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^ The Future is Now ^

Archivio per febbraio, 2018

Avviso Legale

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1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.

2. Nelle antologie ad uso scolastico (omissis)

3. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta. Da ricordare – per quanto riguarda articoli di attualità, di carattere economico, politico, religioso, pubblicati in riviste o giornali – che essi possono essere liberamente riprodotti in altre riviste o giornali, a meno che non vi sia stata esplicita riserva.
È d’obbligo però indicare la rivista o il giornale da cui sono tratti, la data ed il numero della rivista o giornale ed il nome dell’autore se l’articolo è firmato.

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Novità sullo studio AWARE II

parnia-nde

Il Dr. Parnia ha recentemente dato a capire che lo studio AWARE II, che finirà nel 2020, starebbe già fornendo importanti risultati! Ecco quanto ha dichiarato al settimanale NewSweek:

“Non intendo dire che le persone hanno gli occhi aperti o che il loro cervello funziona dopo la loro morte”, ha detto il Dr. Parnia. “Sto dicendo che abbiamo una coscienza che costituisce ciò che siamo – i nostri sé, i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre emozioni – e quell’entità, a quanto pare, non si annichilisce solo perché abbiamo varcato la soglia della morte; sembra continuare a funzionare senza sparire.
Quanto duri questo stato ancora non lo possiamo sapere “.

Fonti:


LKRG – anche Linux, come Windows, si deve difendere con l’antivirus

LKRG-logo

LKRG, sta per Linux Kernel Runtime Guard

Questo progetto mira a realizzare un vero e proprio “antivirus” per Linux, o per meglio dire un modulo caricabile nel kernel e potenzialmente in grado di intercettare i possibili attacchi prima dell’arrivo delle patch. Si vuole creare un modulo accessorio da caricare direttamente all’interno del kernel per garantire a Linux misure di sicurezza limitate ma potenzialmente efficaci contro exploit e malware. I lavori su LKRG sono iniziati già nel 2011, anche se la prima versione utilizzabile – LKRG v0.0 – è stata rilasciata solo di recente. Il modulo esegue controlli sull’integrità in fase di runtime, alla ricerca di possibili vulnerabilità di sicurezza ed exploit “schierati” contro il kernel di Linux. Diversamente dai progetti alternativi come Additional Kernel Observer (AKO), pensati come patch per l’intero kernel, la natura modulare di LKRG dovrebbe migliorare in maniera sensibile la sicurezza, la stabilità e le performance del sistema. Non è un caso che esistano varianti del modulo specifiche per le principali distribuzioni Linux quali RHEL7, Ubuntu 16.04 ecc. ecc. LKRG funziona in maniera non dissimile a un antivirus per Windows, che agisce a livello di kernel per intercettare malware e attacchi; diversamente da un antivirus completo, però, LKRG può contare su dimensioni molto più compatte. Come un antivirus per Windows, suggeriscono poi gli sviluppatori, LKRG si può per sua natura bypassare se gli autori dell’attacco sanno precisamente a cosa mirare. Al momento il modulo impatta negativamente sulle prestazioni per il 6,5%, ma in futuro i risultati dovrebbero migliorare. Per quanto riguarda l’efficacia nel contrasto agli attacchi, infine, LKRG ha dimostrato efficacia nell’intercettare exploit per le vulnerabilità CVE-2014-9322 (BadIRET), CVE-2017-5123 (waitid(2) missing access_ok) e CVE-2017-6074 (use-after-free in DCCP protocol) ma non contro Dirty COW.

LKRG sito Ufficiale e download: LKRG

Fonte: il Punto Informatico


Meltdown e Spectre aggiornamenti importanti

Spectre e Meltdown

Ufficialmente comunicato da Intel il completamento dei lavori sul nuovo microcodice destinato ai PC basati su CPU con microarchitettura Skylake. I firmware aggiornati per le CPU Core di sesta generazione sono stati distribuiti ai produttori OEM, ha spiegato Intel, e ora toccherà ai partner distribuire gli update agli utenti finali. Nei prossimi giorni arriveranno nuovi firmware anche per i PC basati su CPU Haswell e Broadwell, ha detto Intel.

I benchmark sui sistemi Windows hanno oramai chiarito che gli effetti delle patch – di Intel ma anche di Microsoft – sulle prestazioni non dovrebbero essere percepibili da un utente comune, mentre su Linux c’è chi come Brendan Gregg è ancora impegnato a valutare l’impatto degli aggiornamenti: il dipendente di Netflix ha valutato l’effetto della patch KPTI (kernel page table isolation) contro Meltdown, stimando un degrado delle prestazioni compreso fra lo 0,1 e il 6% sui server AWS. Ulteriori ottimizzazioni dovrebbero ridurre il degrado fino al 2%.

Fonte: Il Punto Informatico


Meltdown e Spectre

AMD-Intel

Individuata una grave falla nelle CPU Intel, AMD, IBM, Qualcomm e i progetti su base ARM il tutto riguarda processori realizzati negli ultimi 10 anni.

 

  • Meltdown è la vulnerabilità scoperta nei processori Intel . Un errore di progettazione nella gestione della memoria virtuale fa sì che sia possibile accedere all’area di memoria dedicata al kernel, di fatto aprendo le porte ad attacchi che permettono di leggere dati di ogni tipo in memoria.
  • Spectre discorso differente, si tratta di una vulnerabilità simile a Meltdown, ma potenzialmente molto più grave: Spectre non è infatti risolvibile con una patch o con un intervento software. Il problema è simile a quello da cui deriva Meltdown, ma coinvolge tutti i processi in esecuzione sul sistema e non solo il kernel.

Si sta provvedendo a chiudere la falla? Qui di seguito gli accorgimenti presi dalle due aziende(Intel-AMD) da quando si è scoperto il problema:

Spectre e Meltdown – aggiornamenti

Ultimo aggiornamento in ordine di tempo (il 21):

“In una nuova comunicazione delle scorse ore, Intel ha annunciato che sta già provvedendo a fornire ai suoi partner una nuova patch per le vulnerabilità sui processori di sesta generazione (SkyLake).”

Rimaniamo in attesa di ulteriori sviluppi… voi intanto avete riscontrato problemi?

 


WhatsApp Business

WhatsApp Business la nuova versione per le aziende della piattaforma di messaggistica più utilizzata al mondo. Una versione completamente gratuita rilasciata sul Play Store per Android e in arrivo anche su App Store per iOS e che potrà dunque essere utilizzata anche nel nostro paese per un uso completamente aziendale e professionale con funzionalità quali, ad esempio, messaggi automatici che possono servire proprio con attività lavorative. Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono tutte le novità.

Le differenze con WhatsApp “standard”

WhatsApp Business innanzitutto, come detto, è la versione professionale di WhatsApp pensata per chi possiede un esercizio commerciale o un’attività pubblica e dunque ha la necessità di separare la piattaforma di messaggistica personale con quella professionale. Oltretutto con le funzionalità implementate con la versione professionale, gli utenti, potranno avere nuovi strumenti per migliorare l’interazione con il proprio pubblico. A livello grafico come anche a livello concettuale però le cose non cambiano e WhatsApp Business rimane fedele a quanto fatto con la versione standard e dunque sono presenti le medesime chat per le conversazioni, è presente la pagina per gli stati ma anche quella per le chiamate e sarà possibile fare tutto quello che si faceva già con la versione standard ossia inviare messaggi di testo, foto, video o anche la posizione in tempo reale. Quali sono allora le novità che contraddistinguono la versione Business?

Le novità della versione Business

Tutto quello che abbiamo visto con WhatsApp funzionerà, come detto, anche su WhatsApp Business. Sarà dunque semplice attivare un account professionale visto che basterà associare un numero di telefono. In tal caso l’utente potrà associare lo stesso numero che utilizza anche su WhatsApp “standard” anche se la novità più importante arriva proprio dalla possibilità di associare un secondo numero alla versione Business in modo da poter utilizzare al meglio proprio questa seconda versione. Le funzionalità aggiuntive che l’utente potrà trovare su WhatsApp Business sono essenzialmente legate alla volontà di utilizzare il profilo per la propria attività ed ecco che sarà possibile ampliare le specifiche del proprio profilo con tutte le informazioni inerenti la propria attività come il sito web o anche l’indirizzo del proprio negozio o ufficio per un immediato contatto. Interessante poi la possibilità di creare delle risposte immediate ed automatiche da inviare al cliente che contatta proprio come avviene con i bot odiernamente. In caso dunque di assenza o chiusura del negozio, ad esempio, si potrà inviare ai propri clienti un messaggio informativo sulla chiusura o sull’assenza. Un modo comodo di tenere sempre aggiornati i propri clienti senza però avere la necessità di creare il tutto manualmente e ripetitivamente. Da sottolineare anche la presenza di una sezione dedicata per le statistiche che permetterà di capire meglio la propria utenza e tutto quello che ne deriva.

Dove si scarica e quanto costa WhatsApp Business

WhatsApp Business è completamente GRATUITO e può essere scaricato direttamente negli store delle applicazioni del proprio sistema operativo. In questo caso la versione professionale del sistema di messaggistica è stata al momento rilasciata solo per Android ma gli sviluppatori hanno fatto sapere che anche quella per iOS è in arrivo.

LINK DOWNLOAD WhatsApp Business ANDROID

Ricordiamo anche che per un utilizzo ancora più comodo è possibile scaricare WhatsApp Web, ossia la versione per PC e Mac che permette di replicare l’applicazione da smartphone sul proprio portatile o PC fisso proprio come avviene per la versione standard del sistema di messaggistica.

Fonte: Hardware Upgrade


WhatsApp come anche i classici SMS e le Email potranno essere utilizzati come documenti di prova 

 

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WhatsApp come anche i classici SMS e le Email potranno essere utilizzati come documenti di prova e dunque con la conseguente applicazione dell’articolo 234 del codice di procedura penale. Nell’articolo menzionato viene dichiarato come sia consentita “l’acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo”. Ecco che la sentenza numero 1822/2018 della Corte di cassazione ha aggiunto proprio questo ossia la possibilità di asserire come prova i messaggi su WhatsApp o anche gli SMS. Dunque se nella memoria del telefono dell’indagato sottoposto a sequestro figureranno anche i messaggi del più conosciuto ed utilizzato sistema di messaggistica come anche i classici SMS presenti in essa questi potranno divenire delle prove. A tali però non potrà essere applicata la disciplina prevista dall’articolo 254 c.p.p. sul sequestro di corrispondenza, in quanto la nozione di corrispondenza “implica un’attività di spedizione in corso o comunque avviata dal mittente mediante consegna a terzi per il recapito”. Stessa cosa deve essere considerata per le norme sulle intercettazioni in quanto queste ultime hanno ad oggetto “la captazione di un flusso di comunicazioni in corso”, mentre se si recuperano i messaggi da un telefono sequestrato non si fa altro che acquisire il dato che documenta quei flussi recuperandolo dalla memoria in cui è conservato. La tecnologia è, per molte persone, uno strumento di comunicazione con cui dialogare; ma, a differenza della penna, i bit non sono immodificabili come l’inchiostro. Ecco perché fino ad oggi le email, i messaggini e le stampe di schermate del computer non possono sempre dimostrare un diritto ma di fatto in questo caso la sentenza della Corte di cassazione pone un cambiamento che potrebbe portare alla risoluzione di molte situazioni finora lasciate in bilico proprio per colpa di WhatsApp o degli SMS.

Fonte: Hardware Upgrade

 


Il Pc è la piattaforma di riferimento per l’innovazione

Il PC ha riguadagnato un crescente interesse sia da parte del pubblico che da parte degli sviluppatori nel mondo videoludico. Tra altri a dare il proprio supporto al PC è Ubisoft, che si è espressa in maniera molto positiva sulla piattaforma con un video significativamente intitolato “Uplay – Why we love PC” (Uplay – perché amiamo il PC).

 

 

Secondo Ubisoft, il PC è la piattaforma d’elezione per l’innovazione e si distingue per la varietà dei giochi così come dei giocatori. Gli sviluppatori affermano che “sempre più persone si rendono conto di quanto superiore il PC possa essere” o che “è davvero evidente che per molti sviluppatori e per il settore, il PC è il terreno di prova”. Il mondo del gioco su PC è però in crescita costante, con Steam che ha segnato l’ultimo record di utenti collegati contemporaneamente lo scorso novembre – con uno straordinario numero di 17.683.804 utenti. Questi numeri stanno portando a una sempre crescente attenzione da parte degli sviluppatori.


WhatsApp Desktop ora disponibile

 

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WhatsApp Desktop è apparsa finalmente su Microsoft Store.

Fra le funzionalità presenti sull’app citiamo la condivisione di file con varie estensioni, la possibilità di modificare le informazioni del profilo, di inviare GIF ed Emoji, e di visualizzare gli aggiornamenti di stato degli utenti. Come tutte le varie versioni “non mobile” di WhatsApp, il software per PC Windows 10 non funziona in modalità stand-alone, ma ha bisogno di sincronizzarsi con l’app mobile installata su uno smartphone. L’accesso avviene mediante la voce WhatsApp Web, da selezionare sul client per il cellulare per poi eseguire l’autenticazione attraverso QR Code. Le stesse funzionalità, pertanto, possono essere sfruttate senza installare applicazioni sul desktop indirizzando il proprio browser verso web.whatsapp.com. WhatsApp Desktop arriva su Microsoft Store, inoltre, in seguito ad altre applicazioni di alto profilo come Microsoft Office e Spotify. Gli utenti interessati ad installarla possono lanciare il download partendo da questo indirizzo dello store italiano, con un peso di circa 250 MB sull’unità di archiviazione. L’app è già disponibile in Italia ma, in base ai commenti di alcuni utenti, pare non sia stata introdotta su tutti i mercati.

Fonte: Hardware Upgrade


Libre Office, siamo alla versione 6.0

LibreOffice 6

Tra le novità introdotte con la versione 6.0 si segnalano cambiamenti alla Notebookbar, versione riadattata della famosa interfaccia “Ribbon” di Microsoft Office, che portano due nuove modalità: “Grouped Bar” per Writer, Calc e Impress, e Tabbed Compact per Writer. Con il nuovo menù dei caratteri speciali è ora possibile visualizzare i caratteri recenti e impostare i caratteri preferiti. LibreOffice 6.0 offre la possibilità di accedere in maniera più semplice alla creazione di moduli PDF da compilare. È stato inoltre cambiato il formato predefinito di Impress, che ora è impostato su 16:9. Per favorire una migliore sicurezza, è possibile utilizzare le chiavi OpenPGP per firmare digitalmente i documenti ODF su tutti i sistemi operativi supportati. Questa funzionalità richiede l’installazione (a parte) del software OpenPGP necessario al funzionamento sul sistema operativo scelto. È anche stato migliorato il supporto ai formati OOXML, ovvero ai documenti Office (docx, xlsx, pptx…), con la possibilità di importare SmartArt e controlli ActiveX, supportare documenti e fogli di calcolo con testo integrato, esportare video integrati nelle presentazioni PPTX. Anche LibreOffice Viewer per Android vede numerosi cambiamenti, tra cui la possibilità di creare nuovi documenti, un’interfaccia organizzata in schede e la possibilità di inserire immagini tratte dalla galleria o scattate al momento. Il rilascio di LibreOffice Viewer per Android è previsto durante il trimestre attuale.

Fonti: