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Scienza e oltre

Riparte AWARE. Parte il secondo studio sulle NDE…

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Il progetto della seconda fase dello studio AWARE è ora disponibile sul sito web della rete clinica Research UK. Ovviamente é una gran bella notizia e dimostra che questa importante ricerca sta andando avanti e che a un certo punto in futuro più dati emergeranno sui tentativi di catturare le NDE con metodologie più  efficaci. Questo ultimo punto è certamente qualcosa che sembra essere stato affrontato nel nuovo disegno dello studio. Nel primo studio sono stati notati problemi statistici e cioè che a causa del fatto che nella piccola percentuale di persone che sopravvivono ad un arresto cardiaco, solo il 10% dice di aver avuto un qualsiasi tipo di NDE e di queste solo il 25% ha una Out Of Body Experience, perciò il  numero necessario per convalidare una OBE sarebbe enorme. Questo problema è amplificato dal fatto che nello studio AWARE originale meno della metà dei soggetti si trovava in aree con immagini di convalida, quindi, anche se qualcuno ha riportato una NDE con una OBE, le possibilità di vedere una immagine erano estremamente basse. Il Pronto Soccorso ed il personale di ricerca saranno avvisati che, in caso di arresti cardiaci, saranno dotati di dispositivi di controllo dell’ossigenazione cerebrale portatili e di un tablet che mostra le immagini verso l’alto, sopra al paziente, mentre la rianimazione è in corso. Le misurazioni ottenute durante l’arresto cardiaco saranno utilizzate per confrontare i dati di tutti i pazienti con arresto cardiaco indipendentemente dal fatto che sopravvivano o muoiano. I sopravvissuti saranno poi seguiti e con il loro consenso saranno interrogati durante interviste registrate.

Questa soluzione è un po’ come la famosa storia di Maometto che va alla montagna ed ha le potenzialità per risolvere molti dei problemi incontrati nel primo studio. In questo modo, dove esiste un gruppo di ricerca, grazie ai tablets, si  cancella immediatamente il problema di avere  sufficienti postazioni con le immagini su monitor fissi. Tuttavia non vi è la certezza assoluta che il soggetto possa sperimentare la OBE dalla prospettiva di essere direttamente sopra se stesso e quindi vedere le immagini sul tablet. Anche se questo è di solito il punto di visualizzazione durante una uscita fuori dal corpo, non è certo che accada sempre così, quindi potremmo ottenere racconti frustranti da qualcuno che ha, sì, una OBE, ma restando in piedi in un angolo e quindi non in grado di riferire quali immagini scorressero sui tablet.  Inoltre, possiamo immaginare che ci dovrà essere un notevole sforzo di formazione necessaria per i ricercatori ed anche una grande quantità di collaborazione dei vari team di rianimazione la cui priorità immediata è far rivivere il paziente. Tuttavia, questo nuovo metodo ha vantaggi significativi rispetto a quelli utilizzati nel primo studio in cui i monitor erano fissi e quindi dovrebbe avere una maggiore probabilità di convalida senza reclutare decine di migliaia di pazienti.
Lo studio infatti mira a iscrivere 900-1500 soggetti entro la fine di Maggio 2016 e sarà uno studio internazionale multicentrico come AWARE. Auguriamo la miglior fortuna ai Ricercatori nel loro sforzo teso a convalidare le NDE e le esperienze extracorporee, e ci congratuliamo con il Dott Parnia e i suoi colleghi per il loro ingegno e tenacia.

Rivisto da Upgrade It!

Fonti: http://awareofaware.co/author/orsonw23/ – PDA

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Studio Aware, c’è la prova della vita dopo la morte

Questa volta ci siamo, i risultati del più grande studio sulle esperienze di premorte è stato pubblicato:

c’è la prova della vita dopo la morte

titola in terza pagina oggi il Daily Telegraph , che riporta uno studio dell’Università di Southampton che in quattro anni ha studiato i casi di oltre 2mila infartuati gravi fra Regno Unito, Stati Uniti e Austria. Di questi, 330 sono sopravvissuti e 140 hanno parlato, una volta tornati alla normalità funzionale, di esperienze assai “singolari”.

Così, secondo gli accademici, il 40% di chi risulta clinicamente morto per pochi minuti e poi viene “riportato in vita” ha raccontato di aver avuto consapevolezza di sé in quegli istanti in cui il cuore aveva smesso di battere.

Una sorta di “coscienza aumentata”, dicono ora gli studiosi dell’Università britannica, che riportano in particolare il caso di un’infermiera 57enne del sud dell’Inghilterra che ha raccontato esattamente che cosa fosse successo nella stanza nei minuti successivi al blocco del suo apparato circolatorio. I risultati sono stati pubblicati anche sul giornale Resuscitation ed è una delle prime volte che un’università pubblica effettua uno studio di questo tipo.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Rianimazione:

sam_parnia_2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

http://www.southampton.ac.uk/mediacentre/news/2014/oct/14_181.shtml

Sommario:

“7 ottobre 2014Source: Università di SouthamptonSummary: I risultati di uno studio internazionale di quattro anni di 2.060 casi di arresto cardiaco in 15 ospedali conclude quanto segue. I temi relativi alla esperienza della morte appaiono di gran lunga più ampio di quello che è stato capito fino ad ora, o ciò che è stato descritto come cosiddette esperienze di pre-morte. In alcuni casi di arresto cardiaco, i ricordi di consapevolezza visiva compatibili con così chiamati fuori dal corpo esperienze possono corrispondere con eventi reali. Una percentuale più elevata di persone possono avere esperienze di morte vivide, ma non li ricordo a causa degli effetti di lesioni cerebrali o di farmaci sedativi in circuiti di memoria. Ampiamente usato ancora scientificamente termini imprecisi, come pre-morte e di esperienze fuori dal corpo, non può essere sufficiente per descrivere l’esperienza reale della morte. L’esperienza ricordata di morte merita una vera e propria inchiesta senza pregiudizi.”

Il dottor Jerry Nolan, Editor-in-Chief di rianimazione ha detto: “Il dottor Parnia ei suoi colleghi vanno le nostre congratulazioni per il completamento di uno studio affascinante che aprirà la porta a più ampie ricerche in ciò che accade quando si muore.”

Queste le strabilianti conclusioni dello “Studio Aware” condotto dal Dr. Sam Parnia esaminando più di 2000 casi di persone che avevano sofferto un arresto cardiaco in 15 ospedali in Gran Bretagna, Usa e Austria. E’ emerso che il 40% dei sopravvissuti avevano “ricordi” nei minuti in cui erano clinicamente morti. L’Università di Southampton ha affrontato in modo scientifico questa possibilità scoprendo che una qualche forma di “consapevolezza” può continuare anche dopo che il cervello ha cessato di funzionare del tutto. Si tratta di una teoria controversa che fino ad ora ha sollevato molto scetticismo, ma gli scienziati inglesi, dopo quattro anni hanno fornito risultati molto interessanti.
E’ emerso che circa il 40% dei sopravvissuti avevano “ricordi” di quella esperienza nei minuti in cui erano clinicamente morti. Un 57enne di Southampton ha detto di aver vissuto una sorta di esperienza extracorporea, e di aver assistito alle azioni dei medici che cercavano di rianimarlo. “Sappiamo che il cervello non può funzionare quando il cuore smette di battere – ha detto Sam Parnia, ricercatore che ha guidato lo studio – Ma in questo caso la consapevolezza cosciente sembra essere rimasta attiva fino a tre minuti dopo che il cuore non funzionava più, anche se il cervello di solito “si spegne” dopo 20-30 secondi da quando il cuore si ferma”. Notevole il caso di un paziente che ha avuto un’attendibile OBE e che ha riferito particolari verificabili: per la prima volta, è stato possibile correlare il suo racconto con un preciso segnale acustico L’uomo ha descritto tutto quello che era accaduto nella stanza, ma fatto molto importante, ha sentito due bip da una macchina che fa un rumore a intervalli di tre minuti.
“Così abbiamo potuto cronometrare quanto tempo l’esperienza è durata “,
ha aggiunto Parnia. “Sembrava molto credibile e tutto ciò che egli ha detto che gli era accaduto era realmente accaduto. ”
Gli scienziati hanno esaminato 2.060 pazienti con arresto cardiaco. Dei 330 sopravvissuti, 140 dicono di aver ravvisato un qualche tipo di consapevolezzamentre venivano rianimati. Uno su cinque ha detto di aver provato un senso di tranquillità, altri di aver visto una luce brillante ed una sensazione di tempo accelerato o rallentato, mentre altri hanno descritto la sensazione di annegamento o di essere immerso in acqua.Parnia afferma che molte più persone dovrebbero avere esperienze simili, quando vicine alla morte, ma i farmaci usati in rianimazione possono impedire loro di ricordare l’esperienza.

Le prime Fonti che hanno dato la notizia: 

http://www.affaritaliani.it/cronache/c-prova-della-vita-dopo-la-morte071014.html?refresh_ce

http://www.quotidiano.net/vita-dopo-morte-1.280357

http://www.lastampa.it/2014/10/07/scienza/c-la-prova-della-vita-dopo-la-morte-80CfzyD2beoYO7i5yJXb1O/pagina.html

http://www.telegraph.co.uk/science/science-news/11144442/First-hint-of-life-after-death-in-biggest-ever-scientific-study.html

ecc. ecc. ecc.

Ne ho messe solo “alcune” ma in rete l’informazione si sta espandendo molto velocemente.

Riflessioni personali sullo studio Aware:

1. Un caso è stato convalidato e temporizzato con stimoli uditivi durante l’arresto cardiaco il Dr Parnia ha concluso :  ” Questo è importante , dal momento che è stato spesso ipotizzato che le esperienze in relazione alla morte sono probabili allucinazioni o illusioni , osservati prima che il cuore si ferma o dopo la cuore è stato riavviato correttamente , ma non un’esperienza corrispondente con eventi ‘reali’ quando il cuore non batte . In questo caso , la coscienza e la consapevolezza si sono verificati nel corso di un periodo di tre minuti in cui non c’era battito . Ciò è paradossale , dal momento che il cervello cessa di funzionare normalmente entro 20-30 secondi del cuore fermarsi e non riprendere fino a che il cuore è stato riavviato . Inoltre , i ricordi dettagliati di consapevolezza visiva in questo caso erano coerenti con eventi verificati “.

2. Attendiamo gli studi con i monitor e figure varie
uno dei punti da affrontare nell’esperimento era quello delle figure sovrastanti il letto rianimatorio… però il 78% delle sale di rianimazione ne erano sprovviste e quindi non si è potuto arrivare a un risultato soddisfacente anche su questo punto.
Però io penso che difficilmente uno che è -praticamente morto- possa fare attenzione a tabelloni vari appesi sulle pareti e per di più a figure senza un granché di senso…chissà magari mi sbaglio.
Dobbiamo solo aspettare e vedere se Sam Parnia ei suoi colleghi Aware potranno dare prova del fatto che le menti di coloro che muoiono realmente ‘lasciano’ i loro corpi. Se lo fanno, la scoperta sarebbe forse collocata tra le più grandi scoperte della scienza, vedi Copernico e Einstein. La mente non sarebbe più vista come una parte dal cervello, e la nostra percezione di noi stessi e il nostro ruolo nell’universo cambierebbe per sempre.

3. Lo studio Aware viene chiamato il primo del suo genere perché è il primo in assoluto ad essere stato pubblicato in un organismo accreditato , peer-reviewed rivista scientifica.
Le persone scettiche ma con mentalità aperta iniziano a crederci con più convinzione…

Thread Ufficiale: http://sixupgradeit.mondoforum.com/viewtopic.php?f=85&t=1045


NDE(Near Death Experience)

NDE

Near Death Experience può essere tradotto in italiano con “esperienza in punto di morte” o “esperienza di pre-morte”, ma l’acronimo NDE è il termine più diffuso e riconosciuto per indicare questo tipo di esperienze. Le NDE classiche sono costituite da racconti o testimonianze di eventi “vissuti” da persone che si sono trovate, per un periodo più o meno breve o lungo, in uno stato di potenziale morte clinica riconosciuta, rispetto al quale sono state poi riportate in vita. Durante gli ultimi 40 anni vari ricercatori hanno approfondito ed arricchito le conoscenze su questa nuovo campo di studi. Tra i pionieri figurano medici come Raymond Moody, Michael Sabom, Melvin Morse, psichiatri e psicologi come Elizabeth Kübler-Ross, Kenneth Ring, Peter Fenwick, Phyllis Atwater e molti altri. Da un’indagine Gallup del 1982 risultava che nei soli Stati Uniti circa 8 milioni di persone adulte avevano avuto una NDE. Sondaggi successivi hanno elevato tale cifra a quasi 12 milioni. Da uno studio pubblicato nel 2001 dal Dott. Van Lommel è risultato che su 344 pazienti riportati in vita negli ospedali olandesi dopo un arresto cardiaco, circa il 18% era andato soggetto ad una NDE. Le NDE hanno quasi sempre un profondo impatto su coloro che ne fanno esperienza, anche per quanto riguarda la loro vita successiva. Il cardiologo olandese Pim Van Lommel afferma di avere trovato la prova scientifica dell’esistenza della vita dopo la morte analizzando numerosi casi di “esperienze di pre-morte” [indicate spesso con l’acronimo NDE, ovvero Near Death Experience]. L’esperienza classica è la visione di un tunnel con una luce bianca sul fondo, ma anche un senso di distacco dal corpo e l’incontro con parenti defunti. Fra queste persone molte hanno provato l’esperienza della rivisitazione della propria vita passata (life review) ed alcuni di essi hanno avuto anche esperienze di distacco dal corpo con percezione del proprio corpo visto dall’esterno [indicate spesso con l’acronimo OBE, ovvero Out of Body Experience]. I risultati del suo studio sono stati pubblicati nella prestigiosa rivista medica The Lancet nel dicembre 2001 col titolo “Un’indagine estensiva in Olanda sulle esperienze di pre-morte in sopravvissuti ad arresti cardiaci”. Molti “sperimentatori” tornano indietro con un bagaglio di esperienze e di convinzioni interiori sui principi che riguardano lo spirito ed il significato dell’esistenza umana, e ricominciano a vivere con una visione del mondo e del proprio impegno nella vita che in alcuni casi risulta completamente diversa da quella che avevano prima di “morire” e cessano di avere paura della morte. A questo punto vorrei introdurre gli studi/esperienze importantissime effettuati/avute dal Prof. Parnia che dimostrano per l’ennesima volta ( nel caso ve ne fosse stato bisogno) che la vita dopo la “morte” continua. E’ inoltre chiaro che un equipe come quella di Parnia e le sue personali impressioni DETTATE DALL’ ESPERIENZA hanno un peso notevole in questa tematica e va quindi considerato, sottolineato e messo a conoscenza di tutti il più possibile. Queste sono parole del Prof. Parnia Primario del reparto di rianimazione all’ospedale universitario Stony Brook di New York e a capo di un progetto che studia la coscienza umana, attraverso i racconti delle esperienze pre e post-mortem (NDE) raccolti in 25 cliniche sparse tra nordamerica ed Europa. : “La gente tende a interpretare quello che vede in base alla propria cultura. Un hindu descrive una divinità, un cristiano parla di Cristo, un ateo lo chiama semplicemente entità. MA VEDONO LA STESSA COSA, anche se la spiegano in modo diverso. E ciò ci dice che esiste un’unica esperienza che tutti gli esseri umani provano durante la morte. È UNIVERSALE, la descrivono anche i bimbi di 3 anni. E ci dice che NON DOBBIAMO AVERE PAURA DELLA MORTE.” Parole identiche a quelle usate da chi ha già studiato seriamente questi fenomeni. “Gli STUDI SULLE NDE HANNO PORTATO Sam Parnia SU POSIZIONI DAVVERO IMPREVISTE” dice l’articolo a lui dedicato… (probabilmente impreviste per chi non si è mai interessato alla materia prima d’allora). Ho ribadito in diversi interventi (non qui) che se gli scienziati/medici facessero tesero degli studi effettuati dai loro precedessori(scienziati che hanno indagato con rigore, serietà e umiltà vedi la Dottoressa Elizabeth Kubler Ross ad esempio…) a quest’ora l’umanità sarebbe certa della sopravvivenza alla “morte” anche senza “prove scientifiche”. E’ bene poi sottolineare che noi(noi intesi come umanità) cerchiamo prove scientifiche con mezzi rozzi e primitivi cercando di affrontare una tematica così importante e profonda con una superficialità disarmante…  Parnia con i suoi studi sta involontariamente verificando e ribadendo all’umanità(sempre che ve ne fosse stato bisogno) conclusioni alle quali era già arrivata la Dottoressa Kubler Ross negli anni 70-80 e 90. In particolare vorrei soffermarmi sulla Dottoressa Elizabeth Kubler Ross che grazie al suo immenso lavoro con i malati terminali ci ha lasciato un patrimonio di conoscenze inestimabili. In merito a questo lavoro una sola domanda mi piacerebbe fare agli scettici (di cui vorrei precisare apprezzo il sacrosanto senso critico, lo sono anche io ma fino ad un certo punto però perché superato il quale poi si finisce per diventare ottusi) ma vi siete mai chiesti perché le NDE danno come risultante sempre e dico sempre le stesse esperienze? Voglio dire è comprovato che chiunque abbia avuto esperienze di premorte abbia avuto incontri con esseri di luce e persone care DEFUNTE. Se di allucinazione si tratta come mai che non ci sono mai incontri diversi? Tipo con persone VIVE nel momento dell’ esperienza dell’ NDE, oppure con qualsiasi altro essere vivente VIVO nel momento delle esperienze? Aggiungo che (e questo potete trovarlo nel libro -La vita dopo la morte- della Dottoressa Kubler Ross) ci sono stati casi dove i pazienti ritornati da una esperienza NDE dicevano di aver incontrato un conoscente, caro amico o parente, ma sul momento tutti i presenti compreso il paziente in oggetto sapevano che la persona in questione era viva e quindi questa poteva essere la prova che confermava l’ipotesi delle allucinazioni… ma la conferma che l’ NDE non è una allucinazione(quindi una prova provata per noi e per chi ha studiato a fondo il problema come appunto la Dottoressa in questione) è che in TUTTI i casi si è venuto poi a scoprire che il caro/conoscente ritenuto vivo era morto poco prima o nel mentre di una determinata NDE! E quindi il paziente non sapendolo non poteva “sognare/avere visioni” di quello che non sapeva. Inoltre molti pensano che l’ influenza delle religioni possano incidere con tali esperienze, allora come mai che anche bambini in tenera età(veramente molto piccoli) hanno riportato le stesse esperienze? La Dottoressa Kubler Ross ha aiutato nel trapasso principalmente bambini ed è proprio da loro che ha imparato di più. Ciechi fin dalla nascita descrivevano e descrivono ancora ad oggi dopo una NDE nel dettaglio la sala operatoria anche con l’ aggiunta dei colori. Come si possono avere allucinazioni di un qualcosa che il nostro cervello non conosce e che non ha quindi mai visto? E descrivere particolari di un dato contesto che un cieco non sarebbe mai in grado di identificare? Allucinazioni da farmaci…altra sciocchezza, moltissimi hanno NDE fuori dagli ospedali mentre sono occupati pienamente nella loro normale vita quotidiana. “Allucinazioni” così equilibrate e lineari quali quelle delle NDE in una così grande quantità di persone dovrebbero proprio già per la loro fattezza e insorgenza escludere il fenomeno dell’ allucinazione stessa che spesso non è lineare e porta con se situazioni grottesche. Ed inoltre vengono provocate o facilitate con delle droghe o farmaci. E’ arrivato a questo punto il momento di ascoltare l’intervista al Prof. Enrico Facco  professore di Anestesiologia e Rianimazione presso l’Università di Padova. Tutta l’intervista è interessante ma dal minuto 29.00 in avanti si approfondisce il tema delle esperienze di premorte. E’ molto utile ascoltarla perché approfondisce su molte tematiche e risponde a interrogativi che la gente meno informata sul tema si pone. Viene sottolineato inoltre il fatto che una NDE non può essere conseguenza di rilascio di endorfine o dell’assunzione di sostanze di vario genere. (Farmaci, droghe ecc. ecc.). Prendetevi un po di tempo ed ascoltatela perché può veramente aprire gli occhi a tanta gente che non è a conoscenza di questi importanti fatti universali che interessano tutta l’umanità.

“Per me non è più questione di credere ad una vita dopo la morte ma di sapere e di averne quindi la certezza” Queste sono le parole della Dottoressa Elizabeth Kubler Ross alla fine della sua carriera. Personalmente ripongo molta fiducia sul lavoro della Dottoressa Elisabeth Kubler Ross e della sua equipe(che comunque ha applicato vari metodi scientifici) rispetto al lavoro di quei personaggi cinici che vogliono per forza verificare una data ipotesi probabilmente più rassicurante e comoda definitela come volete(per me le prove già ci sono e le ho trovate nel lavoro della Ross come ho trovato conferme anche nei lavori di Raimond Moody e altri quindi per quanto mi riguarda sono esperienze vere che ci portando in dimensioni diverse ma reali). Sono importanti anche i primi passi che Raymond Moody sta muovendo con le esperienze di morte condivisa e che vi consiglio di leggere per trarre maggiori informazioni su una realtà che è probabilmente ben diversa da quella che comunemente percepiamo. Potete trovare il suo lavoro nel libro Schegge di eternità. La Dottoressa Elizabeth Kubler Ross non ci ha insegnato solo che la vita dopo la morte è una realtà ma ha imparato questo amando il prossimo ed aiutando i suoi pazienti nel momento più difficile della loro vita (l’ insegnamento più grande per tutti, compreso i suoi colleghi). Alle NDE singola si aggiungono altre prove: NDE condivise, OBE, Ipnosi regressiva, Metafonia, Spiritismo(quello serio vedi Alan Kardek ) ecc. ecc. Però non vi dovete soffermare ad un singolo caso, ma dovete cercare e leggere molto. La conoscenza comporta sacrificio e tanta volontà.

Tratto dal libro dell’ Avvocato Victor Zammit(un ricercatore della vita dopo la morte, laureato in Giurisprudenza, avvocato della Corte Suprema del Nuovo Galles del Sud):

“L’esperienza di premorte o NDE (acronimo del termine inglese Near Death Experience) costituisce un’argomentazione potente a favore dell’esistenza di una vita dopo la morte. Grazie al progresso registrato nell’ambito delle tecniche di rianimazione, sempre più persone vengono riportate indietro dal limite della morte clinica. E molte riferiscono un’esperienza profondamente significativa durante la quale hanno l’impressione di essere vivi e in pieno possesso delle proprie facoltà al di fuori del proprio corpo. Per molti un’esperienza di premorte è un’esperienza intensamente emotiva e spirituale. Le prove a supporto delle NDE sono coerenti, schiaccianti e sperimentate da molti. L’evidenza empirica delle NDE è anche concorde con altre prove sperimentali che sembrano suggerire una sopravvivenza alla morte – prove che includono le esperienze extracorporee, le informazioni ottenute grazie ai medium mentali e fisici, e le apparizioni. I sensitivi affermano che, in una situazione di crisi, quando la morte è quasi inevitabile o è percepita come tale, il duplicato del corpo fisico, il corpo astrale o eterico, lascia il corpo fisico e sperimenta il primo stadio dell’Aldilà. Se la morte non si verifica, il duplicato riprende il suo posto nel corpo fisico. Degli studi hanno dimostrato che le NDE si possono verificare a seguito di malattie, di interventi chirurgici, durante il parto, a seguito di incidenti, di attacchi cardiaci e di tentativi di suicidio.

Thread Ufficiale sul nostro forum tecnico qui

Nel Thread Ufficiale potrete trovare i documenti e le esperienze più interessanti e se vorrete potrete contribuire con commenti, vostre esperienze o aggiunta di documenti.


Esperienze

Questa esperienza mi ha colpito per l’intensità con cui il protagonista la esprime. Attraverso il suo racconto si avverte che qualcosa di vero, unico e sconvolgente gli è veramente accaduto.
Ascoltate:

Chiaramente si fà riferimento alle esperienze di premorte N.D.E (Near Death Experience).


Evoluzionismo, Creazionismo e…

la-creazione

Per iniziare è interessante leggere prima e poi ascoltare l’intervento di Umberto Fasol:

Intervento di Umberto Fasol, biologo, docente di Scienze Naturali nel Liceo Alle Stimate di Verona, di cui è Preside.
Il DNA, cioè il “software” o codice che gestisce la cellula, è incredibilmente complesso e dà prova di un ingegno che sorpassa di gran lunga qualsiasi software o sistema di memorizzazione prodotto dall’uomo.
Ai tempi di Charles Darwin la complessità del DNA era avvolta nel mistero. Darwin stesso era affascinato dal modo in cui alcuni caratteri vengono trasmessi da una generazione all’altra, ma sapeva ben poco delle leggi genetiche e ancora meno dei meccanismi intracellulari che governano l’ereditarietà.
Oggi le cose stanno diversamente: i biologi hanno dedicato decenni allo studio della genetica umana e delle istruzioni particolareggiate che sono racchiuse nella straordinaria molecola chiamata DNA (acido desossiribonucleico).
Ovviamente, l’interrogativo principale è da dove siano venute queste istruzioni.
Il DNA ha un set di quattro lettere (A, T, G e C) che, poste in un certo ordine, formano “parole” chiamate codoni. I codoni sono raggruppati in “storie” chiamate geni. I geni contengono in media 27.000 lettere ciascuno e, insieme ai lunghi tratti di DNA che li separano, compongono i “capitoli”: i singoli cromosomi. Ci vogliono 23 cromosomi per formare il “libro” completo: il genoma, ovvero il complesso delle informazioni genetiche di un essere umano.
Se il genoma fosse un libro, sarebbe enorme.
Quante informazioni potrebbe contenere? In tutto, il genoma umano è composto da circa tre miliardi di coppie di basi, o pioli, sulla “scala” del DNA.19 Immaginate un volume enciclopedico con più di mille pagine. Il genoma riempirebbe 428 volumi del genere. Aggiungendo la seconda copia contenuta in ogni cellula arriveremmo a 856 volumi. Se doveste scriverlo a macchina, avreste un lavoro a tempo pieno per i prossimi 80 anni senza mai un giorno di vacanza!
Ovviamente il prodotto di tale immane lavoro sarebbe inutile per il vostro corpo.
Come potrebbero centinaia di grossi volumi trovare posto in una microscopica cellula?
E nel vostro corpo di cellule ce ne sono 100.000 miliardi! Comprimere così tante informazioni in così poco spazio è al di fuori della nostra portata.
Un docente di informatica e biologia molecolare ha spiegato: “Un solo grammo di DNA, che secco occuperebbe un volume di circa un centimetro cubo, può immagazzinare le informazioni contenute in circa mille miliardi di CD”.
Cosa significa questo? Come abbiamo detto, il DNA contiene i geni, ovvero le istruzioni che servono a formare un corpo umano con le sue caratteristiche individuali.
Ogni cellula contiene l’intero patrimonio genetico.
Il DNA è così ricco di informazioni che un solo cucchiaino d’esso potrebbe fornire le istruzioni per formare 350 volte il numero degli esseri umani in vita oggi!
Il materiale genetico necessario per gli oltre sette miliardi di persone che popolano il nostro pianeta formerebbe a malapena un velo sul cucchiaino.

Alla luce delle prove esistenti è assolutamente ragionevole e scientifico, credere che siamo il risultato di un progetto intelligente. In ultima analisi è l’evoluzione, non la creazione, a richiedere una grossa dose di fede cieca e a pretendere che si creda nei miracoli senza nessuno che li faccia.

Piccoli spunti di riflessione:

Sarebbe interessante calcolare il numero di possibilità che una tale complessità e perfezione sia stata raggiunta casualmente. Eccovi quindi una risposta:

Approfondimenti sul nostro Forum Tecnico: Thread Uff. qui


TEDxTeen – Jacob Barnett

genio
Abbiate il coraggio di usare la vostra intelligenza o il vostro intelletto, a volte è utile dimenticare quello che si sa.


Il bosone di Higgs esiste! Confermata la sua esistenza…

La scoperta del bosone di Higgs, trovato negli Stati Uniti e al CERN di Ginevra, promette di rivoluzionare le convinzioni che abbiamo avuto fino ad adesso sulla materia. Si tratta dellaparticella all’origine dell’universo, che viene chiamata anche “particella di Dio“, perché consente ad ogni cosa di avere una massa e quindi permette l’esistenza della materia stessa. Si tratta di una scoperta che è il frutto di un lavoro iniziato nel 1964, quando il fisico britannico Peter Higgs aveva previsto a livello teorico la sua esistenza.

Thread Ufficiale: clicca qui


L’ anima

Il mistero dell’ anima:

Le ipotesi sono tante e alla luce attuale nessuna può essere data per certa, ma se analizzate profondamente tutte convogliano in una unica direzione(almeno a mio parere) ho deciso di unirle ai misteri dell’ universo perchè noi siamo parte di esso.

Il nostro percorso come umanità forse in questi anni sta facendo un cambiamento a favore della spiritualità abbandonando la religiosità ormai parte di un epoca che ci sta abbandonando e che noi stessi ci stiamo lasciando alle spalle. Questo è forse il percorso ultimo di crescita al quale ci stiamo portando in questi anni….In questa intervista Columbro Marco conosciutissimo almeno qui in Italia come personaggio televisivo, ma comunque Studioso di Psicologia pensa e sostiene questo:

(Questo video guardatelo con attenzione e con profondo rispetto per chi ha imparato molto da un esperienza personale tragica e al confine tra la Vita e la Vita oltre la Vita )


Vi riporto qualche video per cominciare a farsi un idea delle realtà che ci circondano:

(Intervista a un autorevole psicologo Brian Weise)
(questo è lo scienzato Giorgio Cozzi che ha analizzato il caso di un bambino che sente di aver vissuto una vita diversa e passata)

(Giorgio Cozzi e la sua analisi sul fatto)

(Il bambino che ricorda fatti di una sua presunta vita passata parte 1)

(Il bambino che ricorda fatti di una sua presunta vita passata parte 2)
(Il bambino che ricorda fatti di una sua presunta vita passata parte 3)
(Il bambino che ricorda fatti di una sua presunta vita passata parte 4)
(Il bambino che ricorda fatti di una sua presunta vita passata parte 5)
(Il bambino che ricorda fatti di una sua presunta vita passata parte ultima)

Conclusioni…..è sconcertante ma non impossibile perchè questa esperienza si unisce a qualcosa di reale che ancora non c’ è dato conoscere.

Premorte:

Bacci e la Metafonia:

Potete trovare nel libro di Victor Zammit (qui di seguito) studi documentati e riconosciuti da imminenti Studiosi e Scienziati in merito a questo metodo di comunicazione con l’ altra dimensione.

 

– Molti studiosi stanno cercando delle risposte… qualcuno le ha trovate ? Beh leggete e ne vedrete delle belle !!!


– La dottoressa Kubler Ross ha indagato con il mezzo del suo stesso lavoro, è stata una grandissima Dottoressa lauraeata in psichiatria e inoltre ha lavorato come tale in importantissimi ospedali, dove ha indagato tramite i suoi stessi pazienti mantenendo sempre sensibilità, professionalità e umanita con ogni suo paziente.

Uno dei suoi libri non è a caso tra i miei preferiti, per la prima volta leggo di qualcuno che non per forza essere una sensitiva a toccato con mano ciò che avviene poco prima e dopo la morte(anche se lei la morte l’ ha sempre definita Vita ed io lo condivido).

– Il libro è: “la morte e la Vita dopo la morte”.

La farfalla bellissima anima che vola tra i fiori della Primavera….. se deciderete di leggere questo libro capiterete il suo senso.

Sito dove acquistare la sua opera:

http://www.webster.it/libri-morte_vita_dopo_morte_morire-9788827218952.htm

Il suo sito:

http://www.elisabethkublerross.com/Italien/index.html


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– L’ avvocato Victor Zammit ha unito gli studi, le analisi e i commenti di questi studiosi (ma non solo) in un unico libro tra l’ altro gratutito, tranquillamente stampabile:

http://www.victorzammit.com/book/italian/index.html

Il suo sito:

http://www.victorzammit.com/

– Umberto Di Grazia e il suo sito sugli studi della Coscienza:

http://www.coscienza.org/index.asp

Continuerà prossimamente, aspettatemi….. fin quando questo mio corpo e questa mia mente in unione con la mia anima mi permetteranno l’ uno di scrivere e l’ altra di sognare e con l’ anima tramuterò il mio sogno in una realtà meravigliosa.