per la piattaforma. Stiamo unificando l’ecosistema della mixed reality intorno ad una singola piattaforma che rende possibili le esperienze e l’interoperabilità fra visori differenti”.

L’unificazione dell’ecosistema per la mixed reality descritta da Microsoft punta a creare un’unica piattaforma più ampia che avvicina tutte le diverse tecnologie di realtà virtuale, aumentata e mista proposte dalla compagnia. Come si legge sul sito ufficiale dedicato agli sviluppatori:

“La realtà mista mescola contenuti del mondo reale e del mondo virtuale in ambienti ibridi dove oggetti fisici e digitali coesistono e interagiscono fra di loro. Crea esperienze di mixed reality per una vasta gamma di dispositivi Windows 10, da quelle non connesse via cavo ed integrate come Hololens, ad esperienze su PC completamente immersive utilizzando i visori Windows Mixed Reality in arrivo”.

L’ecosistema permetterà sostanzialmente a Microsoft di ottimizzare il proprio impegno nel settore e snellire i lavori di marketing per un’ampia gamma di dispositivi che spaziano da semplici visori VR economici a proposte di realtà aumentata più complesse, come Hololens per l’appunto. L’unificazione delle piattaforme potrebbe inoltre consentire scenari d’utilizzo ancora più misti e complessi, il tutto sfruttando un unico ambiente di sviluppo coeso fra le varie soluzioni.

Fonte: http://www.hwupgrade.it, articolo rivisto da Upgrade It. 





Anche Kaspersky offre la sua versione Free

Kaspersky antivirus gratis per tutti, è un’ottima notizia.

Avira VS Kaspersky
Kaspersky Free è stato appena lanciato in USA, Canada e alcuni Paesi asiatici. Offre una protezione di base per email e navigazione Web ed è dotato di aggiornamenti automatici e funzione di quarantena. A ottobre anche in Italia.
Roma – Arriva una versione completamente gratuita di quello che, a dispetto dei sospetti di implicazione nel caso Russiagate, è considerato il miglior software antivirale al mondo: Kaspersky. L’annuncio è stato dato da Eugene Kaspersky in persona sul suo blog ufficiale. Si tratta di un versione ridotta rispetto a quella Premium, ma con tutte le carte in regola: “l’indispensabile di cui nessuno sul pianeta dovrebbe fare a meno”, ha scritto Kaspersky.

Kaspersky Free è stato lanciato inizialmente negli USA, in Canada e in molti Paesi dell’area asiatico-pacifica, in occasione del ventesimo anniversario della società.
Nei prossimi mesi arriverà nel resto del mondo. A settembre in India, Hong Kong, Medio Oriente, Africa, Turchia e America Latina. A ottobre in Europa, Giappone e Corea del Sud. A novembre in Vietnam e Tailandia. Lo scorso anno il software antivirus è stato testato con successo in Russia, Ucraina e Bielorussia, in Cina e anche in alcuni Paesi scandinavi. La versione Free è stata installata su milioni di computer.

Secondo Kaspersky, la mossa di rendere gratuita la versione base del proprio software antivirus non avrebbe come obiettivo quello di aumentare la quota di mercato della società, sottraendo utenti ai competitor, bensì quella di rendere Internet un luogo più sicuro. “Grazie agli utenti di Kaspersky Free per aiutarci a salvare il mondo!”, scrive il fondatore dell’azienda. Come spiegato in una pagina del sito, la versione essenziale dell’antivirus Kaspersky protegge file, email e
web; dispone di aggiornamenti automatici, auto-difesa, quarantena e altro ancora. “Un arsenale che assicura una navigazione gradevole e sicura del Web”, afferma Kaspersky, “operando con chiavette USB e altri dispositivi portatili di memoria, protezione da phishing e file infetti”. Kaspersky Free è anche più leggero e veloce rispetto al fratello maggiore, di cui ricalca però la medesima tecnologia, basata sul ricorso alle tecniche di machine learning, intelligenza artificiale.

La versione Premium, denominata Kaspersky Total Security, al costo di circa 50 dollari comprende anche il Parental Control, la protezione per i pagamenti online e la connessione sicura VPN, che non sono invece presenti nella versione gratuita.

Si presenta per Avira Free un futuro “difficile”… quale sarà il miglior antivirus Free del 2018? Avira dovrà lasciare lo scettro? Staremo a vedere… vi terremo aggiornati.

Fonte: “Il punto informatico”

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Windows 10 scaricabile Gratis

Windows 10 logo

Windows 10 sarà scaricabile Gratis anche per chi ha un Sistema Operativo non originale. L’offerta sarà valida per il primo anno di vita di Windows 10.

“Crediamo che i clienti capiranno nel corso del tempo il valore di Windows con opportuna licenza, e permetteremo loro un più semplice passaggio alle copie legittime”

afferma la Microsoft…

Staremo a vedere se questo tipo di soluzione porterà buoni frutti… per ora godiamoci questa interessante opportunità.

Windows 10 sarà disponibile quest’estate in 190 paesi e 110 lingue diverse.

Prerequisiti per il Download: Windows 7-8 (32-64 bit), con o senza “genuinità” dell’OS.

Spargete voce…

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Google Earth nuova versione

English: A Google Street View Camera Car (2008...

Google ha pubblicato una nuova versione di Earth, il software “stand alone” che permette di attingere al ricco database di immagini satellitari conservato sui server del colosso di Mountain View. Nelle principali città del pianeta il programma è in grado di visualizzare immagini con una risoluzione spaziale inferiore al metro quadrato. Il software è totalmente indipendente dal browser web ed è disponibile nelle versioni destinate ai sistemi Windows.

Rispetto alle precedenti versioni, che già consentivano di fruire anche del servizio Street View e di numerosi “livelli” aggiuntivi (ad esempio le ricostruzioni tridimensionali di paesaggi ed ambienti urbani), Google Earth 6.2, appena rilasciato, migliora l’approccio utilizzato per la visualizzazione delle immagini satellitari. D’ora in avanti, infatti, queste non sembreranno più un collage mal realizzato ma verranno presentate in un modo decisamente più accattivante. L’obiettivo è stato raggiunto grazie all’implementazione di un particolare algoritmo che s’incarica di “uniformare” le immagini satellitari visualizzate adeguando le caratteristiche cromatiche dell’una rispetto a quelle delle altre. Il miglioramento sarà evitente sia per gli utenti della versione di Google Earth destinata ai sistemi desktop, sia per coloro che utilizzano la versione “mobile”.

I tecnici di Google hanno anche ottimizzato le possibilità di condivisione delle informazioni reperite con Earth. Il menù “Condivisione” posto nell’angolo in alto a destra dello schermo consente agli utenti di Google+ di mettere “a fattor comune” ciò che stanno visualizzando con gli amici ed i conoscenti delle proprie “cerchie“.

Migliorata anche la funzionalità di ricerca integrata che sfrutta il medesimo “motore” usato per Google Maps. Infine, Google Earth propone anche le indicazioni stradali per i tracciati ciclabili, per spostamenti a piedi o con i mezzi pubblici.

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