^ The Future is Now ^

Upgrade It ! Ram

FPS, CPU-RAM-HD-SSD e GPU/V-RAM

 

FPS

(Foto Wallpaper Flare)

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Poiché questo sito nasce per dare consigli su come sfruttare al massimo i propri componenti hardware è utile sapere quanto segue…. Intanto è consigliato di non dare sempre per buoni i “consigli” di chi afferma che la Scheda Video, CPU o le Ram sono addirittura da cambiare semplicemente perché i componenti hanno qualche anno sulle loro spalle o perché a detta loro  i giochi così detti di “nuova generazione” richiedono “determinati” requisiti hardware, determinati da chi??? (Ognuno ha la sua opinione, rispettabile ma assolutamente non applicabile sempre in altri contesti che non siano strettamente i loro). Molto spesso, i requisiti hardware pubblicati dalle case di sviluppo dei giochi per Personal Computer sono molto generici poiché chiaramente non potendo valutare caso per caso pubblicano requisiti standard con i quali sono certi che chiunque con quei requisiti, possa far girare senza problemi il loro gioco sul proprio Pc. Quest’ultima cosa è più che comprensibile e condivisibile, anche noi fossimo una casa di sviluppo di videogames probabilmente faremmo lo stesso. Considerate che subito dopo l’uscita di un gioco, spesso vengono riscontrati problemi software(in questo caso ci riferiamo al gioco stesso) che poi vengono risolti più o meno bene dalle case di sviluppo del gioco distribuendo Patch mirate, immaginatevi se a questo si aggiungessero problemi relativi a hardware “inadatto” poiché relativamente obsoleto, però rientrante tra i requisiti hardware PUBBLICATI. Scatenerebbe chiaramente moltissime polemiche.

Gente più esperta o curiosa, come chi sta leggendo questo articolo, saprebbe come arginare eventuali problemi, ma è chiaro che le software house non possono considerare questa netta minoranza.

Le cause di caduta delle performance del proprio Pc durante il gioco di un determinato titolo possono essere molteplici (ci riferiamo in questo articolo al solo gioco in single player mode e non in multiplayer mode, dove in quest’ultimo modo potrebbero aggiungersi problemi di rete che non affronteremo questa volta, lo faremo in un prossimo articolo). Non è vero che il calo degli FPS durante un gioco sia da attribuire per forza di cose solo alla GPU/CPU/RAM. Può dipendere da diversi fattori, non solo da ricondurre al proprio Sistema ma anche a fattori esterni allo stesso e spesso anche  tra loro concatenati. Comunque da un minimo di 24 FPS il gioco è stra-giocabile, poi vedremo il come e il perché.

Eventuali problemi interni al nostro Sistema di gioco:

  • Agire sul settaggio del gioco, partire con il settaggio al massimo consentito per poi scalarlo di volta in volta, se si vuole invece prima ottimizzare il proprio Sistema e poi eventualmente andare a scalare i settaggi del gioco passate ai punti successivi qui di seguito…
  • Alimentatore sotto dimensionato , qui di seguito nostra guida per risolvere il problema High Voltage
  • Sistema Operativo instabile, non aggiornato o non settato alle massime potenzialità;
  • Disabilitare/abilitare eventuali profili di risparmio energetico e nel caso di Windows 10 abilitare: Mettiamo il Turbo a Windows 10
  • Abilitare il Game Mode in Windows 10: Game Mode
  • Bios non ottimizzato o aggiornato alla ultima release, è consigliato al suo interno disabilitare periferiche integrate non utilizzate e se non è aggiornato aggiornarlo;
  • Quantità/Velocità di RAM di Sistema/V-RAM troppo basse (ad oggi è richiesto almeno un minimo di 4GB di RAM di Sistema, utile tra l’altro averne il più possibile poiché la RAM di Sistema va spesso a sopperire alle mancanze di altro hardware (vedi le V-RAM delle GPU ad esempio, dove in linea di massima spesso per poter giocare sono richiesti un minimo di 1/2GB di V-RAM). Inoltre più la RAM di Sistema è veloce e meglio riesce a sopperire a queste mancanze(consiglio, oltre alle capacità base delle proprie RAM, in caso quest’ultime siano state concepite allo scopo si potrebbe pensare di abilitare da BIOS di Sistema la funzione X.M.P che permette alle proprie RAM di funzionare con una sorta di Overclock di fabbrica), considerando inoltre che la V-RAM… vuoi per dove è posizionata rispetto al processore della GPU, vuoi per le caratteristiche stesse della V-RAM è sempre più performante rispetto alla RAM del Sistema;
  • CPU limitata, (CPU limit), la CPU non riesce a lavorare alla pari della GPU;
  • GPU limitata, (GPU limit), la GPU non riesce a lavorare alla pari della CPU.
  •  In entrambi i casi di CPU/GPU limit a volte si possono compensare questi squilibri facendo un leggero overclock sul componente in maggiore difficoltà. Altrimenti in casi estremi bisogna sostituire il componente in difficoltà.
  • Hard Disk lento, influisce moltissimo sul caricamento dei giochi, consigliati Hard Disk ( Performance Desktop Hard Disk Drive da 1TB minimo, 7200 RPM, SATA 6 Gb/s, Cache 64GB, 3.5″) di ultimissima generazione, meglio se SSD.
  • Abilitare da BIOS funzioni turbo o altro (vedi ad esempio la funzione TURBO sui processori INTEL);
  • Driver della Scheda Video non aggiornati all’ultima release disponibile, non sempre è necessario che siano Driver aggiornati all’ultima release rilasciata dal produttore di cui la propria GPU è facente parte,  l’importante però che sia l’ultima release esistente o l’ultima più stabile per il tipo di Scheda Video che si ha sottomano anche se il produttore ha cessato il supporto di ulteriori Driver;
  • Scelta della risoluzione dello schermo, le impostazioni consigliate per godere al meglio del proprio gioco sono in HD ( Risoluzioni 1280×720 pixel o 1366×768 pixel) o Full HD (Risoluzione 1920×1080) quest’ultima chiaramente migliore delle prime. Altre risoluzioni sono per Personal Computer equipaggiati con hardware aggiornatissimi di alto livello 4K (Risoluzione 3840×2160 pixel ecc. ecc.). Chiaramente alle risoluzioni proposte esistono delle vie intermedie che ognuno può scegliere in base alle proprie esigenze (un buon rapporto qualità dell’immagine e prestazioni sarebbe auspicabile).

Eventuali problemi esterni al nostro Sistema di gioco:

  • Gioco non propriamente ottimizzato per funzionare al top con l’hardware dei Personal Computer (vedi i porting da Console ad esempio) dove agire sul settaggio di gioco serve a poco o nulla e lo stesso dicasi per quanto sopra consigliato;
  • Patch distribuite dalle software house dei giochi inadeguate;
  • Driver delle Schede Video inadeguati;
  • Aggiornamenti del Sistema Operativo che influiscono sulle prestazioni dello stesso sui quali spesso vengono posti dei rimedi molto tempo avanti all’uscita del gioco:
  • Oppure mancanza di aggiornamenti del Sistema Operativo che lo rendono instabile con certi tipi di giochi.

Come potete vedere quindi sono molteplici i fattori che influiscono sulle performance di gioco, e sicuramente ve ne sono anche delle altre più o meno comuni che non abbiamo pensato o che semplicemente non rientrano in caratteristiche a fattor comune. Quello che però possiamo chiarire intanto è di non preoccuparsi assolutamente nel caso in cui la propria GPU non riuscisse raggiungere i tanto blasonati 60 FPS più o meno stabili che siano.

24-30 FPS sono più che sufficienti per considerare un gioco stabile, considerate che l’occhio umano oltre i 24 FPS non nota differenze, 30 e 60 FPS potrebbero migliorare la stabilità dell’immagine ma non sempre è necessario. Eventuali problemi che possono rendere un gioco instabile dai 24 FPS in poi sono derivanti da altre problematiche che nulla o poco hanno a che vedere con i fotogrammi per secondo.  Di seguito un’esempio tipico addirittura in 4K:

(Video dello youtuber Tech Profis)

In questo video  qui di seguito (scelto da noi tra i molteplici  presenti su youtube poiché l’autore  youtuber “FPS TEST” ha mostrato su video, in modo molto utile, il lavoro effettivo di tutti i componenti chiave del sistema) si può infatti notare come tutti i componenti hardware del sistema siano coinvolti durante l’esecuzione dei giochi presi in esame e come nel 2020 anche una GTX 970 4GB riesca a gestirli senza alcun problema.  La 1060 3GB e 1650 4GB Super prese in esame chiaramente fanno ancor meglio della GTX960. Considerate poi che la risoluzione utilizzata per la prova è in Full HD 1080p. Questo dimostra, tra le altre cose, che la quantità di V-RAM è importante ma non determinante, li dove venisse a mancare il quantitativo di V-RAM comunque interverrebbe la RAM di Sistema come già anticipato all’inizio dell’articolo(per questo mettetene quanta più potete, partendo da un minimo di 4GB). Per completezza di informazione il Sistema utilizzato da FPS TEST è il seguente:

CPU: RYZEN 5 2600

RAM di Sistema: MSI X470 GAMING PLUS 2X8GB 3200MHZ

GTX 970 4GB G1 di GIGABYTE

GTX 1060 3GB di INNO3D

GTX 1650 4GB SUPER di GIGABYTE

Un’altro esempio utile (Test effettuato dallo youtuber Clausola Harsha):

Sistema preso in esame:

CPU: i7-8700k @ 3.7GHZ

RAM di Sistema: 16gb 3000mhz

GPU: GTX 1060 3gb

Anche in questo caso il gioco Crysis 3 è stato provato con una risoluzione Full HD.


Mining, il Pc fonte inesauribile di possibilità.

Potenzialmente il Personal Computer può offrire più di quanto qualsiasi altra piattaforma/dispositivo possano realmente fare. Il mining, ad esempio, sfrutta a dovere una di queste potenzialità andando a sfruttare per l’appunto  le elevate potenzialità di calcolo dei Pc.

Cosa è il mining?

Il mining è il modo utilizzato dal sistema bitcoin e dalle criptovalute in generale per emettere moneta.
La rete bitcoin memorizza le transazioni all’interno di strutture di dati chiamate in gergo “blocchi“. Affinchè un blocco possa essere aggiunto alla catena dei blocchi, ovvero all’enorme database pubblico contenente tutte le transazioni in bitcoin, è necessario che un elaboratore lo “chiuda” trovando un particolare codice, che può essere unicamente azzeccato a furia di tentativi. Questa operazione cristallizza il blocco, impedendo qualsiasi modifica futura, e chi trova tale codice è ricompensato con una certa quantità di bitcoin (attualmente 25), più tutte le tasse delle transazioni da lui inserite nel blocco, come incentivo alla “donazione” di tempo macchina alla causa del bitcoin. Questa operazione è chiamata in gergo mining, nome che deriva dal parallelismo bitcoin-oro, nel quale il reciproco è costituito dai minatori che cercano strenuamente le pepite d’oro nella roccia.
Quando fu progettata la rete bitcon il suo creatore si trovò davanti al problema di come emettere nuova moneta. Tutti i sistemi monetari mondiali emettono moneta attraverso le banche centrali, ma la decentralizzazione del bitcoin richiede un metodo di generazione della moneta altrettanto decentralizzato. La soluzione fu di progettare il sistema affinchè elargisse bitcoin come premio ai componenti della rete che forniscono potenza elaborativa, necessaria a fortificare e strutturare la rete stessa, secondo un sistema casuale studiato in modo da restituire bitcoin in modo proporzionale alla potenza computazionale fornita. Inizialmente, l’unico modo per minare era utilizzare il client originale abilitando la funzione di “generazione monete”, permettendogli di usare tutto il tempo libero della CPU per cercare di chiudere i blocchi. Dal momento che il bitcoin era ancora agli albori e i partecipanti erano molto pochi, lasciando un PC 24h/24 ci si poteva ragionevolmente aspettare di generare migliaia di bitcoin al giorno. Non bisogna dimenticarsi, tuttavia, che in questa fase il bitcoin non aveva praticamente valore o utilità, il mining era poco più che una donazione a fondo perduto per il bene del progetto. Il sistema bitcoin è in grado di autoregolarsi: modifica la difficoltà del lavoro necessario a chiudere un blocco in modo tale che in tutta la rete si generi una media di 6 nuovi blocchi ogni ora (si veda “Cosa è la Difficoltà?”). Col tempo, sempre più persone si sono avvicinate al mondo bitcoin, e di conseguenza al mining, aggiungendo la loro potenza elaborativa alla rete. Questo ha causato l’aumento della difficoltà, diminuendo il guadagno medio giornaliero per singola macchina da migliaia di bitcoin al giorno a pochi centesimi, e portando inoltre  minatori a unirsi in “gilde”, le cosiddette “mining pool”, il cui scopo è garantire un afflusso di denaro più costante rispetto al mining in solo. L’aspetto positivo di questo aumento di difficoltà è stato il consentire la nascita di una certa domanda e di un mercato, fornendo quindi al bitcoin un valore tangibile e una certa liquidità. Questo a sua volta spinse la nascita del mining “professionale”, ovvero il costruire potenti macchine ad-hoc con il solo scopo di lasciarle accese 24h/24 7g/7 a minare (i cosiddetti “mining rig“) e rivenderne il ricavato sul mercato, o addirittura vendere contratti o azioni che consentono agli investitori di guadagnare dal mining senza dover costruire, configurare e gestire gli apparlati necessari. Nel frattempo il mining di bitcoin si è specializzato, passando da usare CPU a GPU (Schede grafiche), a FPGA (dispositivi logici programmabili) e infine ad ASIC (microprocessori costruiti su misura per un preciso compito). Al giorno d’oggi il mining di bitcoin è una processo che, per essere remunerativo, richiede competenza, hardware dedicato dal costo elevato e investimenti non trascurabili. D’altro canto la disponibilità di molti computer un tempo usati per minare bitcoin e improvvisamente restati senza lavoro ha portato alla fioritura di criptomonete alternative la cui peculiarità è quella di poter essere minate solo con hardware “casalingo”, almeno per ora. La criptomoneta di questo tipo più famosa è sicuramente il Litecoin. Tecnicamente, il mining di bitcoin è un’operazione di brute forcing in cui lo scopo è trovare il numero da inserire in un insieme di dati (l’header del blocco) tale per cui il doppio hash SHA-256 di tali dati sia un numero inferiore ad un certo target (obiettivo), target che viene calcolato sulla base del coefficiente di difficoltà: maggiore è la difficoltà, minore è il target e maggiori saranno i tentativi necessari per trovare il suddetto numero.
In pratica, il computer che sta facendo girare il programma di mining riceve l’header del blocco che si sta cercando di chiudere da un client opportunamente configurato (solo mining) o tramite internet da un server apposito (pool mining). All’interno di questa header viene aggiunto un numero, “nonce“, e viene calcolato l’hash doppio del tutto. se tale hash è numericamente minore del target, l’header viene mandato al server per l’approvazione, altrimenti la nonce viene incrementata di uno e il controllo si ripete. Questa operazione viene effettuata diversi milioni di volte al secondo, tanti quanti sono i MHash/sec riportati dal programma di mining.
Da notare che il mining è un processo basato sulla pura statistica: ogni tentativo di hashing ha la stessa probabilità di essere quello buono. Non ha senso dire che servono un certo numero di hash o di tempo per chiudere un blocco, si può esclusivamente parlare di media. Aumentano in modo esponenziale le attività commerciali che accettano come pagamento le criptovalute.
*Per gli appassionati dei VideoGames per Pc, Steam ad esempio le accetta.

 

 

 


ReadyBoost + Ram anche su Sistemi meno recenti

Usare una PenDrive come Ram con ReadyBoost

La quantità di Ram dipende dal dispositivo USB prescelto:

Grazie ad una utility di Windows 7 potrete usare la vostra PenDrive come “Ram” andando a velocizzare il vostro sistema soprattutto se più datato.

Di cosa abbiamo bisogno ?

Pen Drive USB da almeno 256MB
Prestazioni in scrittura minime: 1,75MB/s
Prestazioni in lettura minime: 2,5MB/s
Tempi d’accesso massimi: 1millisecondo o inferiore
Sistema Operativo: Windows 7 / *Windows Xp

Quasi tutte le pendrive possono soddisfare questi requisiti.

1 Prendete la vostra PenDrive e inseritela in una delle porte USB a Vostra disposizione.

– Vi apparirà questa schermata dopo qualche secondo:

 

2 Selezioniamo “Aumenta la velocità del computer usando Windows ReadyBoost”
– Una volta fatto ciò ci apparirà quest’altra schermata per la configurazione della PenDrive:

[Immagine: ?di=013052234047]

3 Da qui possiamo scegliere quanto spazio assegnare al ReadyBoost è sempre bene seguire la dimensione consigliata dal programma ma nulla ci vieta di superarla. Per applicare ci basterà spuntare l’opzione “dedica il dispositivo a ReadyBoost” poi “applica” infine “ok”.

Per verificare che il dispositivo è usato dal Sistema come Ram andiamo su “Computer” e verifichiamo che questo sia pieno:

[Immagine: ?di=713052229043]

4. Come disattivare ReadyBoost:
– Per disattivare la funzione ReadyBoost e rendere utilizzabile la pendrive dobbiamo andare sulle sue proprietà “ReadyBoost” e spuntare l’opzione “non utilizzare dispositivo” per poi cliccare su “applica” e “ok”.

[Immagine: ?di=1413052231177]

Se andiamo sulla sezione Computer noteremo la periferica nuovamente vuota.

[Immagine: ?di=313052231187]
PenDrive consigliate con supporto alla tecnologia Microsoft ReadyBoost:

Corsair Flash Voyager GT

N.B.

Va comunque detto che anche USB non fornite di pieno supporto a questa tecnologia fanno il loro lavoro in modo molto accettabile.

Questa utility può apportare miglioramenti nelle prestazioni lì dove questo non è possibile causa limiti Hardware, ma in un Sistema non proprio recente la spesa deve rimanere contenuta, sta a Voi poi decidere quanto in base al Vostro Sistema. La PenDrive consigliata è molto performante.

Altre segnalazion di PenDrive più economiche (però performanti) sono ovviamente ben accette 😉

Saluti

Six


* E… Windows Xp?

ReadyBoost può essere emulato per mezzo di eboostr anche su Windows Xp:

eboostr

adesso si che posso chiudere 😉

Saluti

Six


RamDisk

Installazione di Gavotte Ramdisk sotto Windows XP, Vista e Seven

– scaricare l’ultima versione di: Gavotte Ramdisk
Oppure Link diretto:
-estrarre l’archivio
-per i sistemi a 32bit, per attivare la modalità PAE basta aggiungere al registro di sistema le informazioni contenute nel file di registro ”ram4g”.
– poi eseguire l’eseguibile, ”ramdisk”, cliccare su ”install ramdisk”, attendere l’installazione dell’hardware.
-selezionare la dimensione del ramdisk, la lettera di unità e lasciare pure il tipo su fixed media.
Riavviare il Pc .Per gli utenti Windows Vista e Seven, è necessario eseguire il programma ”come amministratore”.

Esempi utili di utilizzo:

L’ uso pratico del RamDisk, è essenzialmente per tutti quei programmi che vengono aperti molto spesso o che modificano molto spesso file, questo per ridurre lo stress nel disco di sistema.

Oltre ai programmi è possibile anche spostare i temporanei del sistema o del browser( o perchè no tutti i browser )

Spostare i file temporanei di Windows XP

1. Andare sulle proprietà di sistema, andare nella scheda ”Avanzate” indicata in rosso.
2. Cliccare su ”Variabili d’ambiente”, indicato in rosso
3. Modificare le due variabili dell’utente, impostandone il percorso nel ramdisk, è importante usare la cartella ”TEMP” che il ramdisk crea ad ogni avvio, perchè Windows non combina a crearsela da solo.
Riavviare il Computer e verificare che su variabili d’ambiente sia tutto corretto e che dopo qualche minuto la cartella TEMP nella root del ramdisk abbia dei file.

Spostare i file temporanei di Windows Vista e Seven

Sono gli stessi passi della parte per Windows XP, con la sola variante che per accedere alle variabili d’ambiente bisogna andare su:
-Pannello di controllo.
-Sistema di manutenzione.
-Sistema, accedere alla scheda ”impostazioni avanzate” e poi cliccare su variabili d’ambiente.
ps: vado a memoria, i nomi dei menu potrebbero essere diversi

I percorsi originali delle voci TEMP e TMP sono:
Su Vista e Seven
%USERPROFILE%\AppData\Local\Temp
Su XP
%USERPROFILE%\Impostazioni locali\Temp


4G di Ram (Full) anche con Sistema a 32 bit

 

Tutti sono delusi quando ottengono meno di quanto si aspettano. È un’esperienza condivisa ogni giorno dagli utenti di pc: basta dare un’occhiata al Pannello di controllo (facendo clic con il tasto destro del mouse su Risorse del computer o Computer e poi su Proprietà), e subito gli utenti di Windows a 32 bit si accorgono di avere a disposizione molta meno Ram di quella effettivamente installata sul computer.

Con i 64 bit questo problema non sussiste più, ma molti utenti non sono disposti a sostituire il loro XP con Windows 7 a 64 bit. Anche molti produttori di Notebook e di sistemi assemblati puntano consapevolmente sui 32 bit, perché in questo modo ci sono meno incompatibilità, e gli oneri per l’assistenza sono pertanto minori. Ciò nonostante, tali produttori equipaggiano i loro computer con “ben 4 Gb di Ram” e li pubblicizzano di conseguenza. I prezzi molto convenienti delle memorie convincono inoltre molti utenti a espandere la Ram presente sul loro sistema. Per sfruttare i vantaggi della tecnologia dual channel, finiscono quindi di norma nel pc due blocchi di memoria da 2 Gb.

I limiti dei sistemi a 32 bit

Il computer a 32 bit ha pertanto a propria disposizione 232 memory address, ovvero 4.294.967.296, cifra che corrisponde esattamente ai 4 Gb di Ram installati. Purtroppo però anche i dispositivi connessi al sistema, come controller Usb, schede video o schede tv, hanno bisogno di memory address per poter funzionare in maniera corretta. Tali indirizzi, tuttavia, non sono più disponibili per l’indirizzamento della memoria e quindi una parte della Ram non può essere sfruttata. La quantità di Ram inutilizzata può essere compresa, a seconda del sistema, tra 300 e 1.024 Mb.

Da alcuni anni è disponibile la Physical Address Extension (Pae), una tecnologia che permette di ampliare artificialmente l’intervallo di indirizzi. La memoria che fino a quel momento rimaneva inutilizzata, ora può essere sfruttata per compiti specifici. In questo caso il fattore limitante è rappresentato dalle linee d’indirizzamento dei processori. Chi possiede ancora un processore Intel Pentium (o precedente) dispone di sole 32 linee d’indirizzamento e non può approfittare della tecnologia Pae. Dal Pentium Pro fino alle attuali Cpu Core 2 Duo o Quad, i processori Intel dispongono di 36 linee d’indirizzamento, che permettono uno spazio di indirizzi fino a 64 Gb.

A livello teorico, con un Athlon 64 è addirittura possibile indirizzare 1 Tb. La Pae dovrebbe essere attivata di default a partire da XP con SP2. Spesso, tuttavia, il sistema crede di avere riscontrato un’incompatibilità e ne impedisce l’attivazione automatica.

In Windows XP potete attivare l’estensione dell’indirizzo fisico editando il file Boot.Ini. :

Per riuscire a vedere questo file, avviare Esplora risorse premendo contemporaneamente i tasti Windows+E. Andate ora nella directory root, che normalmente è C:\. Cliccate su Strumenti/Opzioni cartella e selezionate la scheda Visualizzazione. Disattivate l’impostazione Nascondi i file protetti di sistema e confermate la scelta. Mettete poi un segno di spunta nella casella Visualizza cartelle e file nascosti.
Ora aprire il file Boot.Ini con l’editor e aggiungere l’opzione /PAE alla procedura di avvio del sistema operativo riportata sotto la voce [Operating Systems]. Successivamente, in Sistema/Pannello di controllo si troverà l’indicazione Estensione indirizzo fisico.

Con Windows Vista o Windows 7 a 32 bit procedere in questo modo:

aprite il Prompt dei comandi digitando cmd nella casella di ricerca e cliccare poi con il tasto destro del mouse sul file cmd.exe per selezionare Esegui come amministratore. Digitare poi il comando BCDedit/set PAE forceenable e riavviare il pc. Se le vostre periferiche di sistema non danno problemi con il nuovo intervallo di indirizzi significa che avete superato il primo ostacolo.
Nota: dopo l’attivazione della Pae verificare il corretto funzionamento dei dispositivi collegati. In caso di incompatibilità, la soluzione è aggiornare i driver dei componenti interessati. Se ciò non funziona è necessario annullare le modifiche effettuate. In Vista e Windows 7 basta digitare forcedisable al posto di force­enable: la Pae verrà così disattivata.
Se tutto è andato per il meglio, la memoria prima non disponibile ora può essere usata dal sistema, non direttamente come memoria ad accesso casuale, ma come disco Ram disk ultrarapido. Il tool perfetto per configurare un Ram disk è Gavotte RamDisk.

Gavotte RamDisk: Guida all’ uso di un RamDisk (Gavotte)

Recensione resa possibile Grazie al contributo dell ‘ utente attivo Nio04 e la rivista di Informatica Cheep.