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^ The Future is Now ^

Upgrade It ! Ram

Mining, il Pc fonte inesauribile di possibilità.

Potenzialmente il Personal Computer può offrire più di quanto qualsiasi altra piattaforma/dispositivo possano realmente fare. Il mining, ad esempio, sfrutta a dovere una di queste potenzialità andando a sfruttare per l’appunto  le elevate potenzialità di calcolo dei Pc.

Cosa è il mining?

Il mining è il modo utilizzato dal sistema bitcoin e dalle criptovalute in generale per emettere moneta.
La rete bitcoin memorizza le transazioni all’interno di strutture di dati chiamate in gergo “blocchi“. Affinchè un blocco possa essere aggiunto alla catena dei blocchi, ovvero all’enorme database pubblico contenente tutte le transazioni in bitcoin, è necessario che un elaboratore lo “chiuda” trovando un particolare codice, che può essere unicamente azzeccato a furia di tentativi. Questa operazione cristallizza il blocco, impedendo qualsiasi modifica futura, e chi trova tale codice è ricompensato con una certa quantità di bitcoin (attualmente 25), più tutte le tasse delle transazioni da lui inserite nel blocco, come incentivo alla “donazione” di tempo macchina alla causa del bitcoin. Questa operazione è chiamata in gergo mining, nome che deriva dal parallelismo bitcoin-oro, nel quale il reciproco è costituito dai minatori che cercano strenuamente le pepite d’oro nella roccia.
Quando fu progettata la rete bitcon il suo creatore si trovò davanti al problema di come emettere nuova moneta. Tutti i sistemi monetari mondiali emettono moneta attraverso le banche centrali, ma la decentralizzazione del bitcoin richiede un metodo di generazione della moneta altrettanto decentralizzato. La soluzione fu di progettare il sistema affinchè elargisse bitcoin come premio ai componenti della rete che forniscono potenza elaborativa, necessaria a fortificare e strutturare la rete stessa, secondo un sistema casuale studiato in modo da restituire bitcoin in modo proporzionale alla potenza computazionale fornita. Inizialmente, l’unico modo per minare era utilizzare il client originale abilitando la funzione di “generazione monete”, permettendogli di usare tutto il tempo libero della CPU per cercare di chiudere i blocchi. Dal momento che il bitcoin era ancora agli albori e i partecipanti erano molto pochi, lasciando un PC 24h/24 ci si poteva ragionevolmente aspettare di generare migliaia di bitcoin al giorno. Non bisogna dimenticarsi, tuttavia, che in questa fase il bitcoin non aveva praticamente valore o utilità, il mining era poco più che una donazione a fondo perduto per il bene del progetto. Il sistema bitcoin è in grado di autoregolarsi: modifica la difficoltà del lavoro necessario a chiudere un blocco in modo tale che in tutta la rete si generi una media di 6 nuovi blocchi ogni ora (si veda “Cosa è la Difficoltà?”). Col tempo, sempre più persone si sono avvicinate al mondo bitcoin, e di conseguenza al mining, aggiungendo la loro potenza elaborativa alla rete. Questo ha causato l’aumento della difficoltà, diminuendo il guadagno medio giornaliero per singola macchina da migliaia di bitcoin al giorno a pochi centesimi, e portando inoltre  minatori a unirsi in “gilde”, le cosiddette “mining pool”, il cui scopo è garantire un afflusso di denaro più costante rispetto al mining in solo. L’aspetto positivo di questo aumento di difficoltà è stato il consentire la nascita di una certa domanda e di un mercato, fornendo quindi al bitcoin un valore tangibile e una certa liquidità. Questo a sua volta spinse la nascita del mining “professionale”, ovvero il costruire potenti macchine ad-hoc con il solo scopo di lasciarle accese 24h/24 7g/7 a minare (i cosiddetti “mining rig“) e rivenderne il ricavato sul mercato, o addirittura vendere contratti o azioni che consentono agli investitori di guadagnare dal mining senza dover costruire, configurare e gestire gli apparlati necessari. Nel frattempo il mining di bitcoin si è specializzato, passando da usare CPU a GPU (Schede grafiche), a FPGA (dispositivi logici programmabili) e infine ad ASIC (microprocessori costruiti su misura per un preciso compito). Al giorno d’oggi il mining di bitcoin è una processo che, per essere remunerativo, richiede competenza, hardware dedicato dal costo elevato e investimenti non trascurabili. D’altro canto la disponibilità di molti computer un tempo usati per minare bitcoin e improvvisamente restati senza lavoro ha portato alla fioritura di criptomonete alternative la cui peculiarità è quella di poter essere minate solo con hardware “casalingo”, almeno per ora. La criptomoneta di questo tipo più famosa è sicuramente il Litecoin. Tecnicamente, il mining di bitcoin è un’operazione di brute forcing in cui lo scopo è trovare il numero da inserire in un insieme di dati (l’header del blocco) tale per cui il doppio hash SHA-256 di tali dati sia un numero inferiore ad un certo target (obiettivo), target che viene calcolato sulla base del coefficiente di difficoltà: maggiore è la difficoltà, minore è il target e maggiori saranno i tentativi necessari per trovare il suddetto numero.
In pratica, il computer che sta facendo girare il programma di mining riceve l’header del blocco che si sta cercando di chiudere da un client opportunamente configurato (solo mining) o tramite internet da un server apposito (pool mining). All’interno di questa header viene aggiunto un numero, “nonce“, e viene calcolato l’hash doppio del tutto. se tale hash è numericamente minore del target, l’header viene mandato al server per l’approvazione, altrimenti la nonce viene incrementata di uno e il controllo si ripete. Questa operazione viene effettuata diversi milioni di volte al secondo, tanti quanti sono i MHash/sec riportati dal programma di mining.
Da notare che il mining è un processo basato sulla pura statistica: ogni tentativo di hashing ha la stessa probabilità di essere quello buono. Non ha senso dire che servono un certo numero di hash o di tempo per chiudere un blocco, si può esclusivamente parlare di media. Aumentano in modo esponenziale le attività commerciali che accettano come pagamento le criptovalute.
*Per gli appassionati dei VideoGames per Pc, Steam ad esempio le accetta.

 

 

 

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ReadyBoost + Ram anche su Sistemi meno recenti

Usare una PenDrive come Ram con ReadyBoost

La quantità di Ram dipende dal dispositivo USB prescelto:

Grazie ad una utility di Windows 7 potrete usare la vostra PenDrive come “Ram” andando a velocizzare il vostro sistema soprattutto se più datato.

Di cosa abbiamo bisogno ?

Pen Drive USB da almeno 256MB
Prestazioni in scrittura minime: 1,75MB/s
Prestazioni in lettura minime: 2,5MB/s
Tempi d’accesso massimi: 1millisecondo o inferiore
Sistema Operativo: Windows 7 / *Windows Xp

Quasi tutte le pendrive possono soddisfare questi requisiti.

1 Prendete la vostra PenDrive e inseritela in una delle porte USB a Vostra disposizione.

– Vi apparirà questa schermata dopo qualche secondo:

 

2 Selezioniamo “Aumenta la velocità del computer usando Windows ReadyBoost”
– Una volta fatto ciò ci apparirà quest’altra schermata per la configurazione della PenDrive:

[Immagine: ?di=013052234047]

3 Da qui possiamo scegliere quanto spazio assegnare al ReadyBoost è sempre bene seguire la dimensione consigliata dal programma ma nulla ci vieta di superarla. Per applicare ci basterà spuntare l’opzione “dedica il dispositivo a ReadyBoost” poi “applica” infine “ok”.

Per verificare che il dispositivo è usato dal Sistema come Ram andiamo su “Computer” e verifichiamo che questo sia pieno:

[Immagine: ?di=713052229043]

4. Come disattivare ReadyBoost:
– Per disattivare la funzione ReadyBoost e rendere utilizzabile la pendrive dobbiamo andare sulle sue proprietà “ReadyBoost” e spuntare l’opzione “non utilizzare dispositivo” per poi cliccare su “applica” e “ok”.

[Immagine: ?di=1413052231177]

Se andiamo sulla sezione Computer noteremo la periferica nuovamente vuota.

[Immagine: ?di=313052231187]
PenDrive consigliate con supporto alla tecnologia Microsoft ReadyBoost:

Corsair Flash Voyager GT

N.B.

Va comunque detto che anche USB non fornite di pieno supporto a questa tecnologia fanno il loro lavoro in modo molto accettabile.

Questa utility può apportare miglioramenti nelle prestazioni lì dove questo non è possibile causa limiti Hardware, ma in un Sistema non proprio recente la spesa deve rimanere contenuta, sta a Voi poi decidere quanto in base al Vostro Sistema. La PenDrive consigliata è molto performante.

Altre segnalazion di PenDrive più economiche (però performanti) sono ovviamente ben accette 😉

Saluti

Six


* E… Windows Xp?

ReadyBoost può essere emulato per mezzo di eboostr anche su Windows Xp:

eboostr

adesso si che posso chiudere 😉

Saluti

Six


RamDisk

Installazione di Gavotte Ramdisk sotto Windows XP, Vista e Seven

– scaricare l’ultima versione di: Gavotte Ramdisk
Oppure Link diretto:
-estrarre l’archivio
-per i sistemi a 32bit, per attivare la modalità PAE basta aggiungere al registro di sistema le informazioni contenute nel file di registro ”ram4g”.
– poi eseguire l’eseguibile, ”ramdisk”, cliccare su ”install ramdisk”, attendere l’installazione dell’hardware.
-selezionare la dimensione del ramdisk, la lettera di unità e lasciare pure il tipo su fixed media.
Riavviare il Pc .Per gli utenti Windows Vista e Seven, è necessario eseguire il programma ”come amministratore”.

Esempi utili di utilizzo:

L’ uso pratico del RamDisk, è essenzialmente per tutti quei programmi che vengono aperti molto spesso o che modificano molto spesso file, questo per ridurre lo stress nel disco di sistema.

Oltre ai programmi è possibile anche spostare i temporanei del sistema o del browser( o perchè no tutti i browser )

Spostare i file temporanei di Windows XP

1. Andare sulle proprietà di sistema, andare nella scheda ”Avanzate” indicata in rosso.
2. Cliccare su ”Variabili d’ambiente”, indicato in rosso
3. Modificare le due variabili dell’utente, impostandone il percorso nel ramdisk, è importante usare la cartella ”TEMP” che il ramdisk crea ad ogni avvio, perchè Windows non combina a crearsela da solo.
Riavviare il Computer e verificare che su variabili d’ambiente sia tutto corretto e che dopo qualche minuto la cartella TEMP nella root del ramdisk abbia dei file.

Spostare i file temporanei di Windows Vista e Seven

Sono gli stessi passi della parte per Windows XP, con la sola variante che per accedere alle variabili d’ambiente bisogna andare su:
-Pannello di controllo.
-Sistema di manutenzione.
-Sistema, accedere alla scheda ”impostazioni avanzate” e poi cliccare su variabili d’ambiente.
ps: vado a memoria, i nomi dei menu potrebbero essere diversi

I percorsi originali delle voci TEMP e TMP sono:
Su Vista e Seven
%USERPROFILE%\AppData\Local\Temp
Su XP
%USERPROFILE%\Impostazioni locali\Temp


4G di Ram (Full) anche con Sistema a 32 bit

 

Tutti sono delusi quando ottengono meno di quanto si aspettano. È un’esperienza condivisa ogni giorno dagli utenti di pc: basta dare un’occhiata al Pannello di controllo (facendo clic con il tasto destro del mouse su Risorse del computer o Computer e poi su Proprietà), e subito gli utenti di Windows a 32 bit si accorgono di avere a disposizione molta meno Ram di quella effettivamente installata sul computer.

Con i 64 bit questo problema non sussiste più, ma molti utenti non sono disposti a sostituire il loro XP con Windows 7 a 64 bit. Anche molti produttori di Notebook e di sistemi assemblati puntano consapevolmente sui 32 bit, perché in questo modo ci sono meno incompatibilità, e gli oneri per l’assistenza sono pertanto minori. Ciò nonostante, tali produttori equipaggiano i loro computer con “ben 4 Gb di Ram” e li pubblicizzano di conseguenza. I prezzi molto convenienti delle memorie convincono inoltre molti utenti a espandere la Ram presente sul loro sistema. Per sfruttare i vantaggi della tecnologia dual channel, finiscono quindi di norma nel pc due blocchi di memoria da 2 Gb.

I limiti dei sistemi a 32 bit

Il computer a 32 bit ha pertanto a propria disposizione 232 memory address, ovvero 4.294.967.296, cifra che corrisponde esattamente ai 4 Gb di Ram installati. Purtroppo però anche i dispositivi connessi al sistema, come controller Usb, schede video o schede tv, hanno bisogno di memory address per poter funzionare in maniera corretta. Tali indirizzi, tuttavia, non sono più disponibili per l’indirizzamento della memoria e quindi una parte della Ram non può essere sfruttata. La quantità di Ram inutilizzata può essere compresa, a seconda del sistema, tra 300 e 1.024 Mb.

Da alcuni anni è disponibile la Physical Address Extension (Pae), una tecnologia che permette di ampliare artificialmente l’intervallo di indirizzi. La memoria che fino a quel momento rimaneva inutilizzata, ora può essere sfruttata per compiti specifici. In questo caso il fattore limitante è rappresentato dalle linee d’indirizzamento dei processori. Chi possiede ancora un processore Intel Pentium (o precedente) dispone di sole 32 linee d’indirizzamento e non può approfittare della tecnologia Pae. Dal Pentium Pro fino alle attuali Cpu Core 2 Duo o Quad, i processori Intel dispongono di 36 linee d’indirizzamento, che permettono uno spazio di indirizzi fino a 64 Gb.

A livello teorico, con un Athlon 64 è addirittura possibile indirizzare 1 Tb. La Pae dovrebbe essere attivata di default a partire da XP con SP2. Spesso, tuttavia, il sistema crede di avere riscontrato un’incompatibilità e ne impedisce l’attivazione automatica.

In Windows XP potete attivare l’estensione dell’indirizzo fisico editando il file Boot.Ini. :

Per riuscire a vedere questo file, avviare Esplora risorse premendo contemporaneamente i tasti Windows+E. Andate ora nella directory root, che normalmente è C:\. Cliccate su Strumenti/Opzioni cartella e selezionate la scheda Visualizzazione. Disattivate l’impostazione Nascondi i file protetti di sistema e confermate la scelta. Mettete poi un segno di spunta nella casella Visualizza cartelle e file nascosti.
Ora aprire il file Boot.Ini con l’editor e aggiungere l’opzione /PAE alla procedura di avvio del sistema operativo riportata sotto la voce [Operating Systems]. Successivamente, in Sistema/Pannello di controllo si troverà l’indicazione Estensione indirizzo fisico.

Con Windows Vista o Windows 7 a 32 bit procedere in questo modo:

aprite il Prompt dei comandi digitando cmd nella casella di ricerca e cliccare poi con il tasto destro del mouse sul file cmd.exe per selezionare Esegui come amministratore. Digitare poi il comando BCDedit/set PAE forceenable e riavviare il pc. Se le vostre periferiche di sistema non danno problemi con il nuovo intervallo di indirizzi significa che avete superato il primo ostacolo.
Nota: dopo l’attivazione della Pae verificare il corretto funzionamento dei dispositivi collegati. In caso di incompatibilità, la soluzione è aggiornare i driver dei componenti interessati. Se ciò non funziona è necessario annullare le modifiche effettuate. In Vista e Windows 7 basta digitare forcedisable al posto di force­enable: la Pae verrà così disattivata.
Se tutto è andato per il meglio, la memoria prima non disponibile ora può essere usata dal sistema, non direttamente come memoria ad accesso casuale, ma come disco Ram disk ultrarapido. Il tool perfetto per configurare un Ram disk è Gavotte RamDisk.

Gavotte RamDisk: Guida all’ uso di un RamDisk (Gavotte)

Recensione resa possibile Grazie al contributo dell ‘ utente attivo Nio04 e la rivista di Informatica Cheep.