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^ The Future is Now ^

Archivio per ottobre, 2017

Fishing Planet, simulatore di pesca x Pc

F.P. 1

 

Altro interessante simulatore di pesca x Pc è Fishing Planet:

 

 

Un gioco completo che vale veramente la pena provare, bella la grafica, coinvolgente l’audio. L’acqua dei laghi è veramente molto simile alla realtà, interessanti anche i salti dei pesci nell’acqua che contribuiscono a rendere tutto l’ambiente più realistico. Non abbiamo ancora approfondito il gioco, ma la prima impressione è stata positiva. Vi terremo aggiornati…

 

Questo simulatore è un Free to Play, disponibile su Steam qui 

Sito Ufficiale del gioco: Fishing Planet

 

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NDE, documento di Lara Peviani

NDE

 

“NDE: una raccolta di testimonianze” è un documentario realizzato da Lara Peviani sul tema delle NDE (“Near Death Experience” ovvero le Esperienze di Premorte”). Contiene interviste realizzate in varie parti d’ Italia a testimoni diretti o indiretti di queste esperienze al confine tra la vita e la morte. Il documentario si propone di aprire una finestra su questi interessanti fenomeni di cui la maggior parte delle persone ha una conoscenza molto superficiale e che spesso nell’opinione comune vengono relegati nell’ ambito del mistico o del magico. Si tratta invece di un argomento che nei secoli ha interessato filosofi, teologi, psicanalisti ed tuttora offre uno spunto di acceso dibattito tra gli scienziati soprattutto per ciò che riguarda la coscienza e la sua possibile sopravvivenza oltre la morte del corpo fisico.

 

 

Tra gli intervistati anche il Dottor Davide Vaccarin

 

Maggiori informazioni sul documentario sono disponibili al sito: Lara Peviani


AMD accorcia le distanze con INTEL, il mercato è più equilibrato

Ryzen AMD

 

Risultati ottimi per AMD nel terzo trimestre fiscale, spinta dalle vendite di CPU Ryzen e dalla richiesta di GPU Radeon. Ci voleva, la concorrenza è necessaria, il mercato non può deciderlo solo una azienda(Intel), altrimenti i prezzi salirebbero alle stelle e la qualità dei prodotti scemerebbe. Intel stai in campana! Rimettiti in riga…

 

Fatturato AMD

 

La divisione Computing and Graphics inizia a raccogliere i frutti del lavoro degli scorsi anni che ha portato al rinnovamento dell’offerta di microprocessori con le soluzioni Ryzen e Ryzen Threadripper. Durante una conferenza con gli analisti, AMD ha affermato che presso alcuni eshop strategici le CPU Ryzen 5 e 7 avrebbero raggiunto una quota di mercato tra il 40 e il 50%.

Noi aggiungiamo, bene così. Il prossimo Pc che assemblerete sarà AMD o INTEL?


Injustice 2: open beta in arrivo su Pc

 

Injustice 2 Pc

 

Warner Bros, Interactive Entertainment e DC Entertainment hanno annunciato che l’open beta di Injustice 2 sarà disponibile su PC a partire da oggi, su Steam e Windows Store. I giocatori potranno provare con mano questa seconda avventura a incontri di NetherRealm nei panni dei personaggi più interessanti del DC Universe, come Batman, Wonder Woman, Aquaman, Flash, Cyborg, ma anche Harley Quinn e Freccia Verde. Già disponibile su PlayStation 4 e Xbox One, il titolo è stato adattato per Pc dallo studio polacco QLOC. In Injustice 2 ci sarà una modalità Storia, il Multiverso e le gilde multigiocatore online, ottenere equipaggiamento vario e personalizzare a piacimento i propri personaggi.

 

 

Quando disponibile aggiungeremo il collegamento alla beta del gioco su Steam/W.Store: qui e qui

Edit. del 25.10.17

Hanno ritardato la Beta, comunicato con un tweet:

Immagine

Per approfondimenti: Twitter – Injustice 2

Edit. del 08.11.2017

La Beta è ora disponibile.


Facebook, la Privacy e il diritto all’anonimato.

Privacy

Facebook mi chiede i documenti per la seconda volta, nella prima occasione gli mandai l’abbonamento mensile del treno e sono ancora in attesa(da tre mesi circa) di una risposta:

“Controlleremo i documenti che ci hai inviato e ti ricontatteremo. Se desideri ricevere ulteriore assistenza con la conferma del tuo nome, ti contatteremo richiedendoti altri documenti.”

Quindi dopo continui tentativi “all’assistenza” Facebook, non sapendo più cosa fare, senza neppure poterlo eliminare… ne creo un’altro, anche in questo la stessa cosa lo bloccano(con un aggravante, mi chiedono il documento di identità) poiché il sistema fa un controllo incrociato dei dati e verifica che il numero di cellulare è lo stesso usato nell’altro account, che però allo stato attuale è inutilizzabile, l’assistenza è “garantita” da automatismi o automi, provare per credere. A questo punto voglio vederci chiaro e mi imbatto in questo interessante articolo:

“Nickname e pseudonimi su Facebook ma dietro si nasconde la più massiccia raccolta di dati che il web abbia mai conosciuto; servono per combattere i profili falsi, fanno sapere dalla California, mentre il Commissario per la protezione dei dati personali di Amburgo ha emesso un provvedimento contro il social network americano. Facebook ha iniziato a chiedere i documenti ai propri iscritti. Non solo carte d’identità, ma anche carte di credito, bollette, estratti conto, badge lavorativi o qualsiasi documento in grado di provare la reale identità di una persona. Pena, la disattivazione totale dell’account a tempo indeterminato. Si tratta di una misura resasi necessaria – fanno sapere da Palo Alto, sede principale del social network di Zuckerberg – solo al fine di combattere il fenomeno dei profili falsi. Ma dietro si nasconde anche la più massiccia “data collection” di documenti identità fatta a mezzo informatico e dai toni simili a quelli di un’estorsione (o mi dai la tua patente o ti disattivo). È possibile verificare tutti i dettagli di cosa viene richiesto qui, senza peraltro alcuna garanzia sul rispetto della privacy. Non c’è, infatti, alcuna traccia della obbligatoria informativa sul trattamento dei dati, l’indicazione del responsabile del trattamento, le modalità con cui vengono conservati e trattati detti documenti. Insomma, come dare una caparra senza firmare alcuna ricevuta. Bloccati e senza risposta. Inizialmente si pensava che il fenomeno fosse limitato solo agli Stati Uniti; invece si sta estendento a tutta l’Europa e anche in Italia, a giudicare dalle lamentele in giro. Nei numerosi treat inoltrati a Facebook, sono ormai molte le lamentele degli utenti bloccati senza peraltro alcuna risposta dal centro assistenza. La questione, poi, sembra non interessare solo i profili aperti con nickname (e, quindi, con nomi falsi), ma anche quelli con nomi veri, corrispondenti a quelli registrati all’anagrafe. I forum sono pieni di racconti paradossali. L’unica autorità che, in merito, si è mossa è il Commissario per la protezione dei dati personali di Amburgo che ha emesso un’ordinanza contro Facebook Ireland Ltd per violazione della legge federale e la legge Telemedia su carte d’identità e identificazione elettronica (qui il testo). L’autorità ha interdetto a Facebook di bloccare i profili utenti aperti sulla base di uno pseudonimo. Viene inoltre disposto che Facebook debba astenersi dal rinominare unilateralmente il nome utente nel corrispondente nome reale. Inoltre viene vietata ogni richiesta di copie digitali di documenti di identità (carta d’identità o passaporto) per scopi di identificazione. All’origine dell’ordine vi è la denuncia di un utente, che aveva usato il proprio account di Facebook con un nome alias (pseudonimo). Facebook gli aveva bloccato l’uso del profilo, imponendogli di rinominarlo con il nome reale di battesimo, previa presentazione di un documento di identità a prova della corrispondenza. Contro la volontà dell’utente, Facebook ha infine cambiato il nome del suo profilo in quello con il suo vero nome. In tal modo Facebook ha rivelato il suo vero nome ai suoi “amici”. Johannes Caspar, Commissario Amburgo per la protezione dei dati e la libertà d’informazione, ha riferito in merito: “Come in molte altre denunce contro Facebook, anche questo è un esempio che dimostra come il provider rafforzi prepotentemente, ogni giorno, la propria politica nei confronti dei propri utenti e dei relativi dati personali senza alcun rispetto per le disposizioni legislative nazionali. L’imposizione dell’utilizzo del vero nome viola il diritto dell’utente all’utilizzo di pseudonimi, come disciplinata dalla legge federale tedesca Telemedia”. Di tutt’altro avviso è il Garante per la privacy dell’Irlanda, nazione dove Facebook ha il proprio distaccamento e sede per l’Europa. Secondo tale Authority, il comportamento di Facebook è legittimo. Si pone allora l’inevitabile problema della competenza territoriale: quanto potrà essere valida e applicabile la decisione del Commissario tedesco? Secondo quest’ultimo, nei casi in cui Facebook gioca fuori casa deve applicare le leggi degli altri Stati e non quella del suolo irlandese.

Il problema nascosto

Solo pochi giorni fa Facebook ha comunicato di aver raggiunto 1 miliardo di visite in un solo giorno (non parliamo del numero di iscritti, sensibilmente superiore, ma di quante persone, nell’arco delle 24 ore, si sono collegate al social). È una cifra enorme per chi fa servizi sul web. Una cifra che deve far pensare ai possibili problemi che una raccolta indiscriminata di dati potrebbe comportare, senza peraltro alcuna garanzia sul relativo trattamento. C’è poi da dire che il comportamento di Facebook viene a ledere non solo il diritto all’anonimato ormai riconosciuto da tutti i moderni Stati democratici, ma anche il diritto alla libertà di parola: subordinare la cessione incondizionata dei propri dati alla possibilità di comunicare con il mondo presenta, già secondo molti, profili di illegittimità. Non è da escludere, quindi, l’intervento della Corte di Giustizia europea.”

 

A voi lettori l’ardua sentenza, per quanto mi riguarda Facebook non è più un social network, non ho più nessun interesse a farne parte. Se si considerano poi questi elementi, l’interesse scende sotto lo zero:

C’è poi da dire che il comportamento di Facebook viene a ledere non solo il diritto all’anonimato ormai riconosciuto da tutti i moderni Stati democratici, ma anche il diritto alla libertà di parola: subordinare la cessione incondizionata dei propri dati alla possibilità di comunicare con il mondo presenta, già secondo molti, profili di illegittimità. Non è da escludere, quindi, l’intervento della Corte di Giustizia europea.

Fonte: qui

 

 


NDE, AWARE 2, arrivano ulteriori importanti conferme

parnia-nde

Forse ci siamo, notevoli testimonianze anedottiche rivelano che le persone i cui cuori si sono fermati e poi riavviati hanno potuto descrivere accurati e verificati racconti di ciò che stava accadendo attorno a loro, come vedere i medici e gli infermieri che lavoravano, descrivere esattamente le loro conversazioni ed eventi che stavano succedendo,  altrimenti impossibili da conoscere.
Secondo Parnia, questi ricordi sono stati poi verificati da personale medico e infermieristico presente all’epoca della NDE, sono rimasti stupefatti di sentire che i loro pazienti, tecnicamente morti, potevano ricordare tutti quei dettagli.

Parnia, a mezza strada nel lavoro sulle NDE chiamato AWARE II, farà
un annuncio pubblico con aggiornamenti eclatanti, probabilmente nei prossimi sei mesi.
Ora, sappiamo che lo studio si doveva concludere nel 2020, tuttavia,  Parnia ha detto che, se ci fossero stati due o più eventi verificabili (cioè NDE completamente documentate con OBE confermate – vale a dire soggetto che vede l’immagine sullo schermo LCD), prima della data prevista, tali dati sarebbe stati resi pubblici.
Potrebbe essere questo l’annuncio? Certo, non lo sapremo finché non verrà emesso un bollettino, ma se è così, questo sarà l’evento che tutti abbiamo aspettato da quando AWARE  è stato citato per la prima volta.
Questo sarà il momento in cui vedremo un cambiamento paradigmatico permanente nel pensiero scientifico ed il materialismo metodologico sarà morto.
Siamo tutti molto speranzosi. Già dall’anno scorso è improvvisamente aumentata l’attività del team di studio AWARE e allo stesso tempo, hanno smesso di comunicare con fonti esterne. All’epoca si ipotizzava che avessero fatto un buon colpo e stavano tentando di ottenerne un’altro, pur assicurando l’integrità dello studio mantenendo i nuovi dati strettamente secretati.

Fonti:

  • Il sito del Dottor Claudio Pisani, qui
  • LiveScience, qui

Evento – Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands x Pc in free weekend

Ghost Recon Wildlands in prova

Evento – Ghost Recon Wildlands

L’evento:
– apre il 12.10.17

– chiude  il 15.10.17


​Windows 10 Fall Creators Update, Game Mode


Il prossimo major update arriverà il 17 ottobre, portando con sé un nuovo linguaggio stilistico su alcuni elementi dell’interfaccia grafica chiamato Fluent Design. Ci sono novità anche per il gaming, con la nuova Game Mode che concentrerà le risorse del sistema sui videogiochi in esecuzione, e miglioreranno anche le feature Windows Ink e OneDrive.


Windows 10, al via il Game Mode

Microsoft sta per introdurre una Game Mode volta a ottimizzare il sistema operativo in modo da assegnare tutte le risorse ai videogiochi quando sono in esecuzione. 

“Quando viene abilitata la Game Mode:

le risorse di CPU e GPU avranno come priorità principale il gioco in esecuzione”, si spiega nel video  rilasciato da Microsoft. L’obiettivo finale della nuova modalità è ovviamente quello di migliorare il più possibile il frame rate e la stabilità.

 

Game Mode PcQui la guida x il Game Mode

Microsoft sta inoltre rifinendo alcune funzionalità espressamente dedicate ai videogiochi interne a Windows. Tra queste una toolbar chiamata Game Bar, che i giocatori potranno attivare con la combinazione di tasti “Windows + G”. Tramite la Game Bar sarà possibile catturare screenshot, registrare filmati di gioco e fare lo streaming su Beam, il competitor di Twitch in casa Microsoft. Dal pannello di controllo, inoltre, gli utenti potranno configurare diversi parametri della Game Mode.

La Game Mode dovrà essere abilitata gioco per gioco. Per farlo bisognerà aprire la Game Bar, accedere al menù di impostazioni dei giochi e spuntare la casella associata al gioco in esecuzione, permettendo così a quest’ultimo di sfruttare la Game Mode. Microsoft dice che questa procedura potrà essere automatizzata per alcuni giochi, ma che non tutti in questo momento sono in grado di abilitare automaticamente la nuova funzionalità.


Qwant, il motore di ricerca che rispetta la privacy

Qwant
Qwant un nuovo motore di ricerca europeo(i server della piattaforma sono in Europa), la sua peculiarità è quella di non tracciare il comportamento degli utenti.  Rispetta la privacy.
Ieri a Milano vi è stata la presentazione ufficiale. Eric Leandri, fondatore di Qwant, ha spiegato alla stampa che viene attuata una anonimizzazione dell’indirizzo IP e dell’agent ID di ogni utente. Il modello di business è esclusivamente basato sul canale di shopping, il marketplace di giochi e musica, e le inserzioni pubblicitarie.
Qwant: Lite
Un’altra qualità del progetto è quella di aver realizzato Qwant Junior, un motore di ricerca per i bambini che filtra tutti i contenuti potenzialmente pericolosi. La versione EDU, per ora solo francese, invece si rivolge direttamente a insegnanti e studenti. Qwant è disponibile anche in versione mobile per Android e  IOS.
Qwant Junior: Junior
Sito ufficiale: Qwant

Pc DeskTop, Windows OS forza dominante. Più del 90% dei Pc DeskTop è Windows

L’evoluzione del mercato dei PC tradizionali continua. Nel corso del mese di settembre ci sono stati piccoli ma significativi cambiamenti, che hanno portato macOS oltre la soglia del 6% e fotografano Linux ancora sopra il 3%.

La forza dominante rimane Windows, che si mantiene al 90,61% secondo quanto riportato da Netmarketshare. Il sistema operativo di Microsoft detiene una stretta molto salda sul mercato, con Windows 10 che cresce al 29% (dal 27,99%), Windows 7 che scende al 47,21% (dal 48,43%) e sia Windows XP che Windows 8.1 che vanno al di sotto del 6% (rispettivamente al 5,69% e al 5,89%).

MacOS conosce invece una crescita che sfiora il mezzo punto percentuale rispetto al mese precedente: dal 5,94% si passa infatti al 6,35%. Il dato non è un massimo storico (era al 9,57% nell’aprile 2016) e rientra nelle normali fluttuazioni che il sistema operativo vive nei vari periodi dell’anno; con l’arrivo della nuova versione macOs High Sierra sarà necessario analizzarne la diffusione e la rapidità di installazione da parte dell’utenza per trarre delle conclusioni.

Discorso differente, invece, per Linux. Il sistema del Pinguino è stato storicamente relegato a una posizione di netta minoranza, spesso sotto il punto percentuale; negli ultimi anni ha conosciuto una rinascita che l’ha portato – secondo alcune stime – sopra il 2% a livello mondiale.

Nel corso del mese di agosto era stata riscontrata una crescita anomala: Linux era stato quotato al 3,37% Durante il mese di settembre tale dato è calato al 3,04%, ma non è curiosamente sceso sotto la soglia del 3%. L’analisi dell’evoluzione del mercato nei prossimi mesi ci dirà se i sistemi operativi con kernel Linux risulteranno effettivamente in crescita o se si sia trattato di una boutadeestemporanea.

Ultimo, ma non meno importante, è FreeBSD: per la prima volta il progetto nato dalle ceneri di UNIX viene rilevato da Netmarketshare. FreeBSD viene infatti quotato allo 0,1%. Meno fortunato il parente OpenBSD, che rimane saldamente ancorato allo 0,00%.

Fonte: http://www.hwupgradeit.it


Nioh, a breve anche su Pc

Nioh

Koei Tecmo ha annunciato a sorpresa che l’action RPG Nioh, già disponibile per PlayStation 4 da febbraio 2017, uscirà presto anche su Pc. La Complete Edition verrà resa disponibile in formato digitale su Steam a partire dal 7 novembre e come si evince dal titolo comprenderà i tre DLC usciti negli ultimi mesi: Drago del Nord, Onore Sprezzante e La Fine del Massacro. L’edizione per PC supporterà due modalità: “l’Action Mode”, con cui verranno garantiti i 60 frame al secondo stabili, e la “Movie Mode”, che supporterà la risoluzione a 4K.

Requisiti minimi:

  • OS: Windows 10 64bit, Windows 8.1 64bit, Windows 7 64bit
  • CPU: Intel Core i5 3550 o superiore
  • Memory: 6 GB RAM
  • GPU: NVIDIA GeForce GTX 780 VRAM 3GB o superiore, AMD Radeon R9 280 VRAM 3GB o superiore
  • DirectX: Version 11
  • Network: Broadband Internet connection
  • Storage: 100 GB di spazio libero