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NDE(Near Death Experience)

NDE

Near Death Experience può essere tradotto in italiano con “esperienza in punto di morte” o “esperienza di pre-morte”, ma l’acronimo NDE è il termine più diffuso e riconosciuto per indicare questo tipo di esperienze. Le NDE classiche sono costituite da racconti o testimonianze di eventi “vissuti” da persone che si sono trovate, per un periodo più o meno breve o lungo, in uno stato di potenziale morte clinica riconosciuta, rispetto al quale sono state poi riportate in vita. Durante gli ultimi 40 anni vari ricercatori hanno approfondito ed arricchito le conoscenze su questa nuovo campo di studi. Tra i pionieri figurano medici come Raymond Moody, Michael Sabom, Melvin Morse, psichiatri e psicologi come Elizabeth Kübler-Ross, Kenneth Ring, Peter Fenwick, Phyllis Atwater e molti altri. Da un’indagine Gallup del 1982 risultava che nei soli Stati Uniti circa 8 milioni di persone adulte avevano avuto una NDE. Sondaggi successivi hanno elevato tale cifra a quasi 12 milioni. Da uno studio pubblicato nel 2001 dal Dott. Van Lommel è risultato che su 344 pazienti riportati in vita negli ospedali olandesi dopo un arresto cardiaco, circa il 18% era andato soggetto ad una NDE. Le NDE hanno quasi sempre un profondo impatto su coloro che ne fanno esperienza, anche per quanto riguarda la loro vita successiva. Il cardiologo olandese Pim Van Lommel afferma di avere trovato la prova scientifica dell’esistenza della vita dopo la morte analizzando numerosi casi di “esperienze di pre-morte” [indicate spesso con l’acronimo NDE, ovvero Near Death Experience]. L’esperienza classica è la visione di un tunnel con una luce bianca sul fondo, ma anche un senso di distacco dal corpo e l’incontro con parenti defunti. Fra queste persone molte hanno provato l’esperienza della rivisitazione della propria vita passata (life review) ed alcuni di essi hanno avuto anche esperienze di distacco dal corpo con percezione del proprio corpo visto dall’esterno [indicate spesso con l’acronimo OBE, ovvero Out of Body Experience]. I risultati del suo studio sono stati pubblicati nella prestigiosa rivista medica The Lancet nel dicembre 2001 col titolo “Un’indagine estensiva in Olanda sulle esperienze di pre-morte in sopravvissuti ad arresti cardiaci”. Molti “sperimentatori” tornano indietro con un bagaglio di esperienze e di convinzioni interiori sui principi che riguardano lo spirito ed il significato dell’esistenza umana, e ricominciano a vivere con una visione del mondo e del proprio impegno nella vita che in alcuni casi risulta completamente diversa da quella che avevano prima di “morire” e cessano di avere paura della morte. A questo punto vorrei introdurre gli studi/esperienze importantissime effettuati/avute dal Prof. Parnia che dimostrano per l’ennesima volta ( nel caso ve ne fosse stato bisogno) che la vita dopo la “morte” continua. E’ inoltre chiaro che un equipe come quella di Parnia e le sue personali impressioni DETTATE DALL’ ESPERIENZA hanno un peso notevole in questa tematica e va quindi considerato, sottolineato e messo a conoscenza di tutti il più possibile. Queste sono parole del Prof. Parnia Primario del reparto di rianimazione all’ospedale universitario Stony Brook di New York e a capo di un progetto che studia la coscienza umana, attraverso i racconti delle esperienze pre e post-mortem (NDE) raccolti in 25 cliniche sparse tra nordamerica ed Europa. : “La gente tende a interpretare quello che vede in base alla propria cultura. Un hindu descrive una divinità, un cristiano parla di Cristo, un ateo lo chiama semplicemente entità. MA VEDONO LA STESSA COSA, anche se la spiegano in modo diverso. E ciò ci dice che esiste un’unica esperienza che tutti gli esseri umani provano durante la morte. È UNIVERSALE, la descrivono anche i bimbi di 3 anni. E ci dice che NON DOBBIAMO AVERE PAURA DELLA MORTE.” Parole identiche a quelle usate da chi ha già studiato seriamente questi fenomeni. “Gli STUDI SULLE NDE HANNO PORTATO Sam Parnia SU POSIZIONI DAVVERO IMPREVISTE” dice l’articolo a lui dedicato… (probabilmente impreviste per chi non si è mai interessato alla materia prima d’allora). Ho ribadito in diversi interventi (non qui) che se gli scienziati/medici facessero tesero degli studi effettuati dai loro precedessori(scienziati che hanno indagato con rigore, serietà e umiltà vedi la Dottoressa Elizabeth Kubler Ross ad esempio…) a quest’ora l’umanità sarebbe certa della sopravvivenza alla “morte” anche senza “prove scientifiche”. E’ bene poi sottolineare che noi(noi intesi come umanità) cerchiamo prove scientifiche con mezzi rozzi e primitivi cercando di affrontare una tematica così importante e profonda con una superficialità disarmante…  Parnia con i suoi studi sta involontariamente verificando e ribadendo all’umanità(sempre che ve ne fosse stato bisogno) conclusioni alle quali era già arrivata la Dottoressa Kubler Ross negli anni 70-80 e 90. In particolare vorrei soffermarmi sulla Dottoressa Elizabeth Kubler Ross che grazie al suo immenso lavoro con i malati terminali ci ha lasciato un patrimonio di conoscenze inestimabili. In merito a questo lavoro una sola domanda mi piacerebbe fare agli scettici (di cui vorrei precisare apprezzo il sacrosanto senso critico, lo sono anche io ma fino ad un certo punto però perché superato il quale poi si finisce per diventare ottusi) ma vi siete mai chiesti perché le NDE danno come risultante sempre e dico sempre le stesse esperienze? Voglio dire è comprovato che chiunque abbia avuto esperienze di premorte abbia avuto incontri con esseri di luce e persone care DEFUNTE. Se di allucinazione si tratta come mai che non ci sono mai incontri diversi? Tipo con persone VIVE nel momento dell’ esperienza dell’ NDE, oppure con qualsiasi altro essere vivente VIVO nel momento delle esperienze? Aggiungo che (e questo potete trovarlo nel libro -La vita dopo la morte- della Dottoressa Kubler Ross) ci sono stati casi dove i pazienti ritornati da una esperienza NDE dicevano di aver incontrato un conoscente, caro amico o parente, ma sul momento tutti i presenti compreso il paziente in oggetto sapevano che la persona in questione era viva e quindi questa poteva essere la prova che confermava l’ipotesi delle allucinazioni… ma la conferma che l’ NDE non è una allucinazione(quindi una prova provata per noi e per chi ha studiato a fondo il problema come appunto la Dottoressa in questione) è che in TUTTI i casi si è venuto poi a scoprire che il caro/conoscente ritenuto vivo era morto poco prima o nel mentre di una determinata NDE! E quindi il paziente non sapendolo non poteva “sognare/avere visioni” di quello che non sapeva. Inoltre molti pensano che l’ influenza delle religioni possano incidere con tali esperienze, allora come mai che anche bambini in tenera età(veramente molto piccoli) hanno riportato le stesse esperienze? La Dottoressa Kubler Ross ha aiutato nel trapasso principalmente bambini ed è proprio da loro che ha imparato di più. Ciechi fin dalla nascita descrivevano e descrivono ancora ad oggi dopo una NDE nel dettaglio la sala operatoria anche con l’ aggiunta dei colori. Come si possono avere allucinazioni di un qualcosa che il nostro cervello non conosce e che non ha quindi mai visto? E descrivere particolari di un dato contesto che un cieco non sarebbe mai in grado di identificare? Allucinazioni da farmaci…altra sciocchezza, moltissimi hanno NDE fuori dagli ospedali mentre sono occupati pienamente nella loro normale vita quotidiana. “Allucinazioni” così equilibrate e lineari quali quelle delle NDE in una così grande quantità di persone dovrebbero proprio già per la loro fattezza e insorgenza escludere il fenomeno dell’ allucinazione stessa che spesso non è lineare e porta con se situazioni grottesche. Ed inoltre vengono provocate o facilitate con delle droghe o farmaci. E’ arrivato a questo punto il momento di ascoltare l’intervista al Prof. Enrico Facco  professore di Anestesiologia e Rianimazione presso l’Università di Padova. Tutta l’intervista è interessante ma dal minuto 29.00 in avanti si approfondisce il tema delle esperienze di premorte. E’ molto utile ascoltarla perché approfondisce su molte tematiche e risponde a interrogativi che la gente meno informata sul tema si pone. Viene sottolineato inoltre il fatto che una NDE non può essere conseguenza di rilascio di endorfine o dell’assunzione di sostanze di vario genere. (Farmaci, droghe ecc. ecc.). Prendetevi un po di tempo ed ascoltatela perché può veramente aprire gli occhi a tanta gente che non è a conoscenza di questi importanti fatti universali che interessano tutta l’umanità.

“Per me non è più questione di credere ad una vita dopo la morte ma di sapere e di averne quindi la certezza” Queste sono le parole della Dottoressa Elizabeth Kubler Ross alla fine della sua carriera. Personalmente ripongo molta fiducia sul lavoro della Dottoressa Elisabeth Kubler Ross e della sua equipe(che comunque ha applicato vari metodi scientifici) rispetto al lavoro di quei personaggi cinici che vogliono per forza verificare una data ipotesi probabilmente più rassicurante e comoda definitela come volete(per me le prove già ci sono e le ho trovate nel lavoro della Ross come ho trovato conferme anche nei lavori di Raimond Moody e altri quindi per quanto mi riguarda sono esperienze vere che ci portando in dimensioni diverse ma reali). Sono importanti anche i primi passi che Raymond Moody sta muovendo con le esperienze di morte condivisa e che vi consiglio di leggere per trarre maggiori informazioni su una realtà che è probabilmente ben diversa da quella che comunemente percepiamo. Potete trovare il suo lavoro nel libro Schegge di eternità. La Dottoressa Elizabeth Kubler Ross non ci ha insegnato solo che la vita dopo la morte è una realtà ma ha imparato questo amando il prossimo ed aiutando i suoi pazienti nel momento più difficile della loro vita (l’ insegnamento più grande per tutti, compreso i suoi colleghi). Alle NDE singola si aggiungono altre prove: NDE condivise, OBE, Ipnosi regressiva, Metafonia, Spiritismo(quello serio vedi Alan Kardek ) ecc. ecc. Però non vi dovete soffermare ad un singolo caso, ma dovete cercare e leggere molto. La conoscenza comporta sacrificio e tanta volontà.

Tratto dal libro dell’ Avvocato Victor Zammit(un ricercatore della vita dopo la morte, laureato in Giurisprudenza, avvocato della Corte Suprema del Nuovo Galles del Sud):

“L’esperienza di premorte o NDE (acronimo del termine inglese Near Death Experience) costituisce un’argomentazione potente a favore dell’esistenza di una vita dopo la morte. Grazie al progresso registrato nell’ambito delle tecniche di rianimazione, sempre più persone vengono riportate indietro dal limite della morte clinica. E molte riferiscono un’esperienza profondamente significativa durante la quale hanno l’impressione di essere vivi e in pieno possesso delle proprie facoltà al di fuori del proprio corpo. Per molti un’esperienza di premorte è un’esperienza intensamente emotiva e spirituale. Le prove a supporto delle NDE sono coerenti, schiaccianti e sperimentate da molti. L’evidenza empirica delle NDE è anche concorde con altre prove sperimentali che sembrano suggerire una sopravvivenza alla morte – prove che includono le esperienze extracorporee, le informazioni ottenute grazie ai medium mentali e fisici, e le apparizioni. I sensitivi affermano che, in una situazione di crisi, quando la morte è quasi inevitabile o è percepita come tale, il duplicato del corpo fisico, il corpo astrale o eterico, lascia il corpo fisico e sperimenta il primo stadio dell’Aldilà. Se la morte non si verifica, il duplicato riprende il suo posto nel corpo fisico. Degli studi hanno dimostrato che le NDE si possono verificare a seguito di malattie, di interventi chirurgici, durante il parto, a seguito di incidenti, di attacchi cardiaci e di tentativi di suicidio.

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