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^ The Future is Now ^

L’ Informazione su Upgrade it !

Facebook, la Privacy e il diritto all’anonimato.

Privacy

Facebook mi chiede i documenti per la seconda volta, nella prima occasione gli mandai l’abbonamento mensile del treno e sono ancora in attesa(da tre mesi circa) di una risposta:

“Controlleremo i documenti che ci hai inviato e ti ricontatteremo. Se desideri ricevere ulteriore assistenza con la conferma del tuo nome, ti contatteremo richiedendoti altri documenti.”

Quindi dopo continui tentativi “all’assistenza” Facebook, non sapendo più cosa fare, senza neppure poterlo eliminare… ne creo un’altro, anche in questo la stessa cosa lo bloccano(con un aggravante, mi chiedono il documento di identità) poiché il sistema fa un controllo incrociato dei dati e verifica che il numero di cellulare è lo stesso usato nell’altro account, che però allo stato attuale è inutilizzabile, l’assistenza è “garantita” da automatismi o automi, provare per credere. A questo punto voglio vederci chiaro e mi imbatto in questo interessante articolo:

“Nickname e pseudonimi su Facebook ma dietro si nasconde la più massiccia raccolta di dati che il web abbia mai conosciuto; servono per combattere i profili falsi, fanno sapere dalla California, mentre il Commissario per la protezione dei dati personali di Amburgo ha emesso un provvedimento contro il social network americano. Facebook ha iniziato a chiedere i documenti ai propri iscritti. Non solo carte d’identità, ma anche carte di credito, bollette, estratti conto, badge lavorativi o qualsiasi documento in grado di provare la reale identità di una persona. Pena, la disattivazione totale dell’account a tempo indeterminato. Si tratta di una misura resasi necessaria – fanno sapere da Palo Alto, sede principale del social network di Zuckerberg – solo al fine di combattere il fenomeno dei profili falsi. Ma dietro si nasconde anche la più massiccia “data collection” di documenti identità fatta a mezzo informatico e dai toni simili a quelli di un’estorsione (o mi dai la tua patente o ti disattivo). È possibile verificare tutti i dettagli di cosa viene richiesto qui, senza peraltro alcuna garanzia sul rispetto della privacy. Non c’è, infatti, alcuna traccia della obbligatoria informativa sul trattamento dei dati, l’indicazione del responsabile del trattamento, le modalità con cui vengono conservati e trattati detti documenti. Insomma, come dare una caparra senza firmare alcuna ricevuta. Bloccati e senza risposta. Inizialmente si pensava che il fenomeno fosse limitato solo agli Stati Uniti; invece si sta estendento a tutta l’Europa e anche in Italia, a giudicare dalle lamentele in giro. Nei numerosi treat inoltrati a Facebook, sono ormai molte le lamentele degli utenti bloccati senza peraltro alcuna risposta dal centro assistenza. La questione, poi, sembra non interessare solo i profili aperti con nickname (e, quindi, con nomi falsi), ma anche quelli con nomi veri, corrispondenti a quelli registrati all’anagrafe. I forum sono pieni di racconti paradossali. L’unica autorità che, in merito, si è mossa è il Commissario per la protezione dei dati personali di Amburgo che ha emesso un’ordinanza contro Facebook Ireland Ltd per violazione della legge federale e la legge Telemedia su carte d’identità e identificazione elettronica (qui il testo). L’autorità ha interdetto a Facebook di bloccare i profili utenti aperti sulla base di uno pseudonimo. Viene inoltre disposto che Facebook debba astenersi dal rinominare unilateralmente il nome utente nel corrispondente nome reale. Inoltre viene vietata ogni richiesta di copie digitali di documenti di identità (carta d’identità o passaporto) per scopi di identificazione. All’origine dell’ordine vi è la denuncia di un utente, che aveva usato il proprio account di Facebook con un nome alias (pseudonimo). Facebook gli aveva bloccato l’uso del profilo, imponendogli di rinominarlo con il nome reale di battesimo, previa presentazione di un documento di identità a prova della corrispondenza. Contro la volontà dell’utente, Facebook ha infine cambiato il nome del suo profilo in quello con il suo vero nome. In tal modo Facebook ha rivelato il suo vero nome ai suoi “amici”. Johannes Caspar, Commissario Amburgo per la protezione dei dati e la libertà d’informazione, ha riferito in merito: “Come in molte altre denunce contro Facebook, anche questo è un esempio che dimostra come il provider rafforzi prepotentemente, ogni giorno, la propria politica nei confronti dei propri utenti e dei relativi dati personali senza alcun rispetto per le disposizioni legislative nazionali. L’imposizione dell’utilizzo del vero nome viola il diritto dell’utente all’utilizzo di pseudonimi, come disciplinata dalla legge federale tedesca Telemedia”. Di tutt’altro avviso è il Garante per la privacy dell’Irlanda, nazione dove Facebook ha il proprio distaccamento e sede per l’Europa. Secondo tale Authority, il comportamento di Facebook è legittimo. Si pone allora l’inevitabile problema della competenza territoriale: quanto potrà essere valida e applicabile la decisione del Commissario tedesco? Secondo quest’ultimo, nei casi in cui Facebook gioca fuori casa deve applicare le leggi degli altri Stati e non quella del suolo irlandese.

Il problema nascosto

Solo pochi giorni fa Facebook ha comunicato di aver raggiunto 1 miliardo di visite in un solo giorno (non parliamo del numero di iscritti, sensibilmente superiore, ma di quante persone, nell’arco delle 24 ore, si sono collegate al social). È una cifra enorme per chi fa servizi sul web. Una cifra che deve far pensare ai possibili problemi che una raccolta indiscriminata di dati potrebbe comportare, senza peraltro alcuna garanzia sul relativo trattamento. C’è poi da dire che il comportamento di Facebook viene a ledere non solo il diritto all’anonimato ormai riconosciuto da tutti i moderni Stati democratici, ma anche il diritto alla libertà di parola: subordinare la cessione incondizionata dei propri dati alla possibilità di comunicare con il mondo presenta, già secondo molti, profili di illegittimità. Non è da escludere, quindi, l’intervento della Corte di Giustizia europea.”

 

A voi lettori l’ardua sentenza, per quanto mi riguarda Facebook non è più un social network, non ho più nessun interesse a farne parte. Se si considerano poi questi elementi, l’interesse scende sotto lo zero:

C’è poi da dire che il comportamento di Facebook viene a ledere non solo il diritto all’anonimato ormai riconosciuto da tutti i moderni Stati democratici, ma anche il diritto alla libertà di parola: subordinare la cessione incondizionata dei propri dati alla possibilità di comunicare con il mondo presenta, già secondo molti, profili di illegittimità. Non è da escludere, quindi, l’intervento della Corte di Giustizia europea.

Fonte: qui

 

 

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L’ OS del M5S è ora disponibile

os m5s

E’ online l’applicazione del Sistema Operativo del M5S che permette agli iscritti certificati entro il 30 giugno 2013 di discutere on line le proposte di legge di iniziativa parlamentare.

La prima che verrà discussa e utilizzata come test  è quella relativa alle ‘Disposizioni volte alla abolizione del finanziamento pubblico all’editoria’. Il funzionamento dell’applicazione è semplice. Il primo firmatario della proposta inserisce il testo di legge e determina un periodo di tempo per la sua discussione online. Gli iscritti possono intervenire indicando integrazioni, modifiche, obiezioni, suggerimenti o vizi di forma e votare gli interventi degli altri utenti. Il primo firmatario è incaricato di rispondere agli interventi qualora lo ritenga necessario e accogliere o meno le richieste presenti negli interventi durante il periodo di tempo stabilito per la discussione. Al termine di esso la legge, grazie agli interventi degli iscritti, avrà subito integrazioni, modifiche, tagli o sarà rimasta invariata. Quanto avvenuto sarà formalmente espresso dal primo firmatario nella ‘Relazione di chiusura‘. Al termine del processo la proposta di legge viene ufficialmente depositata in Parlamento. L’applicazione – sottolinea il blog – è in fase di test: segnalateci bug e malfunzionamenti, suggeriteci possibili miglioramenti, inviateci i vostri pareri.


La rete entra in parlamento…

camera-deputati

E’ interessante notare come senza finanziamenti pubblici e con solo l’ausilio della rete il Movimento 5 Stelle sia diventato il primo movimento in Italia(partito per i nostalgici, noi non apparteniamo alla categoria dei nostalgici). Su questo sito non si fà politica, però si cerca, in questo raro e forse unico caso in tutto il mondo di mettere in evidenza come il Web stia condizionando le nostre vite.  Per quanto ci riguarda in linea generale pensiamo che la stia condizionando nel bene. Speriamo che l’ingresso in politica di questo movimento riesca a rendere Internet libera più di quanto gia è e che si riesca a fare leggi sempre più forti a tutela della sua libertà. Uno dei comandamenti del M5S è di rendere Internet un diritto per nascita, ogni persona deve poter accedere alla conoscenza  per diritto.

I cittadini hanno capito e deciso che devolvere le proprie responsabilità a qualcun altro è controproducente spesso lesivo, hanno preso quindi coscienza che tante piccole responsabilità ne fanno una unica collettiva.  Il senso di  responsabilità collettiva è essenziale per vivere tutti insieme in una società organizzata e per l’appunto responsabile nel vero senso della parola.

Comunque tornando al discorso della tecnologia applicata, in questo caso alla politica, come si sta organizzando il M5S per rendere il parlamento aperto al Web? Fino ad ora i cittadini potevano conoscere gli argomenti affrontati in parlamento attraverso i giornali di carta stampata e le Tv però senza poter interagire in Live(solo in rari casi si era potuto). Oggi invece grazie a questo movimento potremo entrare in Live in parlamento esprimendo nell’immediato i nostri pareri. Più il parere sarà di causa comune al cittadino e più questo acquisterà di importanza per il nostro rappresentante in parlamento, qualsiasi sia il tema affrontato. Per questo importante compito il M5S non si è fatto trovare impreparato:

TV WEB in movimento

Cosa è WebTv5 Stelle? Con WebTV5 Stelle potremo presto seguire e commentare le Dirette Streaming dal Parlamento. Questo il sito ufficiale da cui seguire le dirette:

Clicca qui…WebTV 5 stelle in parlamento

Torneremo sicuramente a parlare del M5S poiché fà del Web una delle sue migliori espressioni.


Un discorso che passerà alla storia.

Il discorso che vorremmo ascoltare da ogni politico. Il Presidente dell’Uruguay Josè “Pepe” Mujica tocca i cuori con la sua semplice, inoppugnabile, coraggiosa verità. E’ l’uomo che governa il mercato o il mercato che governa l’uomo? Un discorso che passerà alla storia.
Pepe Mujica, noto come “il presidente più povero del mondo”, ha attualmente 77 anni, vive nella sua casa modesta, devolve il 90% del suo stipendio in beneficenza. E’ stato in carcere 14 anni come oppositore del regime.

Ascoltiamolo insieme:


Tumori, Roberta Benetti ricercatrice italiana scopre le molecole che bloccano la proliferazione tumorale…

 

Roberta

Roberta Benetti è la ricercatrice italiana che ha scoperto le molecole che bloccano la proliferazione tumorale e che, aggredendo soltanto le cellule malate, potranno rappresentare l’alternativa alla chemio e alla radioterapia: la soluzione, quindi, è quella di autoproteggersi dai tumori con l’aiuto di molecole prodotte dall’organismo umano. Una cura che – tra qualche anno – potrebbe eliminare la chemio e la radioterapia. La strada a questo tipo di cure è stata aperta dall’Università di Udine grazie a uno studio guidato dalla ricercatrice monfalconese Roberta Benetti; studio che pubblicato sulla pretsigiosa rivista interrnazionale Cancer Research (link) dell’American Association for Cancer Research, una delle più prestigiose a livello mondiale del settore.

Lo studio è stato pubblicato mercoledì e spiega del successo ottenuto dal gruppo della facoltà di Medicina dell’ateneo di Udine. «In particolare – spiega l’Università –, la ricerca ha per la prima volta dimostrato che una delle molecole microRna, precisamente la miR-335, è direttamente responsabile nel controllo, della generazione e delle funzioni dell’oncosoppressore Rb, gene coinvolto nella protezione dello sviluppo dei tumori. Inoltre, nello studio si evince che l’espressione della miR-335 influisce in modo diretto nel bilanciare il delicato equilibrio di protezione contro lo sviluppo tumorale, perché intacca attraverso l’indiretta influenza anche sull’oncosoppressore p53, gli effetti di due fondamentali proteine note per essere deregolate nella genesi dei tumori».

Lo studio è stato realizzato grazie al fondamentale sostegno dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc). Il gruppo di ricerca guidato da  Roberta Benetti è composto dal giovane dottorando di ricerca Michele Scarola e da Stefan Schoeftner, esperto ricercatore austriaco che ha scelto l’esperienza di ricerca in Italia unendosi al gruppo udinese, ed è supportato da Claudio Schneider, ordinario di Biologia all’università di Udine e direttore del Laboratorio nazionale del Consorzio interuniversitario per le Biotecnologie (Cib) di Area Science Park.

Roberta Benetti, originaria di Monfalcone, dopo la laurea in Biologia a Trieste con tesi sperimentale al Cib, dove ha continuato a operare come borsista grazie all’Airc-Firc, ha conseguito il dottorato di ricerca alla Sissa. Attratta dall’esperienza di ricerca all’estero, Benetti si trasferisce quindi in Spagna, al Centro di ricerca nazionale sul cancro di Madrid, guidato da Maria Blasco. Vincitrice di un concorso per ricercatore all’ateneo friulano, Benetti rientra nel 2007 in Italia, cogliendo al volo l’occasione di poter guidare un piccolo gruppo di ricerca.

Diamo più luce possibile a questa importante scoperta, passate parola. Grazie Roberta per il tuo lavoro.


Il Movimento 5 Stelle ha indetto le Parlamentarie, ovvero le votazioni online per designare i candidati delle future liste elettorali

Ci limitiamo a riportare qui di seguito l’interessante articolo di Tom’s Hardware dove viene messo in risalto quanto segue:

Il Movimento 5 Stelle ha indetto le Parlamentarie, ovvero le votazioni online per designare i candidati delle future liste elettorali. Si tratta di un’iniziativa piuttosto rivoluzionaria per l’Italia non solo per i suoi contenuti tecnologici ma anche perché ridefinisce i confini tra democrazia, Rete e politica.

“Tutti coloro che hanno accettato la candidatura si sono in precedenza presentati alle elezioni comunali o regionali per il M5S, non hanno precedenti penali, non sono in carica come sindaci o consiglieri, non hanno fatto due mandati”, riporta il M5S. Massima trasparenza insomma per una consultazione che si terrà da oggi fino a giovedì 6 dicembre, dalle 10.00 alle 17.00 di ogni giorno (martedì fino alle 21.00 e giovedì fino alle 20.00).

Parlamentarie

Per votare bisognerà essere iscritti all’M5S almeno dal 30 settembre e aver inviato i propri documenti digitalizzati. “Ogni votante ha a sua disposizione tre preferenze da attribuire a candidati della sua circoscrizione elettorale, al cui elenco viene indirizzato al momento del voto”, continua la nota del movimento. “Il voto non costerà nulla. Il M5S è un movimento no profit. Ogni candidato dispone di una pagina elettorale con le informazioni anagrafiche, il curriculum e una sua presentazione che può essere consultata prima delle votazioni”.

L’iniziativa dell’M5S è un esempio di democrazia diretta che punta ad accorciare la filiera rappresentativa. Non è il partito o il movimento che designa i canditati bensì il popolo stesso. È verosimile pensare che il coordinamento nazionale abbia avuto voce in capitolo sulla composizione della lista, ma certamente in modalità inferiore rispetto a quanto oggi avviene nei comuni partiti.

“Non ci saranno nominati in Parlamento, ma cittadini che possono entrare come portavoce nella macchina dello Stato per renderla trasparente e democratica”, prosegue la nota. “Il percorso per arrivare al voto online è stato complesso, può essere che ci siano stati degli errori, che qualcuno per i motivi più diversi non sia riuscito a candidarsi o che si sia candidato senza averne i requisiti, in questo ultimo caso vi prego di segnalarlo”.

La Parlamentarie sono senza dubbio interessanti anche per comprendere il rapporto tra i numeri del popolo votante online e le stime dei sondaggi politici che danno oggi il M5S al 19,4% (SWG ottobre 2012). Insomma, qualche milione di voti online potrebbe dimostrare che l’Italia è già matura per iniziative digitali politiche. Form online per referendum, iniziative legislative su proposta popolare o petizioni potrebbero davvero cambiare il volto della politica italiana. A prescindere dalle considerazioni ideologiche non è comunque un argomento banale.

Fonte:  M5S Tom’s Hardware

N.B.

Upgrade It ! non si interessa di politica e quindi non entra nel merito, ma visto il metodo innovativo e tecnologico che contraddistingue il modo di fare politica di questo movimento ci pareva opportuno segnalarlo. Siamo un sito che guarda alla tecnologia e alle sue più svariate applicazioni e questa sopratutto in Italia è una vera e propria rivoluzione nel contesto in cui si va ad applicare.


Juventus campione d’Italia 2012.

Questo è lo scudetto più bello perché arriva dopo sei anni di sofferenze, perché nessuno se lo aspettava e perché è l’anno dell’ addio di Del Piero(atleta e uomo di grande livello):

 

dedico questo articolo al nostro Moderatore Globale FeniceBianca tifoso della Juventus(come me del resto) ed estimatore di Alessandro Del Piero. Anche io come ex giocatore di calcio non posso che condividere la stima per questo atleta. 😉

Saluti

Six


Elezioni amministrative: Grande successo del M5Stelle

Upgrade It ! non si interessa di politica e non promuove nessun partito o movimento ma promuove il nuovo che avanza (tecnologicamente parlando), essendo il M5S un movimento che si muove e cresce proprio grazie alla tecnologia(ci riferiamo a Internet) crediamo possa essere cosa gradita per i nostri utenti segnalare questo successo “tecnologico”.
Chiaramente la tecnologia senza anima non sarebbe nulla, quindi grande vincita del mezzo internet ma enorme vincita dei sostenitori del M5S(uno vale uno) che ne sta sfruttando positivamente le potenzialità. Inoltre il M5S ha nel suo programma la tutela ambientale cosa che noi apprezziamo particolarmente e lo dimostriamo aiutando l’ utente Pc a sfruttare i propri componenti hardware al massimo delle loro potenzialità così da evitare che questi finiscano prematuramente(spesso molto, esageratamente presto) in discarica.

Dunque a Sarego, provincia di Vicenza, il primo sindaco 5 Stelle della Terza repubblica. Questo è un fatto epocale. I cittadini, senza soldi, autofinanziatisi, sono andati a votare se stessi. Il voto delle comunali 2012 consacra il Movimento 5 Stelle tra i grandi protagonisti della politica nazionale. Capace di raggiungere risultati mai visti (il piu’ eclatante a Parma: ballottaggio con quasi il 20%), eleggere sindaci sotto le sue insegne (il primo nel vicentino, a Sarego, la sede del cosiddetto ‘Parlamento Padano’) e andare anche oltre le gia’ rosee previsioni della vigilia. Grillo dirama i risultati in una lunga diretta Twitter e Facebook. Rilancia subito le proiezioni che regalano un inatteso ballottaggio a Parma per il candidato 5 Stelle Federico Pizzarotti, al 19,4%. E sanciscono risultati di tutto rispetto anche a Genova, con Paolo Putti attorno al 12,6% e a Verona, con Gianni Benciolini attorno al 9%, con un piazzamento del M5S in entrambi i casi davanti al Pdl. Da Sarego (Vicenza) arriva la notizia del primo ”sindaco 5 Stelle della Terza Repubblica”: il 32enne ingegnere Roberto Castiglion. Ballottaggio a Comacchio e in altri comuni. Con l’Emilia Romagna che si conferma enclave del Movimento. Ma c’e’ un significativo avanzamento anche al Sud, dove il M5S è generalmente debole (a Palermo Riccardo Nuti e’ sul 4%). ”Non siamo l’antipolitica, siamo una nuova forza politica”, dice da Verona Benciolini(esponente del M5S). ”Al ballottaggio ci faremo conoscere ancora meglio dai cittadini”, dice il parmense Pizzarotti. ”Ognuno vale uno, insieme valiamo milioni”, esultano sul web i militanti che sommergono blog e pagina Facebook di Grillo di migliaia di commenti.

Beppe Grillo dice :

“Io li devo ringraziare: tutti quelli che hanno lavorato, a prendere le firme al freddo, coi banchetti. Una cosa mai vista.
Qui siamo veramente a un cambiamento epocale di pensiero della politica. I cittadini votano se stessi.
Stiamo avendo successo. Questo è solo l’inizio. Dalla rigenerazione di cui parlava il nostro presidente della Repubblica, siamo passati alla liquefazione. La destra, il Pdl, il centro: non c’è più nulla.  Si stanno liquefacendo.

Finalmente i cittadini si riappropriano delle istituzioni perché sono le istituzioni. 

Quindi vi pregherei anche di non dire più che non abbiamo un programma. Stiamo facendo un corso per giornalisti, se si va sul sito del Movimento 5 Stelle, c’è scritto programma e poi con un po’ d’esercizio si clicca sul programma. Questo è un movimento nato nel 2009, quindi ha 2 anni e mezzo. Godetevi questa felicità, tutte le persone che hanno lavorato a questo progetto. E’ un momento di grande felicità. Ah, un’ultima cosa. Tanto per arrivare al 100% dei voti, al gradimento di tutti i cittadini italiani, dovreste continuare ad offendere… Continuate, io vi mando un po’ di epiteti nuovi.”

Per maggiori dettagli:

http://www.beppegrillo.it/2012/05/grandi_grandi_g.html#comments

http://notiziein.it/2012/05/08/elezioni-amministrative-2012-il-primo-sindaco-a-5-stelle/


Lucio Dalla ci ha lasciato

Un ‘ altro pezzo di storia italiana (quella bella) se ne è andata.

Addio Lucio, riposa in pace.

In ricordo di questo unico ed inimitabile cantautore:


Questa è l’ Italia che vogliamo?

Uno di noi scrive…

“L’altro giorno parlando con mio padre del futuro, facevo notare che nonostante i tanti curriculum che ho inviato non c’è prospettiva. Nei siti web al 99% sono truffe e il restante 1% non si può chiamare LAVORO quello che offrono. Ho espresso la mia tristezza nel notare che dopo 11 anni di lavoro in negozio e una notevole esperienza, non trovo un lavoro simile. La risposta di mio padre, 62 anni, che lavora onestamente da una vita, dalle 9 di mattina alle 8 di sera, spesso tirando fin dopo mezzanotte “Si figlio, è proprio così… è un casino…VI ABBIAMO PROPRIO LASCIATO UN MONDO PEGGIORE, A VOI GIOVANI…”. Testuali parole di mo padre, che da una vita si fa un mazzo così. Ripensandoci a distanza di pochi giorni capisco quanto male gli ha inculcato il sistema nell’anima, per spingerlo a ritenersi responsabile delle mie difficoltà.” Orlando Furioso …..

 Fonte blog Beppe Grillo, clicca qui per visitarlo


L’ Italia dei “disagi” :

L’Italia al gelo, neve da Nord a Sud… Odissea treno fermo: in 600 isolati

L’Italia continua ad essere in queste ore sotto “la morsa” di neve, vento, gelo e pioggia. E, dopo il bambino di un anno, morto ieri sera a Siracusa, oggi il bilancio dei morti si aggrava: un pensionato di 76 anni che stava spalando la neve per liberare l’auto a Parma, è morto colpito da un malore. In serie condizioni è anche un’altra persona che ha avuto un malore mentre spalava la neve davanti casa nel Bolognese.
Sempre nel Bolognese, dopo una sbandata causata dal ghiaccio o da un malore, un’auto è finita dentro ad un bar ed è morto un sessantaquattrenne. E un marinaio, un nostromo filippino, morto dopo essere caduto in mare da una nave battente bandiera panamense, a dieci miglia dal porto di Ravenna. Forti le difficoltà del trasporto ferroviario: alcuni treni, a causa del ghiaccio sui binari, hanno registrato ritardi fino a 90 minuti mentre altri sono stati soppressi. L’aeroporto di Bologna è stato chiuso. A causa della neve sono state rinviate le partite Atalanta-Genoa, Bologna-Fiorentina e Siena-Catania.
Ma l’odissea di giornata è stata quella che hanno vissuto i passeggeri dell’Intercity 615 Bologna-Taranto. In seicento sono rimasti fermi per sette ore in mezzo a una campagna innevata venuta fuori da una pagina di Tolstoj. Molti in piedi o seduti nei corridoi perché la linea Bologna-Rimini è quella che ha subito il maggior numero di cancellazioni. E molti pendolari sono saliti su uno dei pochi treni sicuri, un treno che poco dopo pranzo stava partendo. Doveva arrivare a Taranto, non arriverà mai a Cesena. Dopo sette ore di voci che si rincorrevano e social network che rumoreggiavano, il treno è tornato sui suoi passi, invertendo marcia e fermandosi a Forlì. Le peripezie dell’Intercity 615 Bologna-Taranto erano iniziate alle 14.40.
Il treno si era fermato nella campagna romagnola, tra le stazioni di Forlì e Cesena. All’inizio era sembrata una sosta come le altre, in una giornata complessa per il trasporto ferroviario (e non solo) lungo un’Emilia-Romagna svegliatasi sotto un muro di neve. Poi i minuti sono diventati ore e le temperatura nei vagoni hanno iniziato ad abbassarsi. Fuori, ancora, la neve. Tutto fermo. Il cavo elettrico con cui si alimenta il treno, si è gelato, impedendo al locomotore di andare. Ne deve arrivare un altro. Ma un’altra motrice (sempre elettrica) non è riuscita a raggiungere l’Intercity, bloccata da un problema simile non lontano dal luogo del guasto. Nel frattempo, mentre la protezione civile si preparava a un piano B molto complicato, (raccogliere tutti i passeggeri con degli autobus – 600 dicono le fonti ufficiali, ancora di più sostiene la vox populi dei viaggiatori) e i social network iniziavano a raccontare quello che succedeva, una seconda motrice – questa volte diesel – è partita da Bologna.
Le ore continuano a passare e su Twitter, alle voci dei passeggeri si sono andate via via aggiungendo quelle di chi, dalle proprie scrivanie, iniziava a solidarizzare (quando ancora il treno è bloccato arriva anche una nota del Codacons che annuncia azioni legali a tutela dei passeggeri). «No qui è il delirio – ha scritto MuseCom – c’è gente seduta per terra da 4 ore. Il treno ha raccolto i pendolari e c’è 4 volte il n. delle persone, aiuto». MuseCOM, alias di Nicoletta Polliotto, che raggiunta telefonicamente, ha raccontato di una «una situazione claustrofobica, ore fermi senza poter uscire. Alcuni ragazzi stanno diventando irrequieti». Dall’altro lato dei Social Network tante le voci critiche per Trenitalia «che non poteva non prevedere eventualità come queste». Per fortuna, dopo gli ultimi problemi tecnici (i freni erano congelati: il personale li ha sbloccati manualmente in ogni singola vettura), il treno è ripartito. O meglio, è tornato indietro. A Forlì, ad accogliere i viaggiatori, acqua e un panino. Per chi continua, un nuovo treno. Per tutti, un pò di sollievo dopo ore da incubo.

Monti e il posto “fisso” :

Un lapsus, che lo stesso Mario Monti definisce «involontario», lo fa inciampare mentre parla del patto di bilancio appena firmato in Europa. «L’accordo consentirà alla banca centrale tedesca di sentirsi più rilassata…». Subito si corregge «volevo dire la Banca centrale europea». Qualche tempo fa la Süddeutsche Zeitung lo aveva perfino nominato “il genero tedesco ideale” ma ieri il premier si accorge in un secondo della gaffe fatta e torna subito al cuore del suo messaggio. Che riguarda, appunto, lo spread tra i Bund tedeschi e i nostri titoli di Stato da qualche giorno in piacevole discesa. «Deve scendere ancora e scenderà, dobbiamo aspettarci che la tendenza sarà decrescente: dai massimi di novembre siamo già a 200 punti in meno». Insomma, ecco i primi risultati del Governo tecnico chiamato in campo per spegnere l’incendio dell’inaffidabilità italiana ma resta l’incertezza sul lungo termine. Parla prima al Tg5 Monti e poi, più lungamente, a Matrix e il suo messaggio è un misto tra ottimismo e avvertimenti. «Se prevarranno le resistenze corporative, gli italiani sappiano che i tassi di interesse ritorneranno verso l’alto: allora sarebbe meglio che studiassimo il greco ma non quello antico, quello moderno». L’incubo della Grecia resta e resta soprattutto ora che comincia la fase delle riforme, dei cambiamenti sulla pelle degli italiani.
Dopo le liberalizzazioni tocca al lavoro, a quell’articolo 18 che il premier dice «non è un tabù» e che tratta con estremo pragmatismo perché «può essere pernicioso per lo sviluppo in certi contesti e abbastanza accettabile in altri contesti». Dunque, concretezza in quel dialogo con i sindacati che deve avere i tempi di «un’Italia europea». Ma la novità di Monti non è il messaggio che manda ai sindacati o alle imprese. No, è il messaggio che invia ai giovani. «L’idea di un posto fisso per tutta la vita? Che monotonia!». E ancora: «I giovani dovranno abituarsi all’idea che non l’avranno». C’è da scommettere che su questa «monotonia» si scateneranno le polemiche anche perché lui così scavalca il linguaggio politichese e sindacalese e arriva dritto al punto mettendo in discussione tutto un modo di ragionare che forse già non appartiene più alle giovani generazioni. Così come afferra il centro della trattativa in corso: «Ridurre il terribile apartheid che esiste nel mercato del lavoro tra chi è già dentro e chi fa fatica a entrare o entra in condizioni precarie».
Intanto è già andato il pacchetto liberalizzazioni e anche se gli preferisce la parola «concorrenza» il premier fa sapere di aver sfidato i poteri forti «toccando l’Eni» e giustifica poi l’aumento della benzina perché ha consentito di «proteggere dall’inflazione le fasce più basse delle pensioni». Molto è stato fatto in casa, molto anche fuori casa e l’altro obiettivo che Monti celebra è il ritorno del nostro Paese sulla ribalta europea grazie al quale «gli italiani stanno recuperando patriottismo». I negoziati a Bruxelles sul fiscal compact si sono appena chiusi – e proprio ieri Vittorio Grilli ha detto che «l’Italia si riconosce in quelle regole» – ma il Professore sottolinea di aver ottenuto di «non appesantire le condizioni del graduale rientro dal debito pubblico italiano» e soprattutto di aver messo agli atti che «la crescita non sarà più un omaggio verbale ma il cuore della politica europea dei prossimi mesi». Dunque, forse ci saranno meno diktat e rigidità sulla strada che va da Berlino a Bruxelles anche se lui dice di non sognarsi di «bacchettare la Merkel». La domanda però resta. Perché il rigore finanziario e il piano di rientro dal nostro debito pubblico pesa come un macigno sulla via dello sviluppo italiano. «Sono impegni severi ma non impossibili da realizzare se saremo capaci di tornare a crescere». Ad alleggerire lo stock di debito non saranno però le privatizzazioni che sono «una delle possibilità» ma è la «valorizzazione del capitale umano» la scommessa.
Il menù del Governo include – obbligatoriamente – anche il confronto con i partiti che lo sostengono: i malumori del Pdl e invece il sostegno di Silvio Berlusconi erano i due piatti della giornata politica di ieri. «Trovo che i malumori siano normali da una parte politica che non è più al governo ma trovo che l’appoggio di Berlusconi sia fondamentale – come quello del Pd e Terzo polo – ma venendo da chi era premier è particolarmente significativo anche perché dà un senso di continuità». Il problema è la strada ancora da fare e le aspettative che i mercati e l’Europa non smettono di avere sull’Italia. Il premier fa notare come i rendimenti sui titoli a breve scadenza siano scesi «proprio perché sono rimasti ben impressionati dal lavoro del Governo mentre ci si interroga su cosa accadrà dopo visto che a primavera 2013 non ci saremo più noi». Ecco, resta lo spread sui titoli a lungo termine perché «gli osservatori si interrogano su quello che succederà più avanti».
È «scontato» che lui alle prossime elezioni non ci sarà. «Sarò ancora vivo, spero, ma senza le responsabilità attuali». E anche se il suo Governo che starà alla larga da «legge elettorale e dalle questioni etiche» è pronto a offrire una “parentesi” ai partiti per ritrovare un’armonia che sarebbe «rasserenante» per i mercati. Ricorda, infine, che fu grazie a Berlusconi che nel ’94 si avvicinò alla cosa pubblica perché lo nominò commissario europeo preferendo quell’incarico a «un posto nel cda Rai». Guarda caso proprio la Rai, prossima spinosa questione da risolvere.

Alziamo la testa, tutti insieme, giovani e meno giovani, cominciamo a lottare seriamente per un Italia diversa…

Lo Staff.


I nostri padri

“Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera. Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica. L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo. L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie. L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università. L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro. L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze. Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro. Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su “La Stampa” di Torino, ho letto l’editoriale del Prof. Mario Deaglio. Nell’esposizione del professore, i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”, la “difesa del posto di lavoro” doveva essere sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non necessitava più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte (teoria ripetuta dal Prof. Deaglio a Radio 24 tra le 17,30 e la 18,00 di martedì 27 luglio 2010)…Pensare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’aria. Sono salito sull’auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino. Sono corso a casa dei miei genitori, l’ho visto per l’ennesima volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis. Odorava di dignità.”

da  http://www.beppegrillo.it/2012/01/la_lettera_del/index.html

Mio padre…

prima che io lo vedessi so che già lavorava, meccanico, muratore e poi…

L’ ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di locomotiva. Per anni l’ho visto alzarsi alle due, le tre le quattro del mattino a seconda del turno, salire in auto e scomparire nella notte, in direzione della stazione. L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro, l’ho visto e lo vedo felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie. L’ho visto in ansia quando si preoccupava per noi nei momenti più difficile della sua carriera. Lo vedo in pensione e penso sempre che non esiste nulla di più meritato.

Saluti papà

Six


La manovra “Salva Italia” del nuovo governo

La manovra si articola in tre capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La parte relativa al mercato del lavoro dovrebbe essere affrontata in un secondo tempo ecco tutti i provvedimenti approvati oggi dal consiglio dei ministri:

FISCO, NIENTE AUMENTO IRPEF: Nessuno degli aumenti ipotizzati e’ stato approvato, ne’ sull’aliquota del 41 ne’ del 43%.

TORNA ICI-IMU; RENDITE +60%. Sulle prime case sara’ al 4 per mille, sulle altre al 7 per mille. Con la rivalutazione delle rendite l’intervento vale 10-12 miliardi di euro. Aumenterebbe di circa il 60% la base imponibile Ici. Esenzione fino 200 euro per le prime case.

TASSA LUSSO SU AUTO, BARCHE, AEREI. Sulle auto si paghera’ un bollo piu’ alto a partire da 170 chilowatt (20 euro a chilowatt oltre i 170); per i natanti si applichera’ sul posto barca, anche per lo stazionamento di un giorno; per gli aerei variera’ in base al peso.

ADDIZIONALI. Per le regioni e’ previsto un aumento dell’aliquota addizionale Irpef dallo 0,9% all’1,23%.

ACCISE BENZINA. Le Regioni potranno finanziare il trasporto pubblico locale con una accisa sui carburanti: +1 cent al litro. –

UNA TANTUM SU CAPITALI SCUDATI. L’imposta e’ dell’1,5%.

RINCARO IVA SE NO RIFORMA FISCO. Da settembre 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% sono incrementate di 2 punti. Si tratta di una clausola di salvaguardia che sostituisce il taglio lineare previsto per le agevolazioni fiscali.

TRACCIABILITA’ 1.000 EURO. Scende la soglia oltre la quale non e’ possibile pagare in contanti.

CONTI CORRENTI. Norme piu’ efficaci per il controllo dei movimenti finanziari.

BOLLO TITOLI. Arrivano nuovi interventi in materia di imposta di bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari.

– PENSIONI – CONTRIBUTIVO PER TUTTI. Sara’ esteso pro rata.

ADDIO FINESTRE. Abolite le cosiddette finestre mobili che saranno assorbite nell’eta’ effettiva di pensionamento. Le donne andranno in pensione di vecchiaia dal 2012 a 62 anni e nel 2018 a 66. L’eta’ di 66 anni per la vecchiaia e’ prevista da subito anche per gli uomini. I lavoratori autonomi andranno in pensione dal 2012 a 66 anni e sei mesi; le lavoratrici autonome a 63 anni e sei mesi.

ABOLITE QUOTE ANZIANITA’. Le quote per le uscite per la pensione di anzianita’ sono state abolite. Si uscira’ solo con 41 anni e 1 mese per le donne e 42 anni e 1 mese di contributi per gli uomini.

ADDIO ANZIANITA’, SI CHIAMERA’ ‘ANTICIPATA’. Cambia la denominazione.

PEREQUAZIONE ASSEGNI FINO A 960 EURO. La rivalutazione piena rispetto all’inflazione nel 2012 sara’ prevista solo per le pensioni di importo doppio rispetto alla minima che e’ di 480 euro. Gli altri assegni saranno congelati.

PIU’ CONTRIBUTI PER AUTONOMI E AGRICOLTORI. Per artigiani e commercianti aumentano di 0,3 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 22%. Verranno rideterminate anche le aliquote contributive pensionistiche nel settore agricoltura.

PENALIZZAZIONI PER CHI ESCE PRIMA 63 ANNI. Per chi esce in pensione anticipata (quindi con almeno 42 anni e 1 mese di contributi se uomini) prima dei 63 anni di eta’ dal 2012 avra’ una penalizzazione sulla quota liquidata con il retributivo del 3% per ogni anno di anticipo.

CONTRIBUTO SOLIDARIETA’. Interessera’ le pensioni piu’ alte.

– IMPRESE E SVILUPPO – PATRIMONIALIZZAZIONE. Arriva l’Ace, l’Aiuto alla Crescita Economica, una misura che incentiva la capitalizzazione delle imprese. Ci sara’ anche nuovo credito per i fondi di garanzia per le pmi.

SGRAVI IRAP. Sara’ possibile scontare dall’Ires la quota di Irap riferita al costo del lavoro. Per l’internazionalizzazione arriva il ‘nuovo Ice’. Anche interventi per il risparmio energetico.

GARANZIA STATO SU PASSIVITA’ BANCHE. Il ministero dell’Economia ”e’ autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passivita’ delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni”.

LIBERALIZZAZIONE FARMACI FASCIA ‘C’. Saranno venduti anche nelle parafarmacie. Nuove regole per l’apertura di farmacie: il numero delle autorizzazioni sara’ stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 4.000 abitanti.

TRASPORTI. In arrivo una apposita Autorita’.

SPESA – ENTI LOCALI, -5 MLD. E’ il contributo che pagheranno Regioni, Province e Comuni.

MINISTRI, NIENTE DOPPIO STIPENDIO. Vale anche per i sottosegretari.

PROVINCE, CAMBIA ORGANIZZAZIONE. Ridotti membri dei consigli, eliminate le giunte.

VIA INPDAP E ENPALS. Sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all’ Inps.

SCURE SU AUTORITA’. Dalla Consob all’Antitrust e’ previsto un calo del numero dei componenti.

La manovra economica del Governo Monti riveduta e corretta in questi giorni :

– ICI:

aumentano le detrazioni sulla nuova imposta sui beni immobili, che si chiamerà Imu, a favore delle famiglie e dei redditi più bassi. La detrazione per il pagamento dell’Imu sulla prima casa aumenta di 50 euro per ciascun figlio sotto i 26 anni. L’importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base di 200 euro, non può superare il tetto di 400 euro. Dal 2014, la detrazione base per la prima casa sull’Imu scendera’ a 170 euro. E’ quanto prevede un emendamento del Governo depositato presso le commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

– Capitali scudati:

i capitali scudati saranno soggetti a un’imposta di bollo speciale annuale. Anche in questo caso lo prevede un emendamento del Governo presentato nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Le aliquote sono fissate al 4 per mille quest’anno e al 10 per mille nel 2012 e 2013.

– Pensioni:

la rivalutazione automatica delle pensioni e’ autorizzata per il 2012 per i trattamenti “di importo complessivo fino a 3 volte il trattamento minimo Inps”, ossia fino a 1.400 euro, “nella misura del 100 per cento”. Per l’anno 2013, invece, la rivalutazione sara’ “fino a due volte il trattamento minimo Inps”, poco piu’ di 900 euro, sempre nella misura del 100 per cento. Le pensioni d’anzianita’ contributiva maturate prima del primo gennaio 2012 subiranno una riduzione dell’1% per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’eta’ minima di 62 anni. Penalizzazione che arrivera’ al 2% per ogni anno di ulteriore anticipo rispetto a due anni. Lo prevede l’emendamento alla manovra presentato dal governo nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Infine arriva un contributo sulle pensioni d’oro: ‘per la parte eccedente 200.000 euro’: e’ fissato al ’15 per cento’. E’ quanto prevede l’emendamento del Governo alla manovra.

– Lavoratori Fiat:

una deroga alle nuove norme sulle pensioni per i lavoratori collocati in mobilita’ lunga da accordi sindacali siglati fino al 4 dicembre 2011 dovrebbe garantire un lasciapassare ai lavoratori Fiat di Termine Imerese. Si stabilisce inoltre che il numero dei lavoratori a cui non si applica la nuova normativa pensionistica passano da 50 a 65mila.

– Indennità parlamentari:

per ridurre i costi della politica, come chiedo a gran voce e da più parti, il Presidente del Senato Renato Schifani, di concerto con il Presidente della Camera Gianfranco Fini a annunciato l’intenzione di sturiare un sistema di adeguamento delle indennità dei parlamentari, secondo criteri di equità e responsabilità.

– Conti correnti:

per gli estratti conto inviati dalle banche ai clienti e’ prevista un’imposta fissa di 34,20 euro ‘se il cliente e’ persona fisica’ e di 100 euro ‘se il cliente e’ soggetto diverso da persona fisica’.

– Contributo di solidarietà:

“un prelievo del 25% come contributo di solidarieta’ per le pensioni sopra i 200 mila euro”. Lo ha proposto stamane il ministro del Welfare, Elsa Fornero, in audizione alla commissione Lavoro della Camera. L’emendamento presentato poc’anzi fissa il contributo di solidarietà al 15% sulle pensioni che superano i 200 mila euro annui.

– Immobili all’estero:

i proprietari di immobili all’estero saranno soggetti ad una imposta di bollo dello 0,76%. La misura dovrebbe dare un gettito, stimato dalla Ragioneria dello Stato nella relazione tecnica, di 98,4 milioni di euro per anno nel triennio 2012-2014. La stima e’ stata fatta su un valore di immobili all’estero, desunto dalle dichiarazioni del redditi del 2011, di 14,4 miliardi di euro. E’ stata poi prevista una riduzione di 1-3 per tenere conto dei crediti per imposte versate nello Stato in cui si trova l’immobile.  Per la Manovra economica, il totale di questi interventi proposti dall’Esecutivo, ammonterebbe a circa 2 miliardi di euro.

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Discutine sul Thread dedicato all’argomento:

Thread la manovra del Governo Monti


Riflessioni

Interessante riflessione sulla situazione di questo ventennio in Italia…  non conoscevo quest’ uomo, ma devo dire che mi ha colpito favorevolmente. Credo che il suo pensiero possa rientrare a pieno titolo nella sezione informazione di questo sito.

Ascoltiamolo insieme: