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DirectX 12 Ultimate, Nvidia e Windows 10 update

Driver DirectX 12 Ultimate disponibili con gli ultimi driver Nvidia

Nvidia ha rilasciato da poche ore i suoi driver 451.48 sia in versione Game Ready che Studio, entrambi scaricabili dal sito del produttore oppure tramite GeForce Experience.

Questi nuovi driver sono estremamente importanti perché aggiungono il pieno supporto alle API DirectX 12 Ultimate integrate nell’aggiornamento cumulativo di maggio per Windows 10. I nuovi driver Game Ready sono anche i primi driver pubblici a offrire pieno supporto all’API Vulkan 1.2 sulle GPU GeForce e Titan.

Le novità introdotte:

  • DXR 1.1 che introduce diverse tecniche di rendering tra cui il Ray Tracing inline e indirect execution of Rays;
  • Variable Rate Shading, il quale permette di avere delle prestazioni superiori riducendo il numero di calcoli degli shaker per tutte quelle superfici secondarie e che vengono considerate meno importanti, il tutto senza impattare sul risultato visivo finale;
  • Mesh Shader, una tecnica di processare grandi mole di dati in maniera più efficiente. Fino ad ora era un’estensione sviluppata da Nvidia, ora invece è parte integrante delle nuove API;
  • Sampler Feedback, una tecnologia che permette di utilizzare la VRAM in maniera più efficiente.

Per poter usufruire di questi benefici anche su schede video AMD, dovremo aspettare l’uscita dell’architettura RDNA 2.

L’aggiornamento di maggio per Windows 10 ha però introdotto anche un’altra importante novità, ovvero “Hardware accelerated GPU scheduling”, ora utilizzabile grazie a questa nuova versione dei driver di Nvidia, che consente alla scheda video di gestire in modo diretto la propria memoria video così da migliorare le prestazioni e ridurre la latenza.

Questo dovrebbe portare diversi benefici in moltissimi scenari, gaming compreso. Per abilitarlo, una volta aggiornato il nostro sistema, basterà recarsi sulle impostazioni grafiche di Windows, attivare la funzione:

e infine riavviare il sistema.

Questi nuovi driver portano tantissime novità, potete scaricarli direttamente dal sito ufficiale di Nvidia cliccando Qui


Crytek, Benchmark Ray Tracing – Crysis Remastered

Qui di seguito pubblichiamo il benchmark di ray tracing basato sulla demo di Neon Noir, mostrata attraverso un video durante la Game Developers Conference (GDC) di quest’anno. I giocatori su Pc quindi possono scaricare il benchmark sul sito di Crytek il quale funziona sia su GPU AMD che su NVIDIA.

Crytek prevede di ottimizzare questa tecnica(quindi forse la vedremo anche su Crysis Remasterd), per trarre vantaggio dai miglioramenti delle prestazioni, in futuro. Questa tecnologia supporterà API di basso livello come Vulkan e DX12. Inoltre, sarà compatibile con tutte le future schede grafiche di tutti i produttori. Quindi capace di girare anche su Schede Video prive di unità di accelerazione specializzate.

Il ray tracing è una tecnica di rendering che simula complessi modelli di illuminazione. La nuova funzione di ray tracing di Cryengine semplifica e automatizza il processo di rendering e creazione dei contenuti. Pertanto, il motore può riflettere correttamente gli oggetti animati e i cambiamenti nell’illuminazione.

Di seguito potete trovare i requisiti  per far funzionare il benchmark.

  • AMD Ryzen 5 2500X CPU/Core i7-8700
  • AMD Vega 56 8 GB VRAM/Nvidia GTX 1070 8 GB VRAM
  • 16 GB System Ram
  • Win 10 x64
  • DX11

Vedremo se potrà girare anche su hardware meno equipaggiato…

 


Crysis Remastered – Pc – confermato! Trailer 2020

Intanto per riallacciarci ad un nostro recente articolo:  FPS, CPU-RAM-HD-SSD e GPU/V-RAM

interessante il punto sul quale si è soffermato Hardware Upgrade il quale ricorda che Crytek stia  lavorando già da tempo a un Ray Tracing “agnostico” cioè  capace di girare anche su schede video prive di unità di accelerazione specializzate: l’azienda ne ha dato un assaggio con la tech demo Neon Noir su RX Vega 56.

Quindi, se questa tecnologia venisse implementata già su questa Remastered ad esempio, una GTX960 – GTX1060 3GB /altro (o AMD equivalenti) che non hanno il  supporto al Ray Tracing, potrebbero riuscire a gestire il gioco anche con la funzione attiva “agnostica” di Ray Tracing di Crytek. Staremo a vedere, non ci resta che attendere l’uscita del gioco o eventuali dichiarazioni ufficiali di Crytek in tal senso.

Riapre il sito Ufficiale di Crysis 1 !

Aggiornamento del 20.04.2020:

Stando all’annuncio di Critek, che ha co-sviluppato il titolo con Saber Interactive per quanto riguarda la versione Switch, a breve torneremo a indossare la nanosuit nel remaster di Crysis 1. Tuttavia, la serie sparatutto presenta altri capitoli e sembra che questa versione remaster sia solo un primo passo.

Stando a quanto comparso su Reddit, infatti, i fan potrebbero aspettarsi anche le remaster degli altri capitoli. Un utente del famoso forum, crede che i prossimi giochi arriveranno gradualmente, come accaduto per Master Chief Collection su PC.

Gli indizi provengono da due tweet sospetti di Tim Willits di Saber:

Ho sempre amato i giochi di Crysis ed è entusiasmante lavorare con Crytek per portare questi giochi a un nuovo pubblico” e “parleremo dei remaster al più presto. Sono contento che le persone siano eccitate“. E’ facile notare che Willits usa il plurale per parlare di Crysis.

Un altro indizio proviene dal comunicato Ufficiale di Crytek. Rileggendo con attenzione l’annuncio, la compagnia parla di “focus sulle campagnsingle player” e dunque sembra non parlare solamente di una campagna.

Infine, l’utente menziona una voce comparsa su 4chan, da verificare, che parla di un potenziale Crysis 4 all’orizzonte. Secondo il rumor (da prendere con la dovuta cautela), un capitolo completamente nuovo arriverebbe solo in caso di successo dei remaster, che comprenderebbero anche l’espansione Warhead, Crysis 2 e 3.

Che ne pensate? Dobbiamo aspettarci una sorta di “Crysis Collection Remastered”?

Fonte dell’aggiornamento: Eurogamer.it

Intanto in rete sono comparsi i requisiti hardware utili per poter giocare a Crysis Remastered:

Requisiti minimi di Crysis Remastered:

  • Sistema Operativo: Windows 7 64bit
  • Processore: Intel Core i5-4590 3.3GHz / AMD Ryzen R3 1200
  • Memoria RAM: 8 GB
  • Scheda Video: NVIDIA GeForce GTX 660 Ti / AMD Radeon R9 370
  • Hard Disk: 20 GB di spazio su disco

Requisiti raccomandati di Crysis Remastered:

  • Sistema Operativo: Windows 10 64bit
  • Processore: Intel Core i5-6500 3.2GHz / AMD Ryzen R5 1400
  • Scheda Video: NVIDIA GeForce GTX 1060 6GB / AMD Radeon RX 480 4GB
  • Memoria RAM: 12 GB
  • Hard Disk: 20 GB di spazio su disco

Arrivano gli SMS 5G, i tradizionali SMS dovranno farsi da parte definitivamente. La vita si complica anche per WhatsApp…

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I vecchi SMS, riescono ancora a tirare avanti, nonostante tutto. Ma la stangata finale, pare ormai alle porte, non dai più comuni servizi di messaggistica istantanea, ma arriverebbe da un altro servizio che, a quanto pare, è in dirittura d’arrivo: i messaggi 5G.

Da una conferenza stampa tenutasi nelle scorse ore in Cina fra i vari maggiori esponenti del settore telefonia, risulta sempre più vicino il nuovo servizio di messaggistica basato sulle reti di quinta generazione: i cosiddetti messaggi 5G.

Si tratta di una nuova tecnologia che va a eliminare il limite di lunghezza degli SMS tradizionali, supporta vari formati multimediali (fra cui file audio, video, eccetera), funziona sia online che offline e consente di leggere dei rapporti sullo stato dei messaggi. Se ciò non bastasse, i messaggi 5G aprono la strada inoltre a nuove possibilità d’uso fornendo degli extraintegrati come la ricerca di servizi o la compatibilità con i pagamenti.

I vecchi SMS avranno così un motivo in più per farsi da parte, anche WhatsApps dovrà alzare la guardia, chiaro, per ora stiamo parlando del mercato cinese, che dovrebbe lanciare i messaggi 5G per il grande pubblico entro giugno 2020, con Huawei che dichiara di iniziare i primi test di questa funzione a breve.

Le altre società coinvolte nella questione sono Samsung Xiaomi, OPPO, Vivo, Lenovo, Meizu e ZTE. Ma per ulteriori dettagli in proposito è necessario attendere…

Fonte Tutto su Android


Crysis Remastered in arrivo…

Sempre più insistenti le voci che danno un remaster di Crysis quasi certo…

il video qui su lo abbiamo aggiunto per stimolare i vostri sensi da giocatori Pc, chiaro che non è riferente al remaster di cui stiamo parlando. Il video qui su riporta un “Crysis mod” effettuato/e da appassionati.

Il video che invece svelerebbe per la seconda volta un possibile remaster di Crysis è il seguente:

 

Da un articolo di Hardware Upgrade :

“Per la seconda volta, Crytek ha fatto riferimento a una nuova versione di Crysis. Con la nuova generazione di console alle porte, un remake/remaster di uno dei giochi tecnicamente migliori di sempre è inevitabile…

Nel nuovo video di presentazione del CryEngine, Crytek fa (di nuovo) riferimento al ritorno di Crysis. Il video fa una carrellata dei giochi realizzati con CryEngine negli ultimi dieci anni, per poi mostrare la scritta “Non si smette di migliorare”. Dopo di che, al culmine della sequenza, ecco le immagini del primo Crysis. Con la prossima generazione di console all’orizzonte, non c’è momento migliore per rimasterizzare Crysis e sfruttare la piena capacità hardware di PS 5 e Xbox Serie X.

Il franchise è sempre stato punto di riferimento nell’evoluzione della grafica e il rilascio di nuovi hardware darà a Crytek la possibilità di mettere in mostra ancora una volta sé stessa e il suo motore grafico.”

E noi su quest’ultimo punto aggiungiamo… sperando che lo faccia prendendo come principale riferimento l’hardware dei Personal Computer e non le Console!

Continua così l’articolo…Un remake/remaster sembra inevitabile. Anche perché Electronic Arts, che al momento controlla il brand Crysis, ha già confermato di essere al lavoro “su emozionanti remaster dei giochi più amati dai fan” con riferimento specifico a due nuovi titoli in sviluppo presso team di terze parti. Inoltre, non è la prima volta che Crytek fa un velato riferimento al ritorno di Crysis. In un trailer tecnologico dello scorso settembre c’era un riferimento al primo Crysis simile a quello di cui ora stiamo parlando”.

Fonte: Hardware Upgrade

Aggiornamenti oggi 13.04.2020…

Altra ipotesi che una Remastered sia in fase di sviluppo arriva dalla pagina ufficiale di Crysis. Gli sviluppatori hanno infatti aggiornato questa pagina durante il primo di Aprile inserendovi l’eroe originale: Jake “Nomad” Dunn.

Sito di Crysis  qui

In un’altra circostanza, a causa del giorno in cui c’è stato questo test “aggiornamento”, l’ipotesi sarebbe caduta nell’impossibilità; questo soprattutto dopo che il sito Spieltimesha trovato nel codice della pagina la dicitura “Pesce d’aprile” come potete vedere qui di seguito.

Crisis Remastered

Il dato più importante (e che avvalora il tutto) risale a poche ore fa e arriva proprio dalla pagina ufficiale Twitter di Crysis. Sarebbe stato infatti pubblicato un post “teaser” con la semplice dicitura “Receiving Data”. Con questo semplice post i fan si sono infatti scatenati, tra post di Hype ed altri più scherzosi riguardo a quali PC saranno in grado di farlo girare a piena potenza…

Crysis

@Crysis

RECEIVING DATA

Qui il post su Twitter e la discussione in merito…
Speriamo dunque di ricevere al più presto novità al riguardo e che la Remastered di Crysis diventi presto realtà su Pc.
Aggiornamento del 16.04.2020

Praticamente ufficiale, Crysis Remastered è realtà!

Crysis Remastered 


I Computer quantistici sono realtà

“In un paper pubblicato sul giornale scientifico Nature, Google ha affermato di aver tagliato il tanto atteso traguardo della “supremazia quantistica”, ossia un computer quantistico è riuscito a svolgere un calcolo che su un supercomputer tradizionale impiegherebbe una quantità di tempo incredibilmente esagerata.”

Fonte: Tom’s Hardware

Per capire l’enorme impatto che avranno le macchine quantistiche sulle attuali:

“Nello specifico si parla di un calcolo matematico (l’uscita di alcuni circuiti specializzati, con in ingresso numeri generati casualmente prodotti mediante uno scenario specializzato che coinvolge due fenomeni quantistici) che il miglior supercomputer attuale, Summit, completerebbe a detta di Google solo dopo 10.000 anni. Il computer quantistico di Google, basato sul processore quantistico Sycamore con 53 qubit, ci ha invece messo 3 minuti e 20 secondi.” 

Chiaramente avrà un enorme, enormissimo impatto anche sull’umanità stessa. Un passaggio tecnologico epocale!

Link all’articolo completo: Supremazia quantistica


Giochi Xbox nativi su PC

Windows 10 Insider Preview Build 18334 fa girare i giochi Xbox nativi su PC.

Pc e XB1

“Siamo entusiasti di portare su PC la tecnologia costruita su misura per i giochi”

sono le parole usate da Microsoft sul blog ufficiale che in modo criptico rivelano la capacità della nuova versione beta di Windows 10, Insider Preview Build 18334, di eseguire i file Xbox One dei giochi.

Articolo di hwupgrade.it:

“Il tutto viene spiegato con una guida destinata a chi ha accesso a questa versione preview che fa riferimento al gioco State of Decay, che nella versione PC è disponibile solo tramite Steam e che Microsoft distribuisce unicamente nella versione Xbox.

La guida prevede il download dei file di gioco attraverso l’Hub di Xbox Insider e questo avviene tramite l’indirizzo assets1.xboxlive.com piuttosto che dal classico serverdl.microsoft.com, dal quale provengono tutti i contenuti Windows, inclusi i titoli PlayAnywhere. Inoltre, il fatto che i file di questa versione di State of Decay siano strutturati nel formato .xvc, usato solitamente da Microsoft per i giochi Xbox One, è un’ulteriore conferma che si tratta di file nativamente pensati per essere eseguiti sulla console. Questo formato può essere gestito all’interno di Windows 10 tramite la PowerShell in seguito a un recente aggiornamento di sistema.

La procedura richiede inoltre l’installazione delle DirectX, atipica perché viene ormai da tempo gestita tramite Microsoft Store. “Avviene a scopo di test: andate avanti e completate l’installazione, e il gioco verrà avviato in seguito” si legge nella guida. Si avverte inoltre che il software di anti-cheat BattleEye (usato anche in Fortnite e PlayerUnknown’s Battlegrounds) potrebbe non funzionare correttamente se non si usa una Preview Build recente.”

La notizia, per il resto, conferma le intenzioni di Microsoft di spingere ulteriormente verso il settore gaming.

Fonte: https://www.hwupgrade.it/

 


Gaming-Fibra-City, la Rete ottimizzata per il Gaming.

Gaming-Fibra-City sfrutta la rete di Open Fiber in tecnologia FTTH (Fiber to the home , tradotto in italiano: fibra fino a casa), un collegamento in fibra ottica che raggiunge la singola unitá abitativa. Dagli “ideatori” viene definita come “una Rete ottimizzata per il Gaming”.

Maggiori dettagli nel loro sito ufficiale: Gaming-Fibra-City


Novità sullo studio AWARE II

parnia-nde

Il Dr. Parnia ha recentemente dato a capire che lo studio AWARE II, che finirà nel 2020, starebbe già fornendo importanti risultati! Ecco quanto ha dichiarato al settimanale NewSweek:

“Non intendo dire che le persone hanno gli occhi aperti o che il loro cervello funziona dopo la loro morte”, ha detto il Dr. Parnia. “Sto dicendo che abbiamo una coscienza che costituisce ciò che siamo – i nostri sé, i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre emozioni – e quell’entità, a quanto pare, non si annichilisce solo perché abbiamo varcato la soglia della morte; sembra continuare a funzionare senza sparire.
Quanto duri questo stato ancora non lo possiamo sapere “.

Fonti:


LKRG – anche Linux, come Windows, si deve difendere con l’antivirus

LKRG-logo

LKRG, sta per Linux Kernel Runtime Guard

Questo progetto mira a realizzare un vero e proprio “antivirus” per Linux, o per meglio dire un modulo caricabile nel kernel e potenzialmente in grado di intercettare i possibili attacchi prima dell’arrivo delle patch. Si vuole creare un modulo accessorio da caricare direttamente all’interno del kernel per garantire a Linux misure di sicurezza limitate ma potenzialmente efficaci contro exploit e malware. I lavori su LKRG sono iniziati già nel 2011, anche se la prima versione utilizzabile – LKRG v0.0 – è stata rilasciata solo di recente. Il modulo esegue controlli sull’integrità in fase di runtime, alla ricerca di possibili vulnerabilità di sicurezza ed exploit “schierati” contro il kernel di Linux. Diversamente dai progetti alternativi come Additional Kernel Observer (AKO), pensati come patch per l’intero kernel, la natura modulare di LKRG dovrebbe migliorare in maniera sensibile la sicurezza, la stabilità e le performance del sistema. Non è un caso che esistano varianti del modulo specifiche per le principali distribuzioni Linux quali RHEL7, Ubuntu 16.04 ecc. ecc. LKRG funziona in maniera non dissimile a un antivirus per Windows, che agisce a livello di kernel per intercettare malware e attacchi; diversamente da un antivirus completo, però, LKRG può contare su dimensioni molto più compatte. Come un antivirus per Windows, suggeriscono poi gli sviluppatori, LKRG si può per sua natura bypassare se gli autori dell’attacco sanno precisamente a cosa mirare. Al momento il modulo impatta negativamente sulle prestazioni per il 6,5%, ma in futuro i risultati dovrebbero migliorare. Per quanto riguarda l’efficacia nel contrasto agli attacchi, infine, LKRG ha dimostrato efficacia nell’intercettare exploit per le vulnerabilità CVE-2014-9322 (BadIRET), CVE-2017-5123 (waitid(2) missing access_ok) e CVE-2017-6074 (use-after-free in DCCP protocol) ma non contro Dirty COW.

LKRG sito Ufficiale e download: LKRG

Fonte: il Punto Informatico


Meltdown e Spectre aggiornamenti importanti

Spectre e Meltdown

Ufficialmente comunicato da Intel il completamento dei lavori sul nuovo microcodice destinato ai PC basati su CPU con microarchitettura Skylake. I firmware aggiornati per le CPU Core di sesta generazione sono stati distribuiti ai produttori OEM, ha spiegato Intel, e ora toccherà ai partner distribuire gli update agli utenti finali. Nei prossimi giorni arriveranno nuovi firmware anche per i PC basati su CPU Haswell e Broadwell, ha detto Intel.

I benchmark sui sistemi Windows hanno oramai chiarito che gli effetti delle patch – di Intel ma anche di Microsoft – sulle prestazioni non dovrebbero essere percepibili da un utente comune, mentre su Linux c’è chi come Brendan Gregg è ancora impegnato a valutare l’impatto degli aggiornamenti: il dipendente di Netflix ha valutato l’effetto della patch KPTI (kernel page table isolation) contro Meltdown, stimando un degrado delle prestazioni compreso fra lo 0,1 e il 6% sui server AWS. Ulteriori ottimizzazioni dovrebbero ridurre il degrado fino al 2%.

Fonte: Il Punto Informatico


Meltdown e Spectre

AMD-Intel

Individuata una grave falla nelle CPU Intel, AMD, IBM, Qualcomm e i progetti su base ARM il tutto riguarda processori realizzati negli ultimi 10 anni.

 

  • Meltdown è la vulnerabilità scoperta nei processori Intel . Un errore di progettazione nella gestione della memoria virtuale fa sì che sia possibile accedere all’area di memoria dedicata al kernel, di fatto aprendo le porte ad attacchi che permettono di leggere dati di ogni tipo in memoria.
  • Spectre discorso differente, si tratta di una vulnerabilità simile a Meltdown, ma potenzialmente molto più grave: Spectre non è infatti risolvibile con una patch o con un intervento software. Il problema è simile a quello da cui deriva Meltdown, ma coinvolge tutti i processi in esecuzione sul sistema e non solo il kernel.

Si sta provvedendo a chiudere la falla? Qui di seguito gli accorgimenti presi dalle due aziende(Intel-AMD) da quando si è scoperto il problema:

Spectre e Meltdown – aggiornamenti

Ultimo aggiornamento in ordine di tempo (il 21):

“In una nuova comunicazione delle scorse ore, Intel ha annunciato che sta già provvedendo a fornire ai suoi partner una nuova patch per le vulnerabilità sui processori di sesta generazione (SkyLake).”

Rimaniamo in attesa di ulteriori sviluppi… voi intanto avete riscontrato problemi?

 


WhatsApp Business

WhatsApp Business la nuova versione per le aziende della piattaforma di messaggistica più utilizzata al mondo. Una versione completamente gratuita rilasciata sul Play Store per Android e in arrivo anche su App Store per iOS e che potrà dunque essere utilizzata anche nel nostro paese per un uso completamente aziendale e professionale con funzionalità quali, ad esempio, messaggi automatici che possono servire proprio con attività lavorative. Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono tutte le novità.

Le differenze con WhatsApp “standard”

WhatsApp Business innanzitutto, come detto, è la versione professionale di WhatsApp pensata per chi possiede un esercizio commerciale o un’attività pubblica e dunque ha la necessità di separare la piattaforma di messaggistica personale con quella professionale. Oltretutto con le funzionalità implementate con la versione professionale, gli utenti, potranno avere nuovi strumenti per migliorare l’interazione con il proprio pubblico. A livello grafico come anche a livello concettuale però le cose non cambiano e WhatsApp Business rimane fedele a quanto fatto con la versione standard e dunque sono presenti le medesime chat per le conversazioni, è presente la pagina per gli stati ma anche quella per le chiamate e sarà possibile fare tutto quello che si faceva già con la versione standard ossia inviare messaggi di testo, foto, video o anche la posizione in tempo reale. Quali sono allora le novità che contraddistinguono la versione Business?

Le novità della versione Business

Tutto quello che abbiamo visto con WhatsApp funzionerà, come detto, anche su WhatsApp Business. Sarà dunque semplice attivare un account professionale visto che basterà associare un numero di telefono. In tal caso l’utente potrà associare lo stesso numero che utilizza anche su WhatsApp “standard” anche se la novità più importante arriva proprio dalla possibilità di associare un secondo numero alla versione Business in modo da poter utilizzare al meglio proprio questa seconda versione. Le funzionalità aggiuntive che l’utente potrà trovare su WhatsApp Business sono essenzialmente legate alla volontà di utilizzare il profilo per la propria attività ed ecco che sarà possibile ampliare le specifiche del proprio profilo con tutte le informazioni inerenti la propria attività come il sito web o anche l’indirizzo del proprio negozio o ufficio per un immediato contatto. Interessante poi la possibilità di creare delle risposte immediate ed automatiche da inviare al cliente che contatta proprio come avviene con i bot odiernamente. In caso dunque di assenza o chiusura del negozio, ad esempio, si potrà inviare ai propri clienti un messaggio informativo sulla chiusura o sull’assenza. Un modo comodo di tenere sempre aggiornati i propri clienti senza però avere la necessità di creare il tutto manualmente e ripetitivamente. Da sottolineare anche la presenza di una sezione dedicata per le statistiche che permetterà di capire meglio la propria utenza e tutto quello che ne deriva.

Dove si scarica e quanto costa WhatsApp Business

WhatsApp Business è completamente GRATUITO e può essere scaricato direttamente negli store delle applicazioni del proprio sistema operativo. In questo caso la versione professionale del sistema di messaggistica è stata al momento rilasciata solo per Android ma gli sviluppatori hanno fatto sapere che anche quella per iOS è in arrivo.

LINK DOWNLOAD WhatsApp Business ANDROID

Ricordiamo anche che per un utilizzo ancora più comodo è possibile scaricare WhatsApp Web, ossia la versione per PC e Mac che permette di replicare l’applicazione da smartphone sul proprio portatile o PC fisso proprio come avviene per la versione standard del sistema di messaggistica.

Fonte: Hardware Upgrade


WhatsApp come anche i classici SMS e le Email potranno essere utilizzati come documenti di prova 

 

WSE

WhatsApp come anche i classici SMS e le Email potranno essere utilizzati come documenti di prova e dunque con la conseguente applicazione dell’articolo 234 del codice di procedura penale. Nell’articolo menzionato viene dichiarato come sia consentita “l’acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo”. Ecco che la sentenza numero 1822/2018 della Corte di cassazione ha aggiunto proprio questo ossia la possibilità di asserire come prova i messaggi su WhatsApp o anche gli SMS. Dunque se nella memoria del telefono dell’indagato sottoposto a sequestro figureranno anche i messaggi del più conosciuto ed utilizzato sistema di messaggistica come anche i classici SMS presenti in essa questi potranno divenire delle prove. A tali però non potrà essere applicata la disciplina prevista dall’articolo 254 c.p.p. sul sequestro di corrispondenza, in quanto la nozione di corrispondenza “implica un’attività di spedizione in corso o comunque avviata dal mittente mediante consegna a terzi per il recapito”. Stessa cosa deve essere considerata per le norme sulle intercettazioni in quanto queste ultime hanno ad oggetto “la captazione di un flusso di comunicazioni in corso”, mentre se si recuperano i messaggi da un telefono sequestrato non si fa altro che acquisire il dato che documenta quei flussi recuperandolo dalla memoria in cui è conservato. La tecnologia è, per molte persone, uno strumento di comunicazione con cui dialogare; ma, a differenza della penna, i bit non sono immodificabili come l’inchiostro. Ecco perché fino ad oggi le email, i messaggini e le stampe di schermate del computer non possono sempre dimostrare un diritto ma di fatto in questo caso la sentenza della Corte di cassazione pone un cambiamento che potrebbe portare alla risoluzione di molte situazioni finora lasciate in bilico proprio per colpa di WhatsApp o degli SMS.

Fonte: Hardware Upgrade

 


Il Pc è la piattaforma di riferimento per l’innovazione

Il PC ha riguadagnato un crescente interesse sia da parte del pubblico che da parte degli sviluppatori nel mondo videoludico. Tra altri a dare il proprio supporto al PC è Ubisoft, che si è espressa in maniera molto positiva sulla piattaforma con un video significativamente intitolato “Uplay – Why we love PC” (Uplay – perché amiamo il PC).

 

 

Secondo Ubisoft, il PC è la piattaforma d’elezione per l’innovazione e si distingue per la varietà dei giochi così come dei giocatori. Gli sviluppatori affermano che “sempre più persone si rendono conto di quanto superiore il PC possa essere” o che “è davvero evidente che per molti sviluppatori e per il settore, il PC è il terreno di prova”. Il mondo del gioco su PC è però in crescita costante, con Steam che ha segnato l’ultimo record di utenti collegati contemporaneamente lo scorso novembre – con uno straordinario numero di 17.683.804 utenti. Questi numeri stanno portando a una sempre crescente attenzione da parte degli sviluppatori.


Google Assistant ora parla italiano

Google Assistant Italia

Google Assistant è arrivato ufficialmente in Italia e, ovviamente, parla e capisce l’italiano. Se vorrete ad esempio interagire con lo smartphone e attivare il bluetooth mentre state guidando, potrete chiederlo all’assistente.  Potrete chiedergli, ad esempio, in quale pizzeria potrete andare a mangiare nelle vicinanze o in una determinata città, e vi restituirà alcune schede ritrovate tramite la ricerca Google.

 


​Windows 10 Fall Creators Update, Game Mode


Il prossimo major update arriverà il 17 ottobre, portando con sé un nuovo linguaggio stilistico su alcuni elementi dell’interfaccia grafica chiamato Fluent Design. Ci sono novità anche per il gaming, con la nuova Game Mode che concentrerà le risorse del sistema sui videogiochi in esecuzione, e miglioreranno anche le feature Windows Ink e OneDrive.


Windows 10, al via il Game Mode

Microsoft sta per introdurre una Game Mode volta a ottimizzare il sistema operativo in modo da assegnare tutte le risorse ai videogiochi quando sono in esecuzione. 

“Quando viene abilitata la Game Mode:

le risorse di CPU e GPU avranno come priorità principale il gioco in esecuzione”, si spiega nel video  rilasciato da Microsoft. L’obiettivo finale della nuova modalità è ovviamente quello di migliorare il più possibile il frame rate e la stabilità.

 

Game Mode PcQui la guida x il Game Mode

Microsoft sta inoltre rifinendo alcune funzionalità espressamente dedicate ai videogiochi interne a Windows. Tra queste una toolbar chiamata Game Bar, che i giocatori potranno attivare con la combinazione di tasti “Windows + G”. Tramite la Game Bar sarà possibile catturare screenshot, registrare filmati di gioco e fare lo streaming su Beam, il competitor di Twitch in casa Microsoft. Dal pannello di controllo, inoltre, gli utenti potranno configurare diversi parametri della Game Mode.

La Game Mode dovrà essere abilitata gioco per gioco. Per farlo bisognerà aprire la Game Bar, accedere al menù di impostazioni dei giochi e spuntare la casella associata al gioco in esecuzione, permettendo così a quest’ultimo di sfruttare la Game Mode. Microsoft dice che questa procedura potrà essere automatizzata per alcuni giochi, ma che non tutti in questo momento sono in grado di abilitare automaticamente la nuova funzionalità.


Qwant, il motore di ricerca che rispetta la privacy

Qwant
Qwant un nuovo motore di ricerca europeo(i server della piattaforma sono in Europa), la sua peculiarità è quella di non tracciare il comportamento degli utenti.  Rispetta la privacy.
Ieri a Milano vi è stata la presentazione ufficiale. Eric Leandri, fondatore di Qwant, ha spiegato alla stampa che viene attuata una anonimizzazione dell’indirizzo IP e dell’agent ID di ogni utente. Il modello di business è esclusivamente basato sul canale di shopping, il marketplace di giochi e musica, e le inserzioni pubblicitarie.
Qwant: Lite
Un’altra qualità del progetto è quella di aver realizzato Qwant Junior, un motore di ricerca per i bambini che filtra tutti i contenuti potenzialmente pericolosi. La versione EDU, per ora solo francese, invece si rivolge direttamente a insegnanti e studenti. Qwant è disponibile anche in versione mobile per Android e  IOS.
Qwant Junior: Junior
Sito ufficiale: Qwant

Pc DeskTop, Windows OS forza dominante. Più del 90% dei Pc DeskTop è Windows

L’evoluzione del mercato dei PC tradizionali continua. Nel corso del mese di settembre ci sono stati piccoli ma significativi cambiamenti, che hanno portato macOS oltre la soglia del 6% e fotografano Linux ancora sopra il 3%.

La forza dominante rimane Windows, che si mantiene al 90,61% secondo quanto riportato da Netmarketshare. Il sistema operativo di Microsoft detiene una stretta molto salda sul mercato, con Windows 10 che cresce al 29% (dal 27,99%), Windows 7 che scende al 47,21% (dal 48,43%) e sia Windows XP che Windows 8.1 che vanno al di sotto del 6% (rispettivamente al 5,69% e al 5,89%).

MacOS conosce invece una crescita che sfiora il mezzo punto percentuale rispetto al mese precedente: dal 5,94% si passa infatti al 6,35%. Il dato non è un massimo storico (era al 9,57% nell’aprile 2016) e rientra nelle normali fluttuazioni che il sistema operativo vive nei vari periodi dell’anno; con l’arrivo della nuova versione macOs High Sierra sarà necessario analizzarne la diffusione e la rapidità di installazione da parte dell’utenza per trarre delle conclusioni.

Discorso differente, invece, per Linux. Il sistema del Pinguino è stato storicamente relegato a una posizione di netta minoranza, spesso sotto il punto percentuale; negli ultimi anni ha conosciuto una rinascita che l’ha portato – secondo alcune stime – sopra il 2% a livello mondiale.

Nel corso del mese di agosto era stata riscontrata una crescita anomala: Linux era stato quotato al 3,37% Durante il mese di settembre tale dato è calato al 3,04%, ma non è curiosamente sceso sotto la soglia del 3%. L’analisi dell’evoluzione del mercato nei prossimi mesi ci dirà se i sistemi operativi con kernel Linux risulteranno effettivamente in crescita o se si sia trattato di una boutadeestemporanea.

Ultimo, ma non meno importante, è FreeBSD: per la prima volta il progetto nato dalle ceneri di UNIX viene rilevato da Netmarketshare. FreeBSD viene infatti quotato allo 0,1%. Meno fortunato il parente OpenBSD, che rimane saldamente ancorato allo 0,00%.

Fonte: http://www.hwupgradeit.it


AMD XConnect™ Technology – Upgrade x Pc Notebook  

Uno dei principali limiti imposti sui notebook è quello di non poter fare l’upgrade dei componenti hardware. Questo non permette di sfruttare al meglio e il più possibile il proprio notebook, costringendoci spesso a rinunciare alle possibili migliorie nelle performance e nella qualità, che invece si potrebbero raggiungere se non vi fossero limiti imposti. I produttori di hardware stanno cercando di aggirare questo ostacolo producendo componenti utili proprio all’upgrade di questi Pc portatili. AMD, ad esempio, con XConnect ha dato la possibilità a chi possiede notebook con porta Thunderbolt 3 di aggiungere Schede Video AMD al proprio Pc portatile. Chiaramente la CPU del notebook non deve essere troppo obsoleta, altrimenti i vantaggi prestazionali sarebbero pochi o nulli. Le CPU comunque garantiscono in linea di massima una maggiore longevità e quindi nella maggior parte dei casi vale la pena fare l’upgrade del comparto grafico.

Attualmente le performance che si possono raggiungere con la tecnologia Thunderbolt 3 sono paragonaboli al 3.0 4x PCIEx.


Mining, il Pc fonte inesauribile di possibilità.

Potenzialmente il Personal Computer può offrire più di quanto qualsiasi altra piattaforma/dispositivo possano realmente fare. Il mining, ad esempio, sfrutta a dovere una di queste potenzialità andando a sfruttare per l’appunto  le elevate potenzialità di calcolo dei Pc.

Cosa è il mining?

Il mining è il modo utilizzato dal sistema bitcoin e dalle criptovalute in generale per emettere moneta.
La rete bitcoin memorizza le transazioni all’interno di strutture di dati chiamate in gergo “blocchi“. Affinchè un blocco possa essere aggiunto alla catena dei blocchi, ovvero all’enorme database pubblico contenente tutte le transazioni in bitcoin, è necessario che un elaboratore lo “chiuda” trovando un particolare codice, che può essere unicamente azzeccato a furia di tentativi. Questa operazione cristallizza il blocco, impedendo qualsiasi modifica futura, e chi trova tale codice è ricompensato con una certa quantità di bitcoin (attualmente 25), più tutte le tasse delle transazioni da lui inserite nel blocco, come incentivo alla “donazione” di tempo macchina alla causa del bitcoin. Questa operazione è chiamata in gergo mining, nome che deriva dal parallelismo bitcoin-oro, nel quale il reciproco è costituito dai minatori che cercano strenuamente le pepite d’oro nella roccia.
Quando fu progettata la rete bitcon il suo creatore si trovò davanti al problema di come emettere nuova moneta. Tutti i sistemi monetari mondiali emettono moneta attraverso le banche centrali, ma la decentralizzazione del bitcoin richiede un metodo di generazione della moneta altrettanto decentralizzato. La soluzione fu di progettare il sistema affinchè elargisse bitcoin come premio ai componenti della rete che forniscono potenza elaborativa, necessaria a fortificare e strutturare la rete stessa, secondo un sistema casuale studiato in modo da restituire bitcoin in modo proporzionale alla potenza computazionale fornita. Inizialmente, l’unico modo per minare era utilizzare il client originale abilitando la funzione di “generazione monete”, permettendogli di usare tutto il tempo libero della CPU per cercare di chiudere i blocchi. Dal momento che il bitcoin era ancora agli albori e i partecipanti erano molto pochi, lasciando un PC 24h/24 ci si poteva ragionevolmente aspettare di generare migliaia di bitcoin al giorno. Non bisogna dimenticarsi, tuttavia, che in questa fase il bitcoin non aveva praticamente valore o utilità, il mining era poco più che una donazione a fondo perduto per il bene del progetto. Il sistema bitcoin è in grado di autoregolarsi: modifica la difficoltà del lavoro necessario a chiudere un blocco in modo tale che in tutta la rete si generi una media di 6 nuovi blocchi ogni ora (si veda “Cosa è la Difficoltà?”). Col tempo, sempre più persone si sono avvicinate al mondo bitcoin, e di conseguenza al mining, aggiungendo la loro potenza elaborativa alla rete. Questo ha causato l’aumento della difficoltà, diminuendo il guadagno medio giornaliero per singola macchina da migliaia di bitcoin al giorno a pochi centesimi, e portando inoltre  minatori a unirsi in “gilde”, le cosiddette “mining pool”, il cui scopo è garantire un afflusso di denaro più costante rispetto al mining in solo. L’aspetto positivo di questo aumento di difficoltà è stato il consentire la nascita di una certa domanda e di un mercato, fornendo quindi al bitcoin un valore tangibile e una certa liquidità. Questo a sua volta spinse la nascita del mining “professionale”, ovvero il costruire potenti macchine ad-hoc con il solo scopo di lasciarle accese 24h/24 7g/7 a minare (i cosiddetti “mining rig“) e rivenderne il ricavato sul mercato, o addirittura vendere contratti o azioni che consentono agli investitori di guadagnare dal mining senza dover costruire, configurare e gestire gli apparlati necessari. Nel frattempo il mining di bitcoin si è specializzato, passando da usare CPU a GPU (Schede grafiche), a FPGA (dispositivi logici programmabili) e infine ad ASIC (microprocessori costruiti su misura per un preciso compito). Al giorno d’oggi il mining di bitcoin è una processo che, per essere remunerativo, richiede competenza, hardware dedicato dal costo elevato e investimenti non trascurabili. D’altro canto la disponibilità di molti computer un tempo usati per minare bitcoin e improvvisamente restati senza lavoro ha portato alla fioritura di criptomonete alternative la cui peculiarità è quella di poter essere minate solo con hardware “casalingo”, almeno per ora. La criptomoneta di questo tipo più famosa è sicuramente il Litecoin. Tecnicamente, il mining di bitcoin è un’operazione di brute forcing in cui lo scopo è trovare il numero da inserire in un insieme di dati (l’header del blocco) tale per cui il doppio hash SHA-256 di tali dati sia un numero inferiore ad un certo target (obiettivo), target che viene calcolato sulla base del coefficiente di difficoltà: maggiore è la difficoltà, minore è il target e maggiori saranno i tentativi necessari per trovare il suddetto numero.
In pratica, il computer che sta facendo girare il programma di mining riceve l’header del blocco che si sta cercando di chiudere da un client opportunamente configurato (solo mining) o tramite internet da un server apposito (pool mining). All’interno di questa header viene aggiunto un numero, “nonce“, e viene calcolato l’hash doppio del tutto. se tale hash è numericamente minore del target, l’header viene mandato al server per l’approvazione, altrimenti la nonce viene incrementata di uno e il controllo si ripete. Questa operazione viene effettuata diversi milioni di volte al secondo, tanti quanti sono i MHash/sec riportati dal programma di mining.
Da notare che il mining è un processo basato sulla pura statistica: ogni tentativo di hashing ha la stessa probabilità di essere quello buono. Non ha senso dire che servono un certo numero di hash o di tempo per chiudere un blocco, si può esclusivamente parlare di media. Aumentano in modo esponenziale le attività commerciali che accettano come pagamento le criptovalute.
*Per gli appassionati dei VideoGames per Pc, Steam ad esempio le accetta.

 

 

 


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Come anticipato nel nostro articolo qui; Kaspersky Antivirus ha reso disponibile la sua versione Free x Pc:

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